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Nel panorama della moda italiana esistono stilisti il cui nome è diventato sinonimo di un’estetica ben precisa. Poi esistono quei rari casi in cui due personalità, pur mantenendo la propria identità, riescono a fondersi in un’unica visione creativa. È proprio ciò che è accaduto con Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, uno dei sodalizi artistici più longevi e apprezzati della moda contemporanea.
Per oltre tre decenni hanno costruito insieme un percorso professionale caratterizzato da eleganza, rigore sartoriale e ricerca stilistica, firmando alcune delle collezioni più interessanti del Made in Italy. Dalla nascita del marchio Aquilano.Rimondi alla direzione creativa di maison prestigiose come Malo, Gianfranco Ferré e Fay, il loro lavoro ha dimostrato come la tradizione sartoriale italiana possa dialogare con la modernità senza perdere autenticità.
Discreti nella vita privata e poco inclini all’esposizione mediatica, Aquilano e Rimondi hanno sempre preferito lasciare che fossero i loro abiti a raccontare la loro storia. Ed è proprio attraverso le loro creazioni che è possibile comprendere il valore di una collaborazione capace di attraversare decenni, cambiamenti di mercato e trasformazioni del gusto, restando fedele a un principio fondamentale: creare una moda destinata a durare nel tempo.
Due percorsi destinati a incontrarsi
Prima di diventare un punto di riferimento della moda italiana, Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi hanno seguito percorsi formativi differenti, accomunati però dalla stessa passione per il disegno, la costruzione del capo e la cultura sartoriale italiana.
Entrambi mostrano fin da giovani una particolare sensibilità verso l’abbigliamento come forma di espressione artistica. Più che inseguire le tendenze del momento, sono affascinati dall’architettura dell’abito, dalle proporzioni, dall’equilibrio delle linee e dalla qualità dei materiali.
Questa visione li accompagnerà per tutta la carriera, diventando la firma stilistica che renderà riconoscibili le loro collezioni.
Tommaso Aquilano: la precisione progettuale
Tommaso Aquilano si distingue fin dagli inizi per un approccio estremamente razionale alla progettazione dell’abito. Il suo interesse si concentra sulla costruzione della silhouette, sulla modellistica e sulla capacità di trasformare un’idea in un capo tecnicamente impeccabile.
Per Aquilano la moda non è mai semplice decorazione: ogni cucitura, ogni volume e ogni dettaglio devono avere una funzione precisa. Questa filosofia ricorda il lavoro di un architetto, dove nulla viene lasciato al caso e ogni elemento contribuisce all’equilibrio dell’opera finale.
Roberto Rimondi: sensibilità estetica e ricerca
Se Aquilano rappresenta il rigore progettuale, Roberto Rimondi porta nel duo una particolare sensibilità verso la ricerca stilistica, il colore, i tessuti e l’armonia complessiva della collezione. Il suo gusto raffinato e la sua attenzione per i dettagli completano perfettamente l’approccio di Aquilano.
Questa complementarità diventerà uno dei principali punti di forza della loro collaborazione. Non si tratta infatti di due designer che lavorano separatamente sullo stesso progetto, ma di una continua contaminazione di idee che porta alla nascita di collezioni nelle quali è praticamente impossibile distinguere il contributo dell’uno da quello dell’altro.
L’incontro che cambia tutto
L’incontro professionale tra Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi avviene alla fine degli anni Ottanta. Fin dai primi confronti emerge una sorprendente sintonia creativa. Entrambi condividono una visione della moda lontana dagli eccessi e orientata verso una femminilità sofisticata, elegante e senza tempo.
Da quel momento decidono di lavorare insieme, dando vita a un sodalizio che diventerà uno dei più longevi della moda italiana. Ancora oggi vengono considerati un vero e proprio duo creativo, tanto che il loro nome è ormai percepito come un’unica firma stilistica.
Gli anni in Max Mara
Uno dei primi capitoli importanti della loro carriera è rappresentato dall’esperienza all’interno del gruppo Max Mara. Per molti designer italiani, lavorare in una realtà di questo livello significa confrontarsi con standard elevatissimi di qualità, organizzazione e sviluppo del prodotto.
Per Aquilano e Rimondi questa esperienza rappresenta una vera scuola. Qui approfondiscono ogni fase della realizzazione di una collezione:
- ricerca delle tendenze;
- sviluppo dei modelli;
- scelta dei tessuti;
- industrializzazione del prodotto;
- fitting;
- controllo qualitativo.
È proprio in questi anni che consolidano quella metodologia progettuale rigorosa che caratterizzerà tutta la loro carriera.
La nascita del marchio Aquilano.Rimondi
Dopo avere maturato importanti esperienze professionali, i due designer decidono di fondare un proprio marchio. Nasce così Aquilano.Rimondi, un brand che fin dalle prime collezioni si distingue per un’identità precisa e immediatamente riconoscibile. Non cercano l’effetto spettacolare né la provocazione. Preferiscono raccontare una donna elegante, colta, indipendente e sicura di sé.
Le loro sfilate attirano rapidamente l’attenzione della critica internazionale, che apprezza la qualità delle costruzioni sartoriali e l’equilibrio tra innovazione e tradizione. Il marchio entra nel calendario della Milano Fashion Week, diventando uno dei nomi più interessanti della nuova generazione del Made in Italy.
Una filosofia creativa condivisa
Il successo di Aquilano.Rimondi nasce soprattutto dal perfetto equilibrio tra le personalità dei due stilisti. Nel loro metodo di lavoro non esiste una rigida divisione dei compiti. Ogni collezione prende forma attraverso un confronto continuo. Disegni, volumi, tessuti, palette cromatiche e accessori vengono discussi insieme fino a raggiungere una sintesi perfetta.
Questa modalità di progettazione rende il loro lavoro estremamente coerente e permette al marchio di sviluppare un’identità forte senza risultare ripetitivo.
Le collezioni Aquilano.Rimondi raccontano una donna che non ha bisogno di eccessi per affermare la propria personalità. È una donna che ama la qualità più della quantità, il dettaglio più del logo, la sartorialità più della tendenza del momento.
I loro abiti non cercano di stupire attraverso forme estreme.
Conquistano grazie a:
- equilibrio delle proporzioni;
- pulizia delle linee;
- raffinatezza dei materiali;
- costruzione impeccabile;
- attenzione ai dettagli.
Questa estetica, oggi spesso definita “lusso silenzioso“, rappresentava già molti anni fa uno dei punti cardine della loro filosofia creativa.
L’arrivo da Malo
Uno dei primi importanti incarichi come direttori creativi arriva con Malo, storica azienda italiana celebre per l’eccellenza nella maglieria di lusso. Per Aquilano e Rimondi si tratta di un’occasione fondamentale. Pur rispettando la tradizione del marchio, introducono nuove proporzioni, silhouette più contemporanee e una visione più moderna della maglieria.
Cashmere, lane pregiate e filati nobili diventano strumenti attraverso i quali sperimentare forme innovative mantenendo sempre una forte eleganza. La loro esperienza contribuisce a rinnovare l’immagine della maison senza tradirne il patrimonio artigianale.
La consacrazione internazionale: alla guida della maison Gianfranco Ferré
La svolta più importante nella carriera di Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi arriva nel 2008, quando vengono chiamati a raccogliere una delle eredità più impegnative della moda italiana: la direzione creativa della maison Gianfranco Ferré.
Pochi mesi prima il mondo della moda aveva perso il suo fondatore, considerato uno dei più grandi couturier italiani del Novecento e soprannominato “l’Architetto della Moda“. Sostituire una figura così autorevole rappresentava una sfida enorme, non solo dal punto di vista creativo, ma anche emotivo. La critica e gli addetti ai lavori osservavano con attenzione ogni loro scelta, consapevoli che qualsiasi confronto con Ferré sarebbe stato inevitabile.
Aquilano e Rimondi affrontano questo incarico con grande rispetto, evitando l’errore di imitare il maestro. Comprendono fin da subito che una copia del suo stile sarebbe risultata sterile. La loro scelta è invece quella di interpretarne l’eredità, mantenendo vivo il DNA della maison ma portandolo nel XXI secolo. Fu una decisione coraggiosa che contribuì a dare nuova energia al marchio.
Nelle collezioni firmate Aquilano e Rimondi si percepisce immediatamente il desiderio di alleggerire alcune rigidità del passato.
- Le silhouette diventano più fluide.
- I volumi acquistano movimento.
- I tessuti dialogano con il corpo in maniera naturale.
Pur mantenendo la costruzione impeccabile tipica della maison, gli abiti risultano meno monumentali e più facilmente indossabili nella vita quotidiana.
Questa capacità di rendere il lusso più contemporaneo viene accolta con favore da gran parte della critica internazionale.
La camicia bianca: un simbolo reinterpretato
Se esiste un capo che identifica Gianfranco Ferré è certamente la camicia bianca. Aquilano e Rimondi decidono di conservarla come elemento iconico, ma la reinterpretano attraverso nuove proporzioni.
Nascono così modelli caratterizzati da:
- colletti scultorei;
- maniche importanti;
- pieghe architettoniche;
- volumi tridimensionali;
- drappeggi sofisticati.
Ogni camicia diventa quasi un’opera di design, mantenendo però una sorprendente indossabilità.
Durante la loro direzione creativa la silhouette femminile cambia sensibilmente.
- La figura viene valorizzata senza costrizioni.
- Gli abiti seguono il corpo anziché dominarlo.
- Le spalle rimangono ben costruite, ma acquistano maggiore morbidezza.
- Le gonne si alleggeriscono.
- I cappotti diventano eleganti senza apparire rigidi.
Il risultato è una femminilità moderna che conserva tutta l’autorevolezza della maison Ferré.
Uno degli aspetti più apprezzati del loro lavoro riguarda la continua ricerca tessile.
Le collezioni propongono combinazioni raffinate tra:
- seta;
- organza;
- mikado;
- lana vergine;
- cachemire;
- jacquard;
- broccati contemporanei.
Le superfici dei tessuti vengono spesso arricchite da ricami, lavorazioni tridimensionali e dettagli realizzati con tecniche di alta sartoria. Mai come semplice decorazione. Ogni intervento ha lo scopo di valorizzare la costruzione dell’abito.
Le collezioni presentate durante questo periodo ricevono numerosi apprezzamenti. Molti osservatori sottolineano la capacità del duo di rinnovare la maison senza cancellarne la memoria. Un equilibrio difficile da raggiungere.
Le recensioni evidenziano soprattutto:
- l’eleganza sofisticata;
- la qualità della modellistica;
- la ricerca cromatica;
- il rigore stilistico;
- la coerenza dell’intero progetto creativo.
Non mancano naturalmente confronti con il fondatore, ma la maggior parte della stampa riconosce ai due designer il merito di avere affrontato un incarico tanto complesso con intelligenza e grande sensibilità.
L’approdo nel Gruppo Tod’s: la nuova sfida chiamata Fay
Dopo l’intensa esperienza alla guida della maison Gianfranco Ferré, Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi intraprendono una nuova avventura professionale entrando nel Gruppo Tod’s.
Nel maggio 2011 vengono nominati Direttori Creativi di Fay, storico marchio italiano nato negli Stati Uniti negli anni Sessanta e successivamente acquisito dal Gruppo Tod’s. Fino a quel momento Fay era conosciuto soprattutto per il celebre 4 Ganci Jacket, una giacca ispirata all’abbigliamento dei vigili del fuoco americani, diventata negli anni un simbolo del marchio.
La sfida affidata ad Aquilano e Rimondi è tanto delicata quanto stimolante: preservare l’identità di Fay, ampliandone però il linguaggio stilistico e trasformandolo in un marchio sempre più completo e contemporaneo.
Fin dal loro debutto, i due designer comprendono che il punto di forza del marchio non risiede soltanto nell’outerwear, ma nella qualità della sua manifattura e nel patrimonio di eleganza sportiva costruito negli anni. Invece di rivoluzionare Fay, scelgono di valorizzarne i codici estetici. La loro idea è quella di costruire un guardaroba completo capace di accompagnare la donna e l’uomo durante tutta la giornata, mantenendo sempre uno stile raffinato e funzionale.
Nascono così collezioni caratterizzate da un perfetto equilibrio tra praticità, sartorialità e gusto contemporaneo.
La loro prima collezione donna per Fay viene presentata durante la Milano Fashion Week dedicata alla Primavera/Estate 2012. La critica nota immediatamente il cambiamento. Accanto ai tradizionali capispalla compaiono abiti, gonne, pantaloni, camicie e blazer che ampliano l’universo del marchio.
Il risultato è una moda sofisticata ma concreta, pensata per una donna dinamica che desidera capi eleganti senza rinunciare alla comodità.
Durante gli anni trascorsi in Fay, i due stilisti sviluppano una visione molto precisa. Ogni collezione viene costruita come un guardaroba completo, nel quale ogni capo può dialogare con gli altri. Grande attenzione viene dedicata ai materiali. Lane leggere, cotoni tecnici, gabardine, cachemire e tessuti performanti vengono reinterpretati attraverso una costruzione estremamente sartoriale. Anche i colori riflettono questa filosofia. Accanto ai classici blu navy, beige, panna, grigio e nero compaiono sfumature naturali, verde bosco, bordeaux e tonalità cipriate che rendono le collezioni eleganti senza risultare appariscenti.
Uno dei contributi più interessanti di Aquilano e Rimondi riguarda proprio il capo simbolo di Fay. Senza alterarne l’identità, reinterpretano il celebre 4 Ganci Jacket attraverso nuove proporzioni, tessuti innovativi e dettagli più contemporanei. Il risultato è un capospalla capace di conservare tutto il fascino dell’originale, ma con una vestibilità più moderna e versatile.
Questo approccio diventa il simbolo della loro filosofia creativa: innovare senza cancellare la memoria del marchio.
Le collezioni Fay firmate Aquilano e Rimondi si distinguono per una qualità destinata a resistere al tempo.
- Non inseguono le tendenze più effimere.
- Preferiscono creare capi che possano essere indossati stagione dopo stagione.
- Cappotti, trench, giacche sartoriali, pantaloni impeccabili e maglieria raffinata diventano gli elementi principali di uno stile essenziale ma ricercato.
È una visione della moda che oggi verrebbe definita timeless, ma che il duo aveva già fatto propria molti anni prima.
I capi iconici del periodo Fay
Tra questi spiccano:
- il 4 Ganci Jacket reinterpretato;
- i trench dal taglio sartoriale;
- i cappotti monopetto dalle linee pulite;
- i blazer destrutturati;
- la maglieria in cachemire;
- le camicie in cotone dal taglio impeccabile;
- i pantaloni dalla vestibilità asciutta;
- gli abiti essenziali pensati per il giorno.
Ogni capo racconta la loro idea di eleganza funzionale, nella quale la qualità della costruzione prevale sempre sugli effetti scenografici.
Dal 2011 al 2017 Aquilano e Rimondi guidano Fay accompagnandone l’evoluzione verso un’immagine sempre più internazionale. Le loro collezioni vengono apprezzate per la capacità di unire la tradizione del marchio con un gusto contemporaneo, contribuendo a rafforzarne il posizionamento nel segmento del lusso casual. Il loro lavoro dimostra ancora una volta come sia possibile rinnovare una maison rispettandone profondamente il patrimonio storico.
Nel 2017 termina la loro esperienza alla direzione creativa di Fay. Dopo sei anni di lavoro, lasciano un marchio profondamente rinnovato ma ancora perfettamente riconoscibile.
Anche questa esperienza conferma una delle caratteristiche che accompagneranno tutta la loro carriera: la capacità di entrare in una maison, comprenderne l’identità e accompagnarla verso il futuro senza alterarne i valori fondamentali.
Due designer, una sola firma creativa
Con il passare degli anni diventa sempre più difficile distinguere il contributo individuale di Tommaso Aquilano da quello di Roberto Rimondi. Non perché abbiano perso la propria identità, ma perché il loro metodo di lavoro si è evoluto fino a diventare un processo creativo condiviso.
- Ogni collezione nasce dal dialogo.
- Le idee vengono sviluppate insieme.
- Le scelte stilistiche vengono continuamente confrontate e perfezionate.
È proprio questa fusione di competenze a rendere il marchio Aquilano.Rimondi così riconoscibile. Più che due stilisti che collaborano, sono diventati una vera e propria firma creativa unica, capace di mantenere una straordinaria coerenza stilistica nel corso degli anni.
Mentre il mercato della moda si orientava sempre più verso il fast fashion e l’immediatezza delle tendenze, Aquilano e Rimondi continuavano a proporre una visione completamente diversa. Per loro un abito doveva emozionare anche dopo molti anni. Doveva essere costruito con cura, realizzato con materiali eccellenti e possedere un’eleganza capace di superare il passare del tempo.
Questa filosofia, oggi spesso associata al concetto di quiet luxury, è stata una costante del loro lavoro ben prima che diventasse una tendenza internazionale.
Osservando il lavoro di Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi si comprende immediatamente come il loro obiettivo non sia mai stato quello di inseguire le tendenze della stagione. Al contrario, il loro stile si fonda su un linguaggio personale, riconoscibile e coerente, nel quale ogni elemento contribuisce a costruire un’idea di eleganza sofisticata e senza tempo. Le loro collezioni non gridano, non cercano l’effetto sorpresa a tutti i costi e non fanno ricorso a provocazioni fini a sé stesse. Parlano invece attraverso la qualità della progettazione, la ricerca dei materiali e la perfezione delle proporzioni.
È una moda che conquista lentamente, ma che lascia un segno duraturo.
Le caratteristiche che rendono riconoscibile il loro stile
Nel corso degli anni Aquilano e Rimondi hanno sviluppato alcuni codici estetici che ritornano costantemente nelle loro collezioni.
Architettura dell’abito
- Le linee sono pulite.
- Le proporzioni sono studiate con precisione.
- Le cuciture non hanno soltanto una funzione tecnica, ma diventano parte integrante del disegno.
Ogni capo sembra progettato come un edificio: solido nella struttura ma armonioso nelle proporzioni.
Sartorialità italiana
- La tradizione italiana è sempre il punto di partenza.
- Le giacche vengono modellate con estrema precisione.
- I cappotti mantengono una costruzione impeccabile.
- Gli abiti seguono naturalmente il corpo senza costringerlo.
- Ogni dettaglio racconta l’importanza della manifattura e del lavoro artigianale.
Femminilità mai ostentata
- La donna immaginata da Aquilano e Rimondi è sicura di sé.
- Non ha bisogno di eccessi per affermare la propria personalità.
- Indossa abiti raffinati che valorizzano la figura attraverso l’equilibrio delle proporzioni e non mediante provocazioni.
- È una femminilità elegante, colta e contemporanea.
Materiali di alta qualità
Un altro elemento distintivo è la continua ricerca tessile.
Le loro collezioni fanno largo uso di:
- seta;
- cachemire;
- lana vergine;
- organza;
- mikado;
- jacquard;
- duchesse;
- crêpe;
- broccati moderni.
Ogni tessuto viene scelto non soltanto per la sua bellezza, ma anche per il modo in cui dialoga con la costruzione del capo.
I capi iconici di Aquilano.Rimondi
Pur evitando di creare prodotti iconici nel senso commerciale del termine, alcuni capi sono diventati veri simboli del loro stile.
Il cappotto sartoriale
- Volumi perfettamente calibrati.
- Spalle strutturate.
- Tagli puliti.
- Lunghezze eleganti.
- Un cappotto pensato per accompagnare chi lo indossa per molti anni.
La giacca impeccabile. Le loro giacche si distinguono per:
- revers scolpiti;
- punto vita ben definito;
- costruzione precisa;
- vestibilità naturale.
Sono capi che uniscono il rigore della sartoria maschile alla delicatezza della silhouette femminile.
La camicia reinventata
La classica camicia bianca viene reinterpretata con:
- colletti importanti;
- pieghe scultoree;
- maniche ampie;
- drappeggi sofisticati;
- nuove proporzioni.
Un capo apparentemente semplice diventa così un esercizio di alta progettazione.
L’abito da sera
- Le loro creazioni da sera si distinguono per un lusso discreto.
- Mai eccessivamente appariscenti.
- Mai sovraccariche.
- Preferiscono affidare l’eleganza alla qualità del tessuto, alla costruzione sartoriale e ai dettagli couture.
- Il risultato è un glamour raffinato che non risente del passare delle mode.
Le gonne strutturate
Spesso propongono gonne midi caratterizzate da:
- pieghe profonde;
- volumi architettonici;
- tessuti sostenuti;
- movimento elegante.
Anche in questo caso emerge il dialogo costante tra costruzione e leggerezza.
Gli accessori
Pur essendo principalmente stilisti di prêt-à-porter, Aquilano e Rimondi hanno sempre dedicato particolare attenzione anche agli accessori.
- Le loro borse privilegiano linee essenziali.
- Le calzature dialogano armoniosamente con gli abiti senza sovrastarli.
- Le cinture sottolineano il punto vita con discrezione.
- I gioielli vengono utilizzati come completamento dell’insieme e non come elemento dominante.
Tutto contribuisce a creare un’immagine elegante e coerente.
Il rapporto con il colore
Il colore rappresenta uno degli aspetti più raffinati del loro linguaggio creativo. Le palette non sono mai casuali. Ogni tonalità viene studiata in funzione del tessuto, della luce e della costruzione del capo. Accanto ai classici bianco e nero trovano spazio:
- avorio;
- blu notte;
- grigio perla;
- verde smeraldo;
- rosso rubino;
- oro;
- bronzo;
- cipria;
- lilla;
- sabbia.
Le combinazioni cromatiche risultano sempre equilibrate e sofisticate.
Una moda che anticipa il “quiet luxury”
Negli ultimi anni il termine quiet luxury è diventato uno dei più utilizzati nel mondo della moda. Eppure Aquilano e Rimondi avevano già fatto propria questa filosofia molto tempo prima. Le loro collezioni non puntano sul logo. Non ricercano effetti vistosi.
Preferiscono lasciare che siano la qualità della confezione, il taglio impeccabile e la ricercatezza dei materiali a comunicare il valore dell’abito.
In questo senso possono essere considerati tra gli interpreti italiani di un lusso discreto, raffinato e destinato a durare.
Cosa fanno oggi Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi?
Negli ultimi anni i due designer hanno scelto di allontanarsi dai ritmi frenetici imposti dalle grandi direzioni creative internazionali, privilegiando un’attività più selettiva.
Pur mantenendo un profilo pubblico molto discreto, continuano a collaborare come Aquilano.Rimondi, confermando la solidità di un sodalizio professionale iniziato oltre trent’anni fa.
La loro esperienza viene messa a disposizione di aziende e progetti speciali attraverso attività di consulenza creativa, direzione artistica e sviluppo di collezioni.
Questa nuova fase della loro carriera consente di dedicare maggiore attenzione alla qualità dei progetti, scegliendo collaborazioni coerenti con la loro filosofia stilistica piuttosto che inseguire la continua pressione del calendario internazionale delle sfilate.
L’influenza sulle nuove generazioni
Molti giovani designer guardano ancora oggi al percorso di Aquilano e Rimondi come a un esempio di equilibrio tra creatività e metodo. La loro storia dimostra che è possibile costruire una carriera importante senza rinunciare alla propria identità.
In un settore spesso dominato dalla ricerca dell’effetto immediato, hanno scelto la strada della continuità, della qualità e della progettazione. Per questo motivo il loro lavoro continua a essere studiato nelle scuole di moda e rappresenta un punto di riferimento per chi desidera approfondire il valore della sartorialità italiana contemporanea.

Le principali tappe della loro carriera in sintesi
1998 – Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi si conoscono presso l’ufficio stile di Max Mara e iniziano a collaborare.
2005 – Vincono Who’s On Next? con il marchio 6267, concorso che dà grande visibilità al duo.
2006-2008 – Diventano Direttori Creativi di Malo per le collezioni uomo e donna.
2008 – Assumono la Direzione Creativa di Gianfranco Ferré e, nello stesso periodo, fondano il marchio Aquilano.Rimondi.
Aprile 2011 – Concludono la collaborazione con Gianfranco Ferré.
Maggio 2011 – Il Gruppo Tod’s annuncia la loro nomina a Direttori Creativi di Fay. La prima collezione donna viene presentata durante la Milano Fashion Week di settembre 2011 (Primavera/Estate 2012).
2011-2017 – Guidano creativamente Fay, ampliando il guardaroba del marchio e rafforzandone il posizionamento nel prêt-à-porter contemporaneo. Nel 2017 lasciano la direzione creativa e vengono successivamente sostituiti da Arthur Arbesser.
aggiornato a luglio 2026
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: @aquilanorimondi_official, web
Immagine: AI