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2018: Michaele Vollbracht, è stato uno stilista americano che ha lavorato sia con il suo nome, sia come head designer per Bill Blass Limited dal 2003 fino alle sue dimissioni nel 2007. Era anche ben noto come illustratore, anche se si considerava prima di tutto un fashion designer. Michael Vollbracht è nato in una famiglia di militari a Kansas City, nel Mississippi, il 17 novembre 1947, figlio di mezzo di tre fratelli. Trascorse i suoi primi anni a Quincy. Si trasferì con la sua famiglia a Kansas City quando era alle medie e, dopo aver terminato le superiori, partì per New York nel 1965, sognando una carriera nella moda. Vollbracht iniziò la sua carriera nella moda come studente in quella che allora era la Parsons School of Design nel 1965. Quattro anni dopo, Geoffrey Beene lo assunse come membro del suo team di design, e Donald Brooks lo seguì due anni dopo. Nel 1973 andò a lavorare per Henri Bendel come illustratore interno. Ha continuato in quella funzione quando si è trasferito a Bloomingdale’s dopo altri due anni, ma ha anche progettato la famosa Face Bag del negozio, frequentata ogni giorno da migliaia di acquirenti. Nel 1979 ha lanciato la sua linea, che è stata ricevuta così bene che gli è valso il Coty Award l’anno successivo. La compagnia perse nel 1985 a causa di Vollbracht che  accettò il sostegno finanziario di Johnny Carson,e a causa del ritiro dell’amaro divorzio Carson dalla sua terza moglie. In seguito, Vollbracht pubblicò Nothing Sacred, un diario visivo dei suoi anni a New York City e le molte persone con cui ha interagito, per poi trasferirsi in Florida per concentrarsi sulle sue illustrazioni e opere d’arte. Nel 1989, il New Yorker lo nominò uno dei suoi migliori illustratori e produsse copertine e altre opere d’arte per i prossimi anni. Nel 1999, Vollbracht ritornò nel mondo della moda dopo che Bill Blass, un amico e mentore di lunga data, gli chiese di progettare una retrospettiva sul lavoro di Blass per il museo d’arte della Indiana University. La retrospettiva, a cura di Kathleen Rowold, è stata inaugurata nel 2002 dopo la morte di Blass. Nel 2003, Vollbracht è tornato a New York quando è stato invitato a diventare head designer per Bill Blass Limited. È stato il terzo designer a diventare head designer per l’etichetta. Si è dimesso dall’etichetta alcuni anni dopo nel 2007. Mr. Vollbracht ha continuato a dipingere e le sue mode sono state riesumate o aggiornate di volta in volta in collaborazione con Mr. Leiba e altri e indossate da star come Renée Fleming, Angelina Jolie, Janet Jackson e Beyoncé. Vollbracht morì all’età di 70 anni.Michaele_Vollbracht_perfettamente_chic.jpg

2015: Christopher Lee, attore e cantante britannico. Nella sua prolifica carriera Lee ha impersonato principalmente personaggi cattivi: è divenuto famoso per l’interpretazione del Conte Dracula. Dal 1948 alla sua morte, ha recitato in quasi 280 film, il che fa di lui uno degli attori più prolifici della storia del cinema. La madre era nipote di un politico italiano, Girolamo Carandini, X marchese di Sarzano (1803-1870), rifugiatosi in Australia e figlia di Francesco Giacomo Carandini italo-inglese nato a Sidney e dell’inglese Florence Clemenson. La bisnonna materna, moglie di Girolamo Carandini, era la cantante lirica inglese Marie Burgess Carandini (1826-1894). Il lignaggio dell’attore, ha un tracciato lunghissimo, il cui inizio parte da Carlo Magno. 1961 sposò la pittrice ed ex-modella danese Birgit Krøncke con la quale ha avuto una figlia, Christina Erika. Egli è inoltre lo zio dell’attrice britannica Harriet Walter, cugino di Ian Fleming, ideatore di 007, e cugino di terzo grado dell’archeologo Andrea Carandini. Nel 2004 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria nella città di Casina, in provincia di Reggio Emilia, dove vissero i suoi antenati. (n. 1922)Christopher_Lee_perfettamente_chic.jpg

2014: Jacques Herlin, è stato un attore francese, attivo anche in Italia, soprattutto dalla seconda metà degli anni sessanta fino alla prima metà degli anni ottanta.  (n. 1927)Jacques_Herlin_perfettamente_chic.jpg

2002: Signe Hasso, attrice svedese. Dopo il divorzio nel 1941 dal regista Harry Hasso (che aveva sposato nel 1933), l’attrice si risposò con William Langford, che morì prematuramente nel 1955. Due anni più tardi la Hasso fu ulteriormente colpita dalla scomparsa dell’unico figlio, avuto dal matrimonio con Hasso, che morì in un incidente stradale. (n. 1915)Signe_Hasso_perfettamente_chic.PNG

2001: Franco Balducci, attore italiano. Tra gli anni sessanta e settanta recita in diversi generi dallo Spaghetti western. (n. 1922)Franco_Balducci_perfettamente_chic.PNG

Barbara_Baxley_perfettamente_chic.jpg1990: Barbara Baxley, attrice statunitense, prese parte a numerosi film e telefilm. Venne trovata morta per un attacco di cuore nel suo appartamento di New York. Amava particolarmente i gatti e ne possedeva uno di nome “Tulah”.  (n. 1923)

1985: Georgia Hale è stata un’attrice del cinema muto statunitense. Fu sempre molto vicina a Chaplin, con il quale pare ebbe una relazione sentimentale dal 1926 al 1931. Negli anni successivi si guadagnò da vivere come insegnante di danza e diventò successivamente piuttosto ricca grazie a delle tenute nel sud della California. La sua autobiografia è un omaggio al grande regista del muto e s’intitola Charlie Chaplin: intimate close-ups, pubblicata nel 1984, l’anno prima della sua morte. Testimoniò calorosamente il suo rapporto e il suo eterno amore per Chaplin (tanto che sembra non si sposò mai proprio per questo motivo) sia nel libro che nel documentario del 1982 Chaplin sconosciuto. (n. 1905)Georgia_Hale_perfettamente_chic.jpg

1968: Margaret Morris, attrice statunitense. Pronipote del presidente degli Stati Uniti Benjamin Harrison, si trasferì dalla natia Minneapolis a Hollywood decisa a far parte del mondo del cinema. Dal 1924 e fino al 1929 partecipò a 29 film. Il declino cominciò con il sonoro.  (n. 1898)Margaret_Morris_perfettamente_chic.jpg

1965: Judy Holliday, attrice e cantante statunitense, caratterizzata da un particolare tono di voce querulo, che nel doppiaggio italiano venne ottimamente reso da Rina Morelli, un sorriso contagioso e una particolare abilità nel recitare le battute più imbarazzanti con l’aria più ingenua. Negli ultimi anni abbandonò il cinema per dedicarsi al teatro e alla televisione. Nel 1965, un cancro al seno la condusse a una morte prematura, all’età di soli 44 anni. (n. 1921)Judy_Holliday_perfettamente_chic.jpg

1963: ZaSu Pitts, nome d’arte di Eliza Susan Pittsattrice statunitense, nota per la sua partecipazione in diverse pellicole drammatiche durante il periodo del muto, anche se seppe adeguarsi sapientemente al sonoro specializzandosi nel genere brillante. La figura caratteristica dell’attrice nei suoi ruoli brillanti, con il suo parlare squillante e il suo continuo stringere i pugni, fu utilizzato dai creatori di Braccio di ferro per il personaggio di Olivia Oil. (n. 1894)ZaSu_Pitts_perfettamente_chic.jpg

1940: James Hall, attore statunitense, iniziò la sua carriera cinematografica all’epoca del cinema muto. (n. 1900)James_Hall_perfettamente_chic.jpg

1937: Monroe Owsley, attore statunitense. Cresciuto dalla madre, l’attrice Gertrude Owsley, Monroe Owsley cominciò a recitare in teatro. Il suo debutto sullo schermo risale al 1928, nel ruolo di un pretendente in The First Kiss, interpretato da Fay Wray. Fu la prima di una serie di attrici famose con le quali avrebbe lavorato: Gloria Swanson, Bette Davis, Katharine Hepburn, Clara Bow, Barbara Stanwyck, Joan Crawford, Mae West e Kay Francis. L’attore, ora praticamente dimenticato, morì poco prima di compiere 37 anni per un infarto provocato da un incidente automobilistico. (n. 1900)Monroe_Owsley_perfettamente_chic.jpg

1937: Jean Harlow, attrice statunitense. Ironica e seducente, è stata la sex symbol per eccellenza del cinema americano degli anni trenta. Le testimonianze che tutt’oggi giungono riguardo Jean Harlow la descrivono come una ragazza generosa, tenera, gioiosa, genuina, dotata di una sofferta fragilità, con una naturale, provocante e seducente sensualità con cui è entrata a far parte di diritto della storia del cinema. Spentasi a soli ventisei anni e all’apice del successo, la Harlow viene solitamente considerata un’antesignana della celeberrima Marilyn Monroe. Alla metà degli anni trenta, al contrario di quella professionale, la sua storia personale attraversava momenti poco felici: sua madre e il suo secondo marito, l’italo americano Marino Bello, che coltivava rapporti con la malavita, vivevano dei proventi della sua carriera e ne organizzavano puntigliosamente la vita privata. Sposò uno dei più importanti produttori, Paul Bern, di ventidue anni più anziano di lei, che morì appena due mesi dopo le nozze, ucciso da un colpo di pistola alla nuca: la causa più probabile della morte è il suicidio. Bern, che pare fosse ossessionato dalla sua presunta o reale inadeguatezza fisica che rendeva difficile avere rapporti sessuali, lasciò alla moglie un biglietto d’addio che si chiudeva con la frase tu sai che ieri è stata solo una commedia. Nel 1934 l’attrice si era nel frattempo risposata con Harold Rosson, un direttore della fotografia, come Bern, molto più vecchio di lei: l’unione durò meno di un anno, e la Harlow tornò a vivere con madre e patrigno. Nell’ultimo periodo della sua vita fu legata all’attore William Powell, con cui sembrava aver trovato una stabilità sentimentale. Ma durante le riprese di Saratoga (1937), Jean Harlow si sentì male. Ritiratasi a casa della madre non venne concesso di vederla a nessuno di quelli che venivano a visitarla e a informarsi delle sue condizioni. Sua madre tenne sulla porta chiunque si presentasse, incluso il fidanzato Powell. Passato un mese senza che trapelasse nulla sulle condizioni di salute dell’attrice, si ripresentarono Clark Gable, William Powell e il dirigente della casa di produzione, questa volta accompagnati da un ufficiale di polizia. Trasportata in ospedale, però, la Harlow entrò in coma e morì alcuni giorni dopo, senza mai riprendere conoscenza. La diagnosi fu nefrite acuta. Qualcuno avanzò il dubbio che l’infezione ai reni fosse dovuta proprio alle violente percosse subite dal marito Paul Bern. Si disse anche che la madre della diva, seguace della chiesa scientista, avesse impedito che la figlia ricevesse immediatamente delle cure mediche adeguate. Questa leggenda è stata smentita da un documentario di History Channel, che racconta invece di quanto nulla si potesse fare per la sfortunata diva, che era irrimediabilmente malata. Nella camera ardente dell’attrice, i cui funerali furono uno dei massimi avvenimenti per la Hollywood del 1937, spiccavano i fiori inviati da Powell, accompagnati da un biglietto su cui c’era scritto semplicemente Buonanotte tesoro. (n. 1911)Jean_Harlow_perfettamente_chic.jpg

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: wikipedia.it, web
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