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Le tasche nei vestiti da donna: piccole, finte o direttamente inesistenti. Un mistero della moda? Non proprio.

Secondo alcuni storici, la questione affonda le radici nel passato: nel Medioevo uomini e donne portavano entrambi piccole sacche legate alla vita, nascoste sotto gli abiti. Poi qualcosa è cambiato. Tra Seicento e Settecento, le tasche sono diventate un elemento fisso (e comodissimo) dell’abbigliamento maschile, mentre per le donne sono rimaste nascoste, scomode o eliminate del tutto.

Con l’arrivo degli abiti in Stile Impero, più aderenti e senza spazio “extra”, le tasche spariscono e fanno il loro ingresso le reticules, piccole borsette eleganti ma decisamente poco pratiche. Tradotto: estetica 1, funzionalità 0.

Nel tempo le cose sono migliorate, ma non troppo. Ancora oggi molte tasche femminili sono più decorative che utili (e spesso più piccole di quasi la metà rispetto a quelle maschili). Non a caso nasce anche il movimento #wewantpockets, perché sì, poter uscire con chiavi e telefono senza borsa è ancora considerato un piccolo lusso.

E forse non è solo una questione di stile. Come diceva Dior:

“Gli uomini hanno le tasche per tenerci le cose, le donne per decorazione”.

Oggi qualcosa si muove tra maxi tasche e moda utility, ma la verità è semplice: se un vestito ha delle tasche vere… lo compriamo senza neanche provarlo.

Del resto, più che un accessorio, la borsa è diventata una necessità logistica: una specie di kit di sopravvivenza per tutto ciò che le tasche non vogliono (o non possono) ospitare.

Fashion Blogger: Paola Moretti
Fonte: IlPost, AlFemminile, Web
Immagine: AI