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Quando abbiamo deciso di sposarci, Carlo ed io non pensavamo che i preparativi per  le nozze sarebbero stati motivo di discordia tra le nostre madri. Mia suocera e la mamma si sono accapigliate per ogni piccolo dettaglio. Non erano d’accordo su niente. All’inizio è stato semplice evitare che tra loro scoppiasse la guerra. Per la scelta della sala del ricevimento, ad esempio, abbiamo detto loro che avevamo già un’idea su quale scegliere. Quando ho iniziato la ricerca per il mio abito da sposa non potevo certo escludere mia suocera. Che fatica, però, destreggiarmi tra i suoi consigli e quelli della mamma. Se il giorno del matrimonio indosserò l’abito che sognavo e non quello che creava un giusto compromesso tra i loro gusti devo ringraziare la proprietaria dell’atelier. La donna ha saputo gestire la situazione mantenendo un professionale distacco.

scelta abito - Felicemente Sposati

Durante l’ultimo pranzo a casa dei genitori di Carlo c’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. C’eravamo tutti: i miei genitori, mio fratello,  mia sorella ed ovviamente c’ero  io. C’era la famiglia del mio sposo al completo: oltre lui e i genitori, c’erano sua sorella Tamara col marito e il figlioletto, suo fratello e la fidanzata Cinzia. Prima del dolce Tamara mi ha chiesto come procedevano i preparativi  nuziali. Evitando ogni accenno ai battibecchi tra suocere le ho raccontato qualche divertente episodio. Ad un certo punto Carlo ha ricevuto un sms dal fotografo: “Miriana, Enzo vorrebbe approfittare dei giorni di bel tempo. Chiede se possiamo incontrarci domani per realizzare il prematrimoniale. Cosa gli rispondo?” Gli ho detto di accettare. Come dire di no dopo la settimana di piogge appena trascorsa? nuora-e-suocera-insiemeEd ecco l’intervento della mamma: “Ragazzi,ricordate di chiedergli se può realizzare il vostro album di nozze con le pagine blu. È più elegante.” Mia suocera non ha perso l’occasione per replicare: “L’album di Tamara, pur avendo le pagine color avorio, è molto elegante e raffinato. Mia cognata ha scelto il blu per quello di sua figlia e, a dire il vero, non mi piace granché.” La mamma ha alzato gli occhi al cielo esclamando: “Però, sulla carta di colore chiaro si notano di più i segni del tempo, delle dita, …” Quello era troppo per me. Non ne potevo più dei loro battibecchi. Mi sono alzata battendo le mani sul tavolo e ho guardato prima mamma e poi mia suocera: “Adesso basta. Possibile che voi due, ogni volta che si parla dei preparativi del matrimonio, iniziate a beccarvi come due bambine? Adesso discutete persino sul colore delle pagine dell’album. Questo è …” L’espressione contrariata di papà mi ha impedito di andare avanti. Ho chiesto scusa e sono uscita dalla sala da pranzo. Dovevo calmarmi. Carlo mi ha raggiunto in corridoio. L’ho guardato dispiaciuta: “Scusami. Non so cosa mi è preso. Dammi solo cinque minuti per calmarmi.” Lui mi ha sorriso scuotendo il capo: “Non devi scusarti. Adesso vieni di la con me e, insieme, risolviamo la faccenda una volta per tutte. Fortuna che non ti ho detto del problema con le bomboniere.” Ho fatto un respiro profondo per farmi coraggio ed ho chiesto: “C’è un problema con le bomboniere?” Carlo mi ha preso le mani e con molta tranquillità ha spiegato: “ieri hanno chiamato dal negozio delle bomboniere. Dicono che il maltempo ha rovinato parecchi pezzi e vogliono che andiamo a scegliere un altro oggetto. Ad essere sincero, anche se mancano poche settimane alle nozze, non è che mi dispiaccia tanto questo inconveniente. Non mi piaceva quel portacandele. Ho taciuto solo perché era l’unica cosa su cui le nostre madri erano d’accordo. Considerando che ci siamo conosciuti  nella settimana di  Natale, ho pensato  di  usare come bomboniere degli addobbi natalizi realizzati a mano, la cui vendita sarà devoluta per finalità benefiche. Al negozio lasciamo la lista nozze.” Ero dubbiosa e scoraggiata: “Come conti di convincere quelle due?” Lui mi ha guardata con decisione: “Ho deciso così e non c’è da convincere nessuno. Sorridi e vieni con me.” Mi ha dato un rapido bacio: “ Pensa che fra un mese saremo nel bel mezzo del ricevimento nuziale e tutto questo stress sarà solo un lontano ricordo.”

Bomboniere-legno- Felicemente Sposati

Tornati in sala da pranzo, Carlo ha parlato anche per me.  Il tono che ha usato non ammetteva repliche: “Quando abbiamo deciso di sposarci  non credevamo che questi mesi sarebbero stati così difficili da superare. Adesso che mancano poche settimane alle nozze, come avete visto dalla reazione che ha avuto Miriana poco fa, siamo entrambi molto stressati. E ci si mette anche il tempo a creare problemi. Si avvicina il Natale e non è facile gestire tutto. Soprattutto se dobbiamo far fronte anche alle discussioni.” Si è fermato un momento a guardare le nostre mamme. Papà e mio suocero erano preoccupati e nervosi. Temevano che stesse per scoppiare l’inferno.  Prima di riprendere a parlare, Cesare mi ha stretto la mano: “Cara mamma e cara suocera, vi ringraziamo infinitamente per il vostro prezioso aiuto. Siamo sicuri che grazie a voi il matrimonio sarà un successo. Smettete di farvi la guerra. Rilassatevi e godetevi le feste. Ora,  oltre ad aiutarci per la disposizione dei tavoli, dovete pensare solo a farvi belle per il grande giorno . Tutto il resto è sistemato. Soprattutto il colore delle pagine dell’album.” Sua madre ha sorriso con imbarazzo ed ha chiesto: “Quali sarebbero i problemi causati dal tempo?”Speravo che il mio futuro marito chiudesse li il discorso. bomboniere - Felicemente SposatiInvece ha informato tutti della questione delle bomboniere. Cinzia ha accolto la novità con molto entusiasmo. Le mamme sono rimaste un momento in silenzio. Poi la mia ha provato a parlare ma l’ho anticipata: “Mamma, per favore.” Mio padre e mio suocero hanno iniziato a ridere sotto i baffi. Mia suocera,infastidita, ha ammesso: “Credo che quei portacandele, pur essendo particolari, sarebbero rimasti sullo stomaco un po’ a tutti.”  La mamma ha confessato che stava per dire la stessa cosa. Mio suocero ha riportato l’allegria proponendo di prendere il dolce e lo spumante per festeggiare il fatto che tutti eravamo finalmente d’accordo.

Ricorderò per sempre questo pranzo. Per me è stato come se fossi già la moglie di Cesare. Ero fiera di lui mentre lo vedevo affrontare sua madre e la mia. Sono sicura che avrò sempre al mio fianco quell’uomo protettivo che, anche se siamo in poche ad ammetterlo, tutte noi donne speriamo di trovare nel nostro innamorato.

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