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Mi sembra ieri che, affacciandomi nella stanzetta di mia figlia Esmeralda, la vedevo intenta a confezionare degli abiti da sposa per le sue Barbie con avanzi di stoffe, veli dei confetti per le bomboniere e nastrini vari. Lei adorava inscenare sfarzosi matrimoni assieme alle sue amiche, aspettando di crescere per diventare la protagonista del suo giorno speciale.

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Quel momento è arrivato. Infatti, si avvicina sempre più il giorno in cui lei e Sebastian convoleranno a nozze. Ogni passo verso la realizzazione del matrimonio di Esmeralda è accompagnato da un torrente di emozioni.  Non scorderò mai il momento in cui, per esempio, l’ho vista con indosso l’abito dei suoi sogni. Ne ha indossati almeno cinque prima di trovare quello giusto. Erano tutti abiti molto belli, ma nessuno accendeva nel suo volto quella luce speciale, quel sorriso che rendesse l’idea della sposa felice e radiosa. Quando ha accettato di indossare l’ultima creazione della sarta dell’atelier, nonostante fosse un modello che lei non avrebbe mai scelto, finalmente ho visto la soddisfazione sul suo volto. Mia figlia è bellissima, ma quel vestito la rendeva ancora più bella. Sembrava una vera principessa, un angelo venuto giù dal cielo. Non sono riuscita a trattenere le lacrime. Ripensavo a tutte le volte in cui mia figlia aveva sostenuto che non si sarebbe mai sposata e che non esisteva il vero amore.

Sebastian ha fatto un vero miracolo con lei. Da quando è comparso lui nella sua vita, Esmeralda si è pian piano trasformata. È diventata più dolce, adulta, responsabile. Finalmente è tornata la serenità in casa nostra.
Lui è riuscito, con la sua pazienza e con le sue attenzioni, a buttare giù l’armatura in cui lei si era nascosta per proteggersi dopo una storia che le aveva lasciato parecchie ferite nel cuore. Io e suo padre abbiamo visto lentamente riaffiorare il sorriso sul volto della nostra unica figlia. Quando Sebastian, alla fine di un pranzo domenicale, le ha chiesto di sposarlo inginocchiandosi e porgendole un meraviglioso anello, temevamo che rifiutasse perché, per alcuni secondi, lei restò immobile a guardarlo. Poi sul suo viso sbocciò un sorriso, i suoi occhi si riempirono di lacrime e gli regalò un sì appena bisbigliato. Finalmente nostra figlia era tornata a sorridere. Io e mio marito ringraziammo Dio di aver mandato quel ragazzo nella nostra vita. Ogni giorno Esmeralda è più serena.  Alcuni  giorni prima del matrimonio io ero in cucina per pensare alla cena, ad un certo punto lei è arrivata con un mucchio di fogli ed una matita tra le mani, si è seduta  al tavolo e mi ha chiesto se potevo darle una mano per l’assegnazione dei posti ai tavoli.

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Avrei evitato volentieri quell’incombenza ma le ho risposto di sì. Senza rendercene conto ci siamo ritrovate a ridere ripensando ad aneddoti riguardanti i matrimoni a cui avevamo preso parte negli ultimi anni. Mio marito, appena arrivato in cucina, si è bloccato sulla porta ed ha esclamato che se contavamo sul suo aiuto per districarci tra le varie tensioni familiari, ci sbagliavamo. Lui ha provato a darsela a gambe inventando una scusa, ma Esmeralda ha puntato dritta al suo cuore dicendogli che forse quella era una delle ultime cose che noi tre avremmo potuto fare assieme, prima che lei si sposasse ed andasse via di casa. Ha usato quella sua espressione che fa sciogliere il cuore a suo padre ed eccoci tutti e tre alle prese con le varie acredini che rischiavano di rendere meno piacevole, per alcuni dei nostri invitati, il giorno più bello di nostra figlia. Alla fine abbiamo trovato la soluzione che ci è sembrata la meno peggiore. Esmeralda era poco convinta, ma noi le abbiamo assicurato che tutto sarebbe andato nel migliore dei modi. In fondo, nonostante qualche dissapore, la nostra è una famiglia abbastanza unita e a nessuno sarebbe venuto in mente di rovinare il giorno del suo matrimonio.

Il mattino delle nozze, quando  Esmeralda ha finito di prepararsi,  abbiamo avuto un momento tutto nostro. È stato molto difficile per me trattenere le lacrime, ma lei mi ha fatto promettere di non piangere. Poi è arrivato suo padre e la nostra bambina, nel suo abito da sposa,  ha fatto riapparire sul suo volto la stessa espressione incantata di quando lui la vide la prima volta dopo la sua nascita. Mi sembra di rivederli entrambi: lei minuscola nella sua tutina rosa che muoveva le sue piccole manine come se volesse afferrare l’aria e lui che la teneva tra le braccia come se avesse timore di farle male. Ricordo che le sfiorò il visino con un dito. Poi le avvicinò il dito alle manine e mi sorrise facendomi notare la differenza tra le sue mani grandi e quelle di quella creatura tanto fragile. Quando le minuscole dita della nostra bimba si strinsero attorno al suo enorme dito lui mi guardò e, con l’emozione negli occhi mi disse: “Ehi! Quanto è forte la nostra principessina!” Era fiero della meraviglia che era nata dal nostro amore, come lo ero io. Anche adesso sembra provare la stessa sensazione di allora. Fra poco lei smetterà  di essere la nostra bambina per diventare la moglie di Sebastian. Un giorno diventerà madre, ma per noi sarà sempre la nostra piccola. Ho mandato  indietro le lacrime per l’ennesima volta. Mia figlia è stata chiara: “Mamma se piangi tu poi lo faccio anche io e dovrò rifarmi il trucco.”

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Quando i due sposi si sono promessi eterno amore sull’altare le mie emozioni sono venute fuori in un fiume di lacrime. Mio marito mi ha stretto la mano. Era emozionato anche lui, ma sorrideva.  Ricordo le emozioni che ho provato  il giorno del mio matrimonio e le rileggo nello sguardo che si scambiano mia figlia e suo marito. Piango, ma so che quello è un giorno felice per tutti. Il primo giorno della nuova vita di Esmeralda e Sebastian.

Autore: Clorinda Di Natale
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