Giornata della Protezione Solare

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C’è chi il oggi pensa già a sandali, granite e primi selfie al mare. E poi c’è lui: il flacone di crema solare dimenticato in fondo alla borsa dall’estate precedente, spesso aperto, mezzo sciolto e misteriosamente profumato alla noce di cocco del 2025. Ebbene sì, il 27 maggio si celebra ufficialmente il Sunscreen Day, conosciuto anche come National Sunscreen Day, la giornata dedicata alla protezione solare.

Una ricorrenza nata soprattutto negli Stati Uniti, ma che negli ultimi anni ha iniziato a diffondersi anche nel resto del mondo grazie a dermatologi, campagne social e alla crescente attenzione verso la salute della pelle. Perché ormai lo sappiamo: abbronzarsi è bello… ma sembrare una aragosta gigante a fine giornata decisamente meno.

Ma che cos’è esattamente il Sunscreen Day?

Il Sunscreen Day nasce con l’obiettivo di ricordarci quanto sia importante usare la protezione solare per difendere la pelle dai raggi UV. Non è soltanto una giornata “beauty” o da influencer armati di SPF 50. Dietro questa ricorrenza c’è un tema molto serio: la prevenzione dei tumori della pelle, delle scottature e dell’invecchiamento precoce causato dal sole. Insomma, il Sunscreen Day è quel promemoria annuale che ci dice:

Metti la crema. Sì, anche se è nuvoloso. Sì, anche se vai solo a fare la spesa. E sì… anche se dici di abbronzarti facilmente.”

Chi ha deciso questa giornata?

Secondo diverse fonti dedicate alle giornate mondiali e alle campagne di prevenzione, il Sunscreen Day è stato promosso dal National Council on Skin Cancer Prevention, una coalizione americana fondata nel 1998 che riunisce organizzazioni mediche e sanitarie impegnate nella prevenzione del cancro della pelle.

La prima celebrazione ufficiale viene generalmente fatta risalire al 2011. Il Consiglio era già noto per campagne come il celebre “Don’t Fry Day”, nato insieme all’EPA americana (Environmental Protection Agency), che invitava le persone a non “friggere” al sole durante il weekend del Memorial Day. Da lì, l’idea di creare una giornata fissa dedicata proprio alla crema solare è diventata quasi inevitabile.

Perché proprio il 27 maggio?

Negli Stati Uniti il 27 maggio cade praticamente all’inizio della stagione estiva, proprio quando aumentano:

  • giornate in spiaggia,
  • barbecue all’aperto,
  • piscine,
  • vacanze,
  • e soprattutto… le prime scottature epiche dell’anno.

È il periodo in cui il sole comincia a diventare molto più intenso e l’indice UV sale rapidamente. In pratica, questa giornata è stata pensata come un enorme “ATTENZIONE!” collettivo prima dell’estate.

E diciamolo: arriva giusto in tempo, perché ogni anno esiste sempre qualcuno convinto che: “Una base di abbronzatura protegge.” Spoiler: no. Internet è pieno di racconti tragicomici di persone che lo hanno scoperto troppo tardi.

La storia della protezione solare è più curiosa di quanto sembri

Oggi siamo abituati a spray invisibili, stick, mousse, texture leggere e SPF coreani con nomi futuristici. Ma la protezione dal sole esiste da migliaia di anni. Gli antichi Egizi usavano estratti di riso, gelsomino e altre sostanze naturali per proteggere la pelle dal sole. In varie culture venivano applicate paste a base di zinco o oli vegetali.

La moderna crema solare, però, nasce davvero nel Novecento. Negli anni ’30 l’australiano H.A. Milton Blake sviluppò uno dei primi prodotti protettivi contro i raggi UV. Poco dopo arrivò anche il celebre marchio Piz Buin, nato grazie al chimico svizzero Franz Greiter, che si ustionò terribilmente durante una scalata sulle Alpi. Da quella esperienza nacque una delle prime creme solari moderne.

Ed è proprio Greiter a inventare anche il famoso SPFSun Protection Factor — nel 1962.

Curiosità divertenti dal mondo del sole e delle creme SPF

In Australia il sole è praticamente “livello boss finale”

Gli australiani prendono la protezione solare molto seriamente. In molte scuole i bambini non possono uscire all’aperto senza cappello e crema solare. Alcuni utenti online scherzano dicendo che il sole australiano “non perdona nessuno”.

C’è chi mette la crema anche in inverno

E i dermatologi approvano! I raggi UV non vanno in vacanza e possono colpire anche con il cielo nuvoloso o durante le giornate fredde.

Le creme solari hanno una scadenza

Sì, quel tubetto trovato in auto dal 2019 probabilmente non è più il tuo migliore amico. Online esistono addirittura discussioni dedicate a “datare” le creme appena aperte con il pennarello per ricordarsi quando scadono.

Il mito della “abbronzatura di base”

Per anni moltissime persone hanno creduto che “scottarsi una volta” aiutasse a non scottarsi più. Oggi sappiamo che era una pessima idea. Reddit è pieno di racconti ironici e nostalgici di chi negli anni ’80 e ’90 usciva al sole senza alcuna protezione.

Anche le star coreane dell’hi-tech beauty adorano l’SPF

In Corea del Sud la protezione solare è quasi una filosofia di vita. Non a caso il mercato skincare coreano è diventato uno dei più innovativi al mondo, con SPF ultraleggeri diventati virali sui social.

Il Sunscreen Day esiste anche in Italia?

Non esiste ancora una celebrazione “ufficiale” italiana paragonabile a quella americana, ma negli ultimi anni il 27 maggio viene sempre più citato da riviste beauty, farmacie, dermatologi e testate online italiane.

In un Paese innamorato del mare come il nostro, parlare di protezione solare è fondamentale. Anche perché il vero dramma estivo italiano non è dimenticare l’ombrellone… ma la riga bianca della crema solare stesa male sulla fronte.

La morale della giornata?

Il Sunscreen Day non vuole rovinarci l’estate, anzi. Vuole ricordarci che possiamo goderci sole, spiagge, viaggi e aperitivi all’aperto senza trasformarci in peperoni arrostiti entro sera. Perché il sole mette allegria, regala vitamina D e fa subito “vacanza”. Ma la crema solare resta uno degli accessori più intelligenti da portare con noi.

E forse il vero lusso moderno non è avere l’abbronzatura perfetta… ma arrivare a settembre senza sembrare una sfoglia di parmigiana dimenticata al forno.

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI