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Quando si parla di grandi nomi che hanno contribuito alla diffusione del Made in Italy nel mondo, Nazareno Gabrielli occupa senza dubbio un posto speciale. Il suo nome è legato a borse, valigie, piccola pelletteria, agende, accessori e, per diversi decenni, anche all’abbigliamento prêt-à-porter, diventando uno dei marchi italiani più riconoscibili tra gli anni Sessanta e Ottanta.

La storia dell’azienda è fatta di creatività, intuizione imprenditoriale, artigianalità, espansione internazionale, difficili crisi aziendali e numerosi passaggi di proprietà che hanno consentito al marchio di sopravvivere fino ai giorni nostri.

Le origini di Nazareno Gabrielli

La storia inizia nel 1907 a Tolentino, nelle Marche, quando Nazareno Gabrielli, artigiano, decoratore e legatore, apre il proprio laboratorio artigianale per la decorazione tramite tecnologie sofisticate, come la fotoincisione e la xinografia..

Fin dall’inizio il fondatore dimostra una straordinaria attenzione verso la qualità dei materiali e la cura dei dettagli. La sua attività non nasce nel settore dell’abbigliamento ma nella lavorazione artistica della pelle e nella decorazione di manufatti.

Il laboratorio produce inizialmente:

  • articoli in pelle;
  • album fotografici;
  • portadocumenti;
  • libri rilegati;
  • oggetti decorativi;
  • articoli da scrivania.

Già nei primi anni del Novecento l’azienda utilizza tecniche innovative per l’epoca, come la fotoincisione e particolari lavorazioni decorative della pelle. L’elevato livello qualitativo permette al laboratorio di acquisire rapidamente una clientela prestigiosa.

L’uomo dietro il marchio

Nazareno Gabrielli era conosciuto come un imprenditore estremamente meticoloso. Credeva che la qualità dovesse essere percepita prima ancora di utilizzare un prodotto. Ogni cucitura, ogni pellame e ogni rifinitura dovevano raccontare eleganza. La sua filosofia era semplice:

“Un oggetto ben costruito dura nel tempo e diventa parte della vita di chi lo possiede.”

Pur essendo molto riservato nella vita privata, era considerato un uomo profondamente legato al proprio territorio marchigiano e ai suoi artigiani.

La sua azienda contribuì alla crescita economica di Tolentino, trasformandola in uno dei poli italiani della lavorazione della pelle.

https://www.nazarenogabrielli.it/_files/ugd/5e575a_dd3e8d599aff4346a519786ba87ec7e4.pdf

L’espansione negli anni Venti

Nel 1922 la produzione viene ampliata.

Entrano ufficialmente nel catalogo:

  • borse;
  • portafogli;
  • cinture;
  • guanti;
  • accessori in pelle;
  • piccoli articoli da viaggio.

L’azienda comincia a sviluppare una rete commerciale sempre più ampia. La lavorazione rimane completamente italiana.

La collaborazione con Fiat

Uno degli episodi più interessanti della storia dell’azienda arriva nel 1928. Nazareno Gabrielli riceve l’incarico di realizzare alcune imbottiture in pelle del primo treno reale costruito dalla Fiat. Il compito consiste nel curare la fornitura dei cuoi decorati destinati ai corridoi e ai pannelli dei sedili del primo treno reale costruito in Italia.

Questo lavoro rappresenta una straordinaria certificazione della qualità raggiunta dall’azienda. Da quel momento il marchio viene associato ad un livello produttivo estremamente elevato.

Il dopoguerra e la rinascita italiana

Dopo la Seconda guerra mondiale l’Italia vive il boom economico. Anche Nazareno Gabrielli cresce rapidamente.

L’azienda investe in:

  • nuovi macchinari;
  • formazione degli artigiani;
  • ricerca sui pellami;
  • design industriale;
  • distribuzione nazionale.

Negli anni Sessanta il marchio è ormai conosciuto in tutta Italia. Le sue borse diventano un simbolo di eleganza sobria.

Nazareno Brandi, sposato con Clara, ha assunto la guida dell’azienda dopo la morte del suocero (il fondatore omonimo). Ha svolto un ruolo cruciale non solo nello sviluppo del marchio di pelletteria, ma anche nelle sorti del design italiano. Nel 1962 fu proprio Nazareno Brandi a intuire le potenzialità di un’altra storica azienda in forte crisi a Torino: la Poltrona Frau. Inviò sul posto il genero Franco Moschini (marito di sua figlia Isabella Brandi) per valutare la situazione. Grazie al sostegno finanziario della famiglia Brandi, la Poltrona Frau venne rilevata e la produzione fu trasferita interamente a Tolentino nel 1963, segnando la nascita di un colosso mondiale dell’arredamento.

Gli anni Settanta: il grande successo

Gli anni Settanta rappresentano probabilmente il periodo più importante della storia del marchio. L’azienda decide di non limitarsi più alla pelletteria.

Nascono nuove divisioni dedicate a:

  • abbigliamento;
  • accessori;
  • calzature;
  • profumi;
  • agende;
  • articoli regalo;
  • oggettistica.

Nel 1973 viene creata Nazareno Gabrielli Diffusion, società dedicata allo sviluppo commerciale e alla distribuzione di numerose linee di prodotto, con particolare attenzione verso la clientela femminile, e l’accessorio, per la commercializzazione degli oggetti non prodotti ma disegnati. I negozi monomarca iniziano ad aprire nelle principali città italiane. Il marchio conquista rapidamente anche i mercati esteri.

L’ingresso nella moda

Nel corso degli anni Settanta nasce anche Nazareno Gabrielli Moda. L’obiettivo è entrare nel mondo del prêt-à-porter. Le collezioni propongono uno stile elegante ma facilmente indossabile. Non cercano mai l’eccesso. Preferiscono linee pulite e materiali di qualità.

Le collezioni comprendono:

  • giacche;
  • cappotti;
  • tailleur;
  • pantaloni;
  • gonne;
  • camicie;
  • maglieria.

Gli anni Ottanta: il periodo d’oro

Negli anni Ottanta il marchio raggiunge la massima notorietà.

La produzione comprende ormai:

  • pelletteria;
  • valigeria;
  • moda uomo;
  • moda donna;
  • jeans;
  • calzature;
  • profumi;
  • agende;
  • articoli da regalo;
  • accessori.

Il marchio è distribuito in numerosi Paesi. Alla fine del 1981 la Nazareno Gabrielli, rileva la First International Company di Rovereto, una fabbrica di jeans che viene trasformata in fabbrica di prêt-à-porter, ma dev’essere ceduta nel 1983, facendole produrre abiti come terzista. In questo periodo vengono realizzate importanti campagne pubblicitarie e si rafforza la presenza nei grandi magazzini e nelle boutique.

Lo stile Nazareno Gabrielli

Il marchio non ha mai inseguito le tendenze più estreme. Ha costruito la propria identità su alcuni principi fondamentali:

  • eleganza classica;
  • lusso discreto;
  • qualità artigianale;

  • funzionalità;
  • raffinatezza italiana;
  • durata nel tempo.

Anche quando il gusto cambiava, il brand manteneva uno stile riconoscibile.

I materiali preferiti

Le collezioni hanno sempre privilegiato:

  • pelle pieno fiore;
  • vitello;
  • cuoio naturale;
  • nappa;
  • pellami martellati;
  • tessuti tecnici per la valigeria;
  • metalli dorati e satinati.

Grande attenzione veniva dedicata anche alle cuciture e alla robustezza delle strutture.

I capi e gli accessori iconici

Tra gli articoli diventati simbolo del marchio troviamo:

  • borse in pelle liscia;
  • cartelle professionali;
  • ventiquattrore;
  • portafogli;
  • cinture;
  • beauty case;
  • valigie rigide;
  • trolley;
  • agende in pelle;
  • organizer;
  • foulard;
  • guanti.

Le agende Nazareno Gabrielli sono diventate un vero oggetto di culto nel mondo professionale italiano.

Il logo

Uno degli elementi più riconoscibili del marchio è sempre stato il logo con la “NG“, spesso accompagnato da motivi geometrici ripetuti sulla pelle o stampati sui tessuti.

Questa scelta ha contribuito a rendere immediatamente identificabili numerosi prodotti.

David Passino, amministratore delegato e azionista della società, deve, però, prendere atto di una crisi. Vende alla Holding di Angelo Corona, che ha inglobato la Gabrielli nella Pineider. La società è acquisita dalla bergamasca Lediberg che garantisce la sopravvivenza dello storico marchio. Nasce la N.G. Diaries, per il settore delle agende, mentre la sigla N.G. continuerà a caratterizzare la pelletteria, pronta a tornare sul mercato.

La crisi degli anni Novanta

Come molte aziende storiche italiane, anche Nazareno Gabrielli affronta un periodo molto difficile.

Le cause sono numerose:

  • aumento della concorrenza internazionale;
  • cambiamento del mercato del lusso;
  • frammentazione societaria;
  • costi produttivi elevati;
  • perdita di alcune importanti licenze.
  • anche nella famiglia (la proprietà è divisa in parti uguali tra Clara – sposata con Nazareno Brand -, figlia del fondatore, e le sue tre figlie – Isabella sposata con Franco Moschini, Grazia sposata con Davide Passini e Gabriella sposata con Bruno Martarelli – sorgono delle divergenze.

La linea abbigliamento viene progressivamente ridimensionata fino a essere abbandonata. Molti negozi chiudono.

I numerosi passaggi societari

Dal 1999 in avanti il marchio attraversa una lunga fase di riorganizzazione. Tra le principali tappe:

  • ingresso di nuovi investitori;
  • separazione tra settore pelletteria e cartotecnica;
  • nascita di Nazareno Gabrielli Diaries;
  • riorganizzazione della pelletteria nella società Pelletteria 1907;
  • fallimento della Pelletteria 1907 nel 2009;
  • rilancio del marchio attraverso nuove licenze.

Nonostante le difficoltà, il nome Nazareno Gabrielli continua a mantenere un forte valore commerciale.

Nel 2009 il settore della pelletteria chiude definitivamente. Prosegue la propria esistenza il marchio nel settore accessori con la Diaries di Lediberg, costretta però ad un ulteriore piano di riduzioni del personale nel 2010.

Nel 2011 il marchio Nazareno Gabrielli viene rilevato dalla Nazareno Gabrielli Diaries, proseguendo la produzione e la commercializzazione delle agende, della cartotecnica e degli articoli promozionali, a cui si aggiunge quindi quello della pelletteria della Nazareno Gabrielli.

Il marchio Nazareno Gabrielli è comunque venduto nel 2012 a un imprenditore beneventano, Silvestro Muccillo che ha fondato nel 2000 con la moglie Antonietta Pesce la Muccillo Group, che in seguito sarà guidata dalla figlia Milena e raggrupperà i marchi Nazareno Gabrielli, Design Marta Marzotto, Emmesse, NG Freetime.

Nel 2015 la Lediberg è nuovamente in crisi, trascinando anche la Nazareno Gabrielli.

Nel 2014, la Nazareno Gabrielli Diaries Spa viene ceduta, per il 28%, ad un gruppo libanese.

Nazareno Gabrielli dà il via al piano di restyling sotto la supervisione di Edouard Obringer. Il rilancio prevede la creazione di una collezione di calzature uomo e donna e di una linea più giovane e sportiva di borse femminili. M non solo: si occupa anche di un piano di espansione con l’opening di 50 corner in Italia, un incremento dell’export in Francia, Russia e Giappone e l’apertura di due flagship store.

Chi porta avanti il marchio oggi?

Oggi il marchio appartiene al Gruppo Muccillo, originari di Benevento, realtà imprenditoriale italiana che ne ha acquisito i diritti e ne cura il rilancio attraverso un sistema di licenze.

L’obiettivo è valorizzare il patrimonio storico del brand mantenendone l’identità italiana.

Le collezioni contemporanee comprendono:

  • pelletteria;
  • borse;
  • portafogli;
  • cinture;
  • valigeria;
  • accessori moda;
  • calzature;
  • abbigliamento in licenza.

I designer del marchio

Nazareno Gabrielli non ha mai costruito la propria immagine attorno a un singolo direttore creativo internazionale. La forza del marchio è sempre stata rappresentata da uffici stile interni e designer aziendali che hanno lavorato in team.

Nel corso della sua storia si possono individuare principalmente:

  • Nazareno Gabrielli, fondatore e primo creatore dello stile del marchio;
  • gli uffici stile interni che hanno sviluppato le collezioni dagli anni Sessanta agli anni Novanta;
  • i team creativi dei licenziatari, responsabili delle collezioni contemporanee sotto la supervisione della proprietà del marchio.

Non risultano direttori creativi di fama internazionale stabilmente associati al brand come accaduto per altre maison italiane.

https://www.nazarenogabrielli.it/_files/ugd/5e575a_d7fa5fccc7914b29bdb4b13f8513619a.pdf

L’eredità di Nazareno Gabrielli

Più di un secolo dopo la fondazione, Nazareno Gabrielli continua a rappresentare un nome importante della tradizione manifatturiera italiana.

Il marchio ha attraversato guerre, boom economici, crisi industriali, cambi di proprietà e profonde trasformazioni del mercato della moda, riuscendo a conservare il proprio prestigio.

Le sue borse, le agende e gli accessori in pelle continuano ancora oggi a evocare l’eleganza classica italiana, fatta di qualità artigianale, sobrietà e funzionalità: valori che hanno accompagnato il marchio fin dalla nascita del laboratorio di Tolentino nel 1907.

Scheda riassuntiva

Fondazione: 1907

Paese d’origine: Italia

Sede: Milano (gestione del marchio); origini storiche a Tolentino (Marche)

Tipologia: Marchio di pelletteria, accessori, valigeria, cartotecnica, abbigliamento e lifestyle

Stile: Eleganza classica italiana, lusso discreto, artigianalità, design senza tempo

Taglie disponibili: Dalla XS alla XXL per l’abbigliamento (in base alle collezioni e ai licenziatari); accessori e pelletteria in taglia unica

Distribuzione: Boutique, negozi multimarca, rivenditori autorizzati, e-commerce e rete internazionale tramite licenze

Collezioni celebri: Pelletteria in pelle, Nazareno Gabrielli Moda, Nazareno Gabrielli Diffusion, valigeria, agende e organizer, piccola pelletteria, accessori business

Collaborazioni ufficiali: Nel corso della sua storia il marchio ha sviluppato collaborazioni e accordi di licenza con aziende specializzate nei comparti abbigliamento, calzature, accessori, cartotecnica e pelletteria; tra le partnership storiche più significative figura quella con Lediberg per il comparto delle agende e della cartotecnica, mentre oggi il brand è valorizzato attraverso il sistema di licenze coordinato dal Gruppo Muccillo.

aggiornato a luglio 2026
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: nazarenogabrielli.it, web
Immagine: AI