C.P. Company – Chester Perry

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La storia di C.P. Company è la storia di un uomo che ha cambiato per sempre il modo di concepire il rapporto tra tessuto, funzione e design: Massimo Osti, grafico bolognese, sperimentatore instancabile e oggi considerato uno dei padri dello sportswear contemporaneo. Fondato nel 1971 con il nome Chester Perry, il marchio nasce come laboratorio creativo in cui Osti applica al mondo dell’abbigliamento le tecniche della grafica, della stampa e della ricerca sui materiali. Nel 1978, dopo una disputa legale con Chester Barrie e Fred Perry, il brand assume il nome definitivo C.P. Company.

Le origini: l’approccio da ricercatore di Massimo Osti

Osti non si comporta come un designer tradizionale: studia manuali militari, uniformi da lavoro, abbigliamento tecnico, archivi storici. Introduce tecniche allora rivoluzionarie come:

  • Garment dyeing (tintura in capo), che permette colori più profondi e un effetto vissuto unico.
  • Sperimentazioni su fibre sintetiche, come la tintura del nylon nel 1981.
  • Materiali ibridi come il rubber wool o il 50 Fili, un mix di cotone e nylon che diventerà uno dei simboli del marchio.

Questa attitudine scientifica porta C.P. Company a distinguersi immediatamente nel panorama italiano, allora dominato da un’idea più classica di moda.

Gli anni Ottanta e Novanta: espansione, acquisizioni e nuovi direttori creativi

Nel 1984, Osti vende le sue quote al gruppo GFT, pur rimanendo direttore creativo fino al 1994. Sono anni di grande espansione, in cui il brand consolida la propria identità tecnica e funzionale.

Nel 1993, l’imprenditore Carlo Rivetti acquisisce il marchio e lo inserisce nella Sportswear Company S.p.A., segnando un nuovo corso. Dopo l’uscita di Osti, si susseguono direttori creativi di grande rilievo:

  • Romeo Gigli (1994–1997), che introduce una sensibilità più sartoriale.
  • Moreno Ferrari (1997–2001), figura chiave nella sperimentazione materica e concettuale.
  • Alessandro Pungetti (2001–2009), che rafforza l’identità tecnica del brand.
  • Wallace Faulds (dal 2009), scelto da Rivetti per una visione più contemporanea.
  • Pungetti + Paul Harvey (dal 2012), una direzione creativa congiunta che riporta il brand alle sue radici di ricerca.

Dal 2010 a oggi: nuove proprietà e continuità della visione

Nel 2010, C.P. Company viene acquisita da FGF Industry S.p.A. di Enzo Fusco, mentre nel 2015 la proprietà intellettuale passa al gruppo asiatico Tristate Holdings Limited.

Un passaggio fondamentale avviene nel 2019, quando Lorenzo Osti, figlio di Massimo, diventa presidente del marchio. La sua nomina rappresenta un ritorno simbolico alle origini: un ponte tra l’eredità del padre e la visione contemporanea, che punta su sostenibilità, archivi digitali e valorizzazione della ricerca tessile.

Lo stile C.P. Company: funzionalità, ricerca e identità urbana

C.P. Company è riconosciuto per un’estetica che unisce:

  • Funzionalità militare
  • Workwear reinterpretato
  • Ricerca tessile avanzata
  • Design ergonomico e utilitaristico
  • Colori profondi e vissuti grazie alla tintura in capo

Il brand ha influenzato profondamente la cultura streetwear internazionale, diventando un simbolo delle subculture britanniche, in particolare dei casuals e delle tifoserie calcistiche dagli anni ’80 in poi.

I capi iconici

Mille Miglia / Goggle Jacket (1988)

Il capo più celebre del brand, progettato per la storica gara automobilistica. Caratteristiche distintive:

    • Lenti integrate nel cappuccio per proteggere gli occhi dei piloti.
    • Lente sul polso per leggere l’orologio senza togliere le mani dal volante.
    • Materiali tecnici e resistenti.

È diventata un’icona globale, simbolo assoluto del marchio.

Lens Sleeve Sweatshirt

La felpa con taschino e lente sulla manica, oggi uno dei capi più riconoscibili e diffusi.

Overshirt e field jacket

Capispalla leggeri, spesso in 50 Fili, Chrome o Dyneema, che uniscono estetica militare e funzionalità urbana.

Knitwear tecnico

Maglieria con dettagli funzionali, zip ergonomiche e tasche integrate.

Innovazioni tessili e tecniche

C.P. Company ha introdotto materiali e processi pionieristici:

  • Chrome: tessuto multifilamento con alta resistenza e protezione.
  • Dyneema: fibra ultraresistente usata anche in ambito industriale.
  • Polartec Alpha: isolamento termico leggero e traspirante.
  • Rubber Wool: lana trattata con gomma per maggiore impermeabilità.

Queste innovazioni hanno reso il brand un punto di riferimento per designer, tecnici e appassionati di outerwear.

L’eredità culturale

C.P. Company non è solo un marchio di moda: è un linguaggio visivo che unisce:

  • cultura automobilistica
  • estetica militare
  • ricerca tessile
  • subculture urbane
  • sperimentazione grafica

La pubblicazione del volume C.P. Company 971–021 nel 2021 celebra 50 anni di storia attraverso testimonianze, archivi e contributi di designer, collezionisti e membri della famiglia Osti.


C.P. Company continua oggi a essere un marchio di culto, capace di rinnovarsi senza tradire la propria identità. La guida di Lorenzo Osti e la valorizzazione dell’archivio storico mantengono viva la visione del fondatore, mentre le nuove tecnologie e collaborazioni proiettano il brand nel futuro dello sportswear tecnico e culturale.

aggiornato ad aprile 2026
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI