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2016: Hugh O’Brian, nome d’arte di Hugh Charles Krampe, è stato un attore cinematografico e televisivo statunitense. Alla metà del decennio, dopo alcune brevi apparizioni televisive, O’Brian divenne una star del piccolo schermo grazie alla serie Le leggendarie imprese di Wyatt Earp, prestando la sua abilità di cavallerizzo, l’aitante figura e il volto severo al leggendario uomo di legge Wyatt Earp. Alla metà degli anni sessanta O’Brian riprese a frequentare i set cinematografici e partecipò a diverse pellicole. Scapolo impenitente (fra le sue labili conquiste, anche la principessa Soraya), Hugh O’Brian si sposò per la prima ed unica volta all’età di 81 anni con l’insegnante Virginia Barber, alla quale era legato da anni. (n. 1925)Hugh_O'Brian_perfettamente_chic.jpg

2015: Alan Steel, pseudonimo di Sergio Ciani, attore e culturista italiano, alla fine degli anni cinquanta pensò di sfruttare il suo fisico muscoloso per tentare la carriera cinematografica. Inizialmente fu scelto come controfigura di Steve Reeves.  Nei primi anni sessanta il genere dei film peplum ebbe grande diffusione in Italia e Ciani trovò la sua fortuna (scegliendo un nome d’arte spiccatamente americano) interpretando i ruoli dei celebri forzuti (Ercole, Maciste e Ursus). Con il declino del genere trovò sempre meno occasioni di lavorare nel mondo del cinema, ritirandosi dalle scene negli anni settanta. (n. 1931)Alan_Steel_perfettamente_chic.jpg

2012: Mario Maldesi, nome d’arte di Mario Cidda, direttore del doppiaggio, dialoghista e attore italiano.  Negli anni novanta ha rallentato la sua attività di direttore del doppiaggio per dedicarsi principalmente ad attività formative. Dal 1990 è stato docente presso la Scuola Nazionale di Cinema e dal 1998 ha insegnato presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. (n. 1922)Mario_Maldesi_perfettamente_chic.jpg

2008: Mila Schön, stilista italiana. Nata come Maria Carmen Nutrizio da una famiglia agiata (il padre era farmacista e la madre apparteneva alla famiglia degli industriali zaratini Luxardo), venne alla luce nella Dalmazia del primo dopoguerra. L’impero austro-ungarico si era appena dissolto e la città di Traù, assieme a gran parte della regione dalmata, fu assegnata al neocostituito Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (la futura Jugoslavia) pochi mesi dopo la sua nascita. Fu così che nel 1920 Maria si trasferì a Trieste con i genitori e il fratello Stefano, destinato a diventare uno tra i più conosciuti giornalisti del dopoguerra. Compiuti gli studi a Trieste, nell’immediato secondo dopoguerra si trasferì poi a Milano con il marito, il commerciante di preziosi Aurelio Schön. Nel 1958 fondò il suo primo atelier e sette anni più tardi, nella celebre cornice delle sfilate di Palazzo Pitti, lanciò la sua prima collezione di abiti femminili che le permise di fare il gran salto nel mondo dell’alta moda. Negli anni settanta cominciò a creare collezioni di moda pronta sia femminile che maschile. Nel 1985 ricevette a Venezia uno speciale leone d’oro per la moda in occasione della Mostra del cinema. Nel 1990 le è stato conferito il premio San Giusto d’Oro dai cronisti del Friuli Venezia Giulia. Ancora oggi, il marchio Mila Schön è rimasto un punto di riferimento della moda sobria ed elegante. La scomparsa della stilista è avvenuta un paio di settimane prima della mostra antologica organizzata in suo onore a Milano nelle sale di Palazzo Reale. (n. 1916)Mila_Schön_perfettamente_chic.jpg

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: wikipedia.it, web
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