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Napapijri è un marchio di moda che rappresenta uno stile di vita. Fin dalla sua nascita ha saputo raccontare il fascino dell’avventura, della scoperta e del viaggio attraverso capi tecnici reinterpretati in chiave fashion, diventando uno dei simboli più riconoscibili dell’abbigliamento outdoor premium.

Dietro il celebre logo con la bandiera norvegese si cela una storia ricca di intuizioni, innovazione e cambi di proprietà che hanno trasformato un piccolo produttore italiano di borse da viaggio in uno dei marchi internazionali più importanti nel panorama casual e outdoor.

Le origini: un marchio italiano con un’anima nordica

Può sembrare sorprendente, ma Napapijri non nasce nei paesi nordici. Il marchio viene fondato nel 1987 ad Aosta, nel cuore delle Alpi italiane.

L’idea nasce da Giuliana Rosset, appassionata di articoli tecnici destinati agli alpinisti e ai grandi viaggiatori. La Valle d’Aosta rappresentava il luogo ideale: montagne, neve, escursionismo e una cultura profondamente legata all’outdoor. Rosset intuì che esisteva uno spazio tra l’equipaggiamento puramente tecnico e la moda urbana.

L’obiettivo era realizzare prodotti robusti, funzionali ma anche eleganti.

Chi è Giuliana Rosset

Giuliana Rosset, nata a Aosta (AO) il 19 Maggio 1961, è una imprenditrice italiana che per anni lavorò nel settore della valigeria e degli accessori da viaggio. Fin dagli inizi mostrò grande interesse per:

  • materiali innovativi;
  • tessuti impermeabili;
  • tecniche di produzione resistenti;
  • design essenziale.

Pur mantenendo una certa riservatezza sulla propria vita privata, Rosset è sempre stato riconosciuto come uno dei pionieri dell’abbigliamento outdoor fashion italiano. La sua intuizione consisteva nel comprendere che l’abbigliamento tecnico poteva diventare anche un fenomeno di stile.

Negli anni Ottanta l’abbigliamento sportivo iniziava infatti a uscire dalle montagne per conquistare la città. Napapijri arrivò esattamente nel momento giusto.

Nel 1987 Giuliana Rosset, una valdostana la cui famiglia possiede la più antica distilleria della regione, la Saint-Roch, rileva da alcuni artigiani torinesi la Green Sport Monte Bianco, una piccola impresa di zainetti. Trasferisce la sede a Quart, cominciando inizialmente a produrre con una quindicina di dipendenti zaini e borse da viaggio per poi allargarsi al campo dell’abbigliamento sportivo in cui sono abbandonati i colori accesi. Consultando libri e vecchie mappe del Nord Europa, nasce l’idea del marchio Napapijri, un nome che deriva da una dizione impropria di napapiiri, termine finlandese che significa circolo polare. La bandiera norvegese viene poi cucita in bella vista sui giubbotti, il logo è in bianco e nero, metà positivo e metà negativo, per dare l’idea del polo nord e del polo sud. (wikipedia.org)

Perché si chiama Napapijri?

Il nome incuriosisce da sempre. “Napapijri” deriva dalla parola finlandese napapiiri, che significa: Circolo Polare Artico.

Il marchio modificò leggermente la grafia per renderla più originale e facilmente registrabile.

Il riferimento al Grande Nord voleva evocare:

  • spedizioni estreme;
  • natura incontaminata;
  • resistenza;
  • esplorazione;
  • avventura.

Curiosamente, pur richiamando la Finlandia, il logo riporta la bandiera della Norvegia. La scelta fu simbolica. La Norvegia rappresentava infatti, nell’immaginario collettivo, il paese delle grandi esplorazioni polari e degli avventurieri.

Il marchio non ha mai avuto origini norvegesi.

È sempre stato italiano.

All’inizio Napapijri produceva principalmente:

  • zaini;
  • borse da viaggio;
  • borsoni tecnici.

I materiali utilizzati erano innovativi per l’epoca:

  • tela cerata;
  • canvas resistente;
  • pelle;
  • rinforzi tecnici.

I prodotti erano pensati per resistere ai climi più difficili. L’estetica, però, risultava molto più raffinata rispetto ai classici accessori da montagna. Fu proprio questa combinazione a decretarne il successo.

Nel 2005 la sede lascia la Valle d’Aosta e si trasferisce in Svizzera. Nel 2007 la produzione si allarga alle calzature. (wikipedia.org)

La nascita della giacca Skidoo

Il vero punto di svolta arrivò nel 1990. Napapijri presentò quella che sarebbe diventata la sua creazione più famosa: Skidoo Jacket

La Skidoo rivoluzionò il concetto di giacca outdoor.

Era caratterizzata da:

  • grande tasca frontale;
  • cappuccio regolabile;
  • apertura laterale con zip;
  • isolamento termico;
  • tessuti impermeabili;
  • design minimalista.

Invece della classica apertura centrale, adottava una soluzione ispirata agli indumenti degli esploratori polari.

La Skidoo divenne rapidamente un oggetto di culto. Ancora oggi rappresenta uno dei modelli più iconici del marchio.

Rainforest: la leggenda

Pochi anni dopo arrivò il capo destinato a diventare uno dei simboli assoluti del brand.

La Rainforest Jacket. Questa giacca a vento con tasca anteriore riprendeva il concetto della Skidoo ma con uno stile più urbano.

Le caratteristiche principali:

  • cappuccio fisso;
  • zip laterale;
  • grande tasca centrale;
  • logo con bandiera norvegese;
  • tessuti antivento;
  • impermeabilità;
  • comfort elevato.

La Rainforest è probabilmente il prodotto Napapijri più riconoscibile al mondo. Negli anni è stata proposta in centinaia di colori.

La filosofia del marchio

Napapijri ha sempre cercato un equilibrio tra:

  • innovazione;
  • ricerca tecnica;
  • moda;
  • sostenibilità;
  • esplorazione.

Lo slogan implicito del marchio è sempre stato quello di vivere il viaggio come esperienza personale. L’esplorazione non riguarda solo le montagne. Può essere urbana, culturale o interiore.

Durante gli anni Novanta il marchio iniziò una crescita rapidissima. Entrò nei principali mercati europei.

Successivamente arrivò anche in:

  • Stati Uniti;
  • Giappone;
  • Corea;
  • Cina;
  • Medio Oriente.

I negozi monomarca iniziarono ad aprire nelle principali capitali della moda. Napapijri diventò uno dei simboli dello sportswear premium.

L’ingresso nel gruppo VF Corporation

Una tappa fondamentale arriva nel 2004, quando Napapijri viene acquisita da VF Corporation, uno dei maggiori gruppi mondiali dell’abbigliamento. L’ingresso nel gruppo consente al marchio di accelerare la propria espansione internazionale, rafforzare la ricerca sui materiali e ampliare le collezioni. All’interno di VF Corporation, Napapijri entra a far parte di un portafoglio che comprende alcuni dei nomi più importanti dell’outdoor e del lifestyle, beneficiando di importanti investimenti in innovazione, distribuzione e sostenibilità.

La rivoluzione della sostenibilità

Negli ultimi anni Napapijri ha investito enormemente nella ricerca. Tra gli obiettivi principali:

  • eliminazione della pelliccia naturale;
  • riduzione del piumino animale;
  • materiali riciclati;
  • economia circolare;
  • tracciabilità.

Uno dei progetti più interessanti è stato Circular Series. L’idea consisteva nel produrre giacche realizzate con un solo materiale riciclabile, facilitandone completamente il recupero a fine vita.

Tra i progetti più innovativi figura la Infinity Jacket. La giacca veniva realizzata interamente in Nylon 6. Una volta restituita dal cliente poteva essere completamente riciclata e trasformata in nuove fibre. Fu una delle prime iniziative concrete nel settore della moda circolare.

Nel corso degli anni il marchio ha ampliato enormemente la propria offerta.

Tra le principali linee:

  • Uomo
  • Donna
  • Bambino
  • Accessori
  • Scarpe
  • Zaini
  • Valigeria
  • Activewear
  • Urban Outdoor

I capi iconici

Diversi prodotti sono entrati nella storia del marchio.

  • Rainforest Jacket. Il simbolo assoluto.
  • Skidoo Jacket. L’originale giacca da esplorazione.
  • Anorak. Interpretazione moderna del classico capo polare.
  • Fleece Jacket. Pile tecnici diventati molto popolari.
  • Zaini Napapijri. Ispirati all’alpinismo.
  • Duffel Bag. Il grande borsone cilindrico da viaggio è uno degli accessori più venduti.
  • Polo con bandiera norvegese. Minimalista ma facilmente riconoscibile.
  • Felpe con logo. Tra i bestseller delle ultime stagioni.

Lo stile Napapijri

Lo stile del marchio può essere definito come una perfetta fusione tra:

I colori storici comprendono:

  • blu navy;
  • rosso;
  • bianco;
  • verde bosco;
  • nero;
  • senape;
  • beige;
  • arancione.

L’identità grafica rimane estremamente pulita.

Il logo con la bandiera norvegese è quasi sempre protagonista.

Napapijri utilizza:

  • Cordura;
  • Nylon tecnico;
  • Gore-Tex in alcune collaborazioni e capsule del passato;
  • cotone biologico;
  • poliestere riciclato;
  • tessuti impermeabili;
  • imbottiture sintetiche ad alte prestazioni.

I designer e la direzione creativa

Fin dalle origini lo sviluppo creativo è stato affidato a team interni di designer specializzati nell’abbigliamento tecnico e sportswear, con il supporto delle strutture di ricerca e sviluppo del marchio.

Dopo l’ingresso in VF Corporation, la direzione stilistica ha assunto un’impostazione ancora più collegiale, privilegiando il lavoro di gruppi creativi multidisciplinari piuttosto che la comunicazione di un singolo direttore creativo. Questo approccio ha garantito una forte continuità estetica, mantenendo riconoscibili le linee iconiche come Rainforest e Skidoo pur aggiornandole nei materiali, nelle vestibilità e nelle tecnologie.

Negli anni Napapijri ha realizzato numerose collaborazioni con marchi, designer e realtà creative, mantenendo però un numero contenuto di partnership selezionate. Tra le più note figurano capsule e progetti con:

  • Martine Rose, che ha reinterpretato alcuni classici del marchio in chiave contemporanea;
  • Fiorucci, con una capsule che ha unito l’estetica pop del brand milanese allo spirito outdoor di Napapijri;
  • Patta, storico marchio streetwear di Amsterdam, per una collezione che fonde esplorazione e cultura urbana;
  • MM6 Maison Margiela, protagonista di una collaborazione che ha rivisitato capi iconici attraverso il linguaggio sperimentale della maison.

Accanto a queste partnership, il marchio ha sviluppato capsule dedicate alla sostenibilità e all’innovazione dei materiali, spesso in collaborazione con fornitori tecnologici e progetti di ricerca.

Napapijri oggi

Oggi Napapijri continua a essere uno dei principali marchi internazionali dell’abbigliamento outdoor lifestyle.

Il brand è presente in decine di Paesi attraverso:

  • boutique monomarca;
  • grandi magazzini;
  • retailer premium;
  • negozi sportivi;
  • piattaforme e-commerce.

L’identità del marchio resta fortemente legata al concetto di esplorazione moderna, con collezioni che uniscono funzionalità, comfort e design contemporaneo.

Giuliana Rosset, dopo Napapijri, nel 2012 lancia Björk, il primo progetto italiano di cucina scandinava, insieme all’architetto Nicola Quadri. Ha dato vita a rinomati locali noti come la Björk Swedish Brasserie. Il progetto originario nato ad Aosta si è consolidato nel capoluogo lombardo, dove continua a proporre la cucina e il design scandinavo attraverso la formula di brasserie e “Side Store”.

Molti dei prodotti usati in cucina arriveranno direttamente dalla Svezia, per altri la Rosset ha avviato alcune collaborazioni con il territorio, a cominciare dalla produzione di alcune birre nel Birrificio Aosta. (aostasera.it)

In breve

Fondazione: 1987

Paese d’origine: Italia

Sede: Stabio (Svizzera, sede operativa del brand all’interno del gruppo VF), con origini ad Aosta, Italia

Tipologia: Brand di abbigliamento outdoor, sportswear e lifestyle premium

Stile: Outdoor, urban, casual premium, technical wear, heritage contemporaneo

Taglie disponibili: Generalmente dalla XXS alla 3XL per l’abbigliamento adulto (variabili in base alla collezione e al mercato); linee dedicate anche a bambino e ragazzi

Distribuzione: Boutique monomarca, e-commerce ufficiale, department store, retailer premium, negozi di articoli sportivi e fashion in numerosi Paesi

Collezioni celebri: Rainforest, Skidoo, Circular Series, Infinity, Anorak Collection, Fleece Collection, Duffel Collection

Collaborazioni ufficiali: Martine Rose, MM6 Maison Margiela, Patta, Fiorucci, oltre a capsule e progetti dedicati all’innovazione sostenibile.

aggiornato a luglio 2026
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: napapijri.com, web
Immagine: AI