Cravatta: perché gli uomini la indossano (e le mogli ringraziano)

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La cravatta, questo accessorio che gli uomini indossano con la serietà di chi sta per firmare un trattato di pace, ha una storia molto più glamour di quanto si possa immaginare. Nata come accessorio militare nell’antico Egitto con Nefertiti e perfezionata dai Soldati di Terracotta cinesi e dai Legionari Romani per indicare il grado, ha impiegato secoli per capire che il suo destino era sfilare, non combattere.

La vera trasformazione avviene nel Seicento, quando i mercenari croati sbarcano a Parigi con un foulard pratico chiamato hervatska. Luigi XIV, il primo vero influencer della storia, lo trasforma immediatamente in un must-have: nel 1648 si fa confezionare una cravatta in pizzo e merletti e istituisce la figura del “cravattaio“, perché il fai-da-te è per i comuni mortali, non per i re. Da lì, la cravatta conquista l’Inghilterra con Carlo II e diventa il primo street style della storia quando gli studenti di Oxford iniziano ad annodarle sui cappelli di paglia nel 1880.

L’Ottocento è il secolo della democratizzazione: la Rivoluzione Industriale la rende accessibile a tutti e nel 1818 esce il Necklothitania, un manuale che spiega con la solennità di una Bibbia della moda come annodare la cravatta. Perché sì, il nodo è tutto. Ma la vera rivoluzione tecnica arriva nel XX secolo con Jesse Langsdorf, che taglia la seta a 45 gradi, dando alla cravatta una memoria elastica e una struttura perfetta. Nascono così i nodi moderni: il four-in-hand, il mezzo Windsor, il Windsor e il raffinatissimo Passaggio Onassis con pinzetta.

Beau Brummell, il primo true fashionista della storia, aveva già imposto un rigore geometrico nel Settecento: cravatta di lino o seta bianca, nodo perfetto, e il motto:

Un uomo elegante non deve mai farsi notare per strada“.

Nel secondo dopoguerra, Hermès a Parigi e Marinella a Napoli definiscono standard qualitativi leggendari, mentre l’Italia (soprattutto Como) diventa il cuore della produzione di seta d’eccellenza. Oggi i migliori produttori sono Marinella, Stefano Ricci, Gucci, Hermès, Armani, Trussardi e Bram, e riconoscere i brand dai motivi è un’arte: geometrie folli per Missoni, eleganza rigorosa per Valentino e Fendi, stampe floreali per Cacharel.

La cravatta appare nell’arte (Modigliani) e nel cinema (dai Blues Brothers a Christian Grey), e ogni 18 ottobre si celebra il Cravatta Day. Oggi, in un mondo di fast fashion, il vero lusso è sapersi distinguere. E se qualcuno vi chiede perché la indossate, la risposta è una sola: “Perché un uomo senza cravatta è come un caffè senza zucchero: funziona, ma non è la stessa cosa.”

Fashion Blogger: Paola Moretti
Fonte: Iconmagazine, Cravatterie Italiane, web
Immagine: AI