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Max Mara è una casa di moda italiana appartenente alla società privata Max Mara Fashion Group, holding della famiglia Maramotti, con sede a Reggio Emilia, in Italia. Il brand si occupa di progettazione, produzione e vendita di abbigliamento femminile, specializzata in capispalla.

Il fondatore di Max Mara, Achille Maramotti è nato a Reggio Emilia, Italia, il 7 gennaio 1927. Sua madre Giulia gestiva una sartoria, mentre suo padre era un professore di lettere che morì quando Achille aveva solo 12 anni.

L’amore per la sartoria e la passione per la confezione sono state le attitudini chiave tramandate dalla bisnonna del fondatore, Marina Rinaldi. Alla fine dell’Ottocento, intorno al 1850 la stessa Marina Rinaldi gestiva un atelier di lusso nel cuore di Reggio Emilia dove tutto era fatto a mano con grande attenzione ai dettagli e alle rifiniture.

Questa radicata passione è stata tramandata alla nipote, Giulia Fontanesi Maramotti che nel 1925 iniziò a insegnare modellistica e cucito e pubblicò una serie di libri dedicati alla “teoria del taglio”. Nella sua carriera di insegnante, Giulia Maramotti creò la “Scuola di Taglio e Sartoria Maramotti” per formare artigiani e tecnici in grado di realizzare modelli di abiti a partire da un bozzetto o da una tavola di moda.

Achille Maramotti è nato in un ambiente dove era impossibile non imparare l’arte della sartoria. Neolaureato in legge nell’anno 1951, Maramotti a soli 24 anni decide di dedicarsi alla sartoria. Inoltre la formazione fornita dalla Scuola gli permise di trovare rapidamente personale altamente qualificato e dotato di grande abilità manuale, indispensabile per lo sviluppo dell’azienda “Confezioni Maramotti”, nome di nascita di Max Mara, scelto in onore dell’attività della madre.

Fondata nel 1951 da Achille Maramotti a Reggio Emilia, la casa di moda nasce col nome di Confezioni Maramotti e con l’obiettivo di introdurre il processi industriali americani nella cultura della sartoria europea, creando il prêt-à-porter haute de gamme italiano.

Nel 1957 l’azienda si espande e si trasferisce nella nuova sede progettata dall’architetto industriale Eugenio Salvarani, cambiando il nome in Max Mara. Achille Maramotti voleva un nome che potesse essere pronunciato in qualsiasi lingua e tuttavia non alludesse a nessuno in particolare. Il “Max” veniva da un personaggio locale chiamato Conte Max, un uomo perennemente ubriaco ma sempre affascinante, “Mara” dal cognome di famiglia diminuito.

All’inizio, Maramotti dovette convincere i negozi di tessuti da cui le donne compravano le stoffe da dare poi alle sarte locali, ad esporre la sua merce. Questo è stato come alcuni chiamerebbero la prima tappa del marketing della casa.

Max Mara presentò la prima collezione nel 1957 per l’autunno/inverno 1957-1958. Achille Maramotti sceglie il cappotto di cammello dal taglio maschile, come capo icona per il guardaroba femminile, e un abito rosso geranio. Il successo inevitabile.

Il brand ha evoluto le tecniche di produzione negli anni ’60, evolvendo così i prodotti stessi. Le collezioni stavano diventando più trendy e includevano sia abiti eleganti che sportivi. In questo periodo, la collezione Autunno/Inverno 1960 è stata presentata nell’editoriale “Arianna”.

La collezione Max Mara ‘Pop’ dell’autunno/inverno 1965-1966 ha coinvolto Luciano Soprani, la modella Lison Bonfis, Graziella Fontana ed Emanuelle Khan. La collezione Sportmax fu presentata nell’anno 1969 per l’autunno/inverno 1969-1970 e la fotografa Sarah Moon, celebre modella francese, fotografò la collezione dell’autunno/inverno 1970-1971 che fu menzionata dalle riviste Grazia e Arianna. Laura Lusuardi, oggi direttrice della moda del Gruppo, prende in gestione le collezioni Sportmax basata su una linea di giovani donne che volevano essere diverse dalle loro coetanee.

Negli anni ’70 e ‘80, iniziano a collaborare con Max Mara stilisti internazionali come Anne-Marie Beretta, Emmanuelle Khanh, Karl Lagerfeld, Jean-Charles de Castelbajac, Narciso Rodriguez, Proenza Schouler e anche fotografi di moda come Richard Avedon, Arthur Elgort, Steven Meisel, Sarah Moon, Max Vadukul, Mario Sorrenti, David Sims, Craig McDean e altri. Le  collaborazioni stilistiche, che valorizzavano il marchio furono mantenuti anonimi, seguendo la filosofia dell’azienda, la quale vuole dare visibilità al marchio piuttosto che ai singoli nomi. Anche per la campagna pubblicitaria Autunno/Inverno ’76 fu affidata a Sarah Moon.

Nel 1975 viene rilasciata la linea IBLUES dalle caratteristiche di sensualità e femminilità nelle forme e nei colori accattivanti dedicata a giovani donne. Le collezioni iblues di coordinati su maglieria diventa alla fine degli anni ottanta una collezione di total look.

Nata come collezione nel 1976 e come società autonoma nel 1988, Marella è un brand di abbigliamento femminile che propone una moda glamour, contemporanea e facile da indossare. Ogni stagione vengono presentate diverse collezioni accanto alla linea principale di tricot e altre maglie, la collezione sportiva dedicata al tempo libero e la linea di accessori per personalizzare il proprio look.

Pennyblack nasce nel 1978 e diventa uno dei brand femminili più diffusi in Italia. Le collezioni sono dinamiche, funzionali alle esigenze di donne protagoniste di un presente dai ritmi veloci. I capi uniscono praticità e stile, per accompagnare giornate non-stop dal lavoro all’uscita serale.

Il marchio è diviso in tre etichette. Pennyblack Black Label: abbigliamento da lavoro con un look quotidiano funzionale ed elegante. Pennyblack Grey Label: facile e di tendenza. Vanta idee casual ma cool per il tempo libero. Pennyblack Pink Label: utilizza silhouette pulite, spruzzi di colore e tessuti hi-tech.

Negli stessi anni, Max Mara produrrà anche il cappotto Manuela, in puro cammello con collo a rever e tasche sui fianchi, con chiusura a vestaglia e cintura, a oggi riconosciuto come capospalla distintivo della casa di moda.

Il marchio Marina Rinaldi nasce nel 1980 e prende il proprio nome dalla bisnonna del presidente fondatore del Max Mara Fashion Group, il cavaliere Achille Maramotti, la quale a fine ottocento gestiva un atelier di sartoria nella città di Reggio Emilia. Il brand fa riferimento al segmento di mercato delle taglie comode.

Seguirà la linea Persona. Si descrive come una linea dove libertà è sinonimo di forme e moderno è sinonimo di dinamismo.

Nel 1981, la stilista francese Anne-Marie Beretta disegna il cappotto 101801, il capospalla doppiopetto in lana e cashmere color cammello con maniche a kimono, identifica l’azienda Max Mara e che prende spunto dall’Ulster coat maschile. Il “puntino”, cucitura dei completi sartoriali da uomo, è la caratteristica più evidente del modello. Da allora il cappotto 101801 viene proposto in ogni collezione invernale senza alcuna modifica.

Le campagne Autunno/Inverno 1982-1983 e 1985-1986 per le collezioni Sportmax furono fotografate dal famoso fotografo e regista tedesco Peter Lindbergh, noto per le sue immagini cinematografiche.

Weekend Max Mara, la linea “life-style” del Gruppo Max Mara, viene lanciata nel 1984 come collezione casual e outdoor ideale per i week-end. Seguirà la linea MAX&CO, linea dedicato alle giovani donne alla ricerca di uno stile personale fatto di abiti, accessori e idee da mixare liberamente.

Nel 1989 nasce il MM Magazine, un semestrale di moda e attualità distribuito nei punti vendita del gruppo e in multimarca selezionati.

Negli anni ’90 si assiste a un forte consolidamento del gruppo. Fotografi famosi come Peter Lindbergh, Arthur Elgord e Richard Avedon furono chiamati a interpretare le campagne pubblicitarie del marchio. Max Vadukul fotografò la collezione Autunno/Inverno 1993-1994 di Max Mara. Il fotografo britannico era noto per la sua fotografia di reportage artistico. E lo stesso anno, la campagna della collezione Autunno/Inverno 1993-1994 per Sportmax fu fotografata da un fotografo scozzese noto per la sua fotografia di moda e d’arte. Steven Meisel fotografò la modella Linda Evangelista per la campagna Max Mara Autunno/Inverno 1997-1998. Richard Avedon, fotografo americano di moda e ritratto, fotografò la campagna Max Mara Autunno/Inverno 1998-1999.

Nel 2003 la sede di Max Mara, come anche Max Mara Fashion Group, si trasferisce nel nuovo campus di Reggio Emilia, in via Giulia Maramotti, progettato da John McAslan & Partners; lasciando spazio al proposito di Achille Maramotti di costituire una raccolta d’arte contemporanea che diventasse un luogo di fruizione estetica e intellettuale, aperto a un pubblico di appassionati.

Craig McDean, un fotografo britannico di Manchester ma di base a New York, ha fotografato le campagne Autunno/Inverno 2004-2005 e 2007-2008 della casa. Il cappotto della collezione Max Mara 2005-2006 è stato creato per le Olimpiadi invernali tenutesi a Torino, Italia e fotografato dallo stesso.

Nel 2005, in seguito a una lunga malattia, viene a mancare il fondatore del brand Achille Maramotti.  L’amministrazione dell’azienda passa interamente nelle mani dei suoi tre figli, Maria Ludovica, Luigi e Ignazio; anche se già in loro gestione dal 1991, dove il padre aveva tenuto per sé la sola gestione finanziaria. Achille Maramotti ha consentito ai figli di acquisire una adeguata formazione accademica (Luigi e Maria Ludovica hanno una laurea in Economia e commercio, Ignazio in Giurisprudenza) poi li ha gradualmente avviati alla conduzione diretta delle sue aziende. Creando però una «corporate governance» assolutamente paritaria che mette i tre eredi sull’identico piano. Ognuno dei figli del fondatore compie percorsi personali. Luigi si occupa di Max Mara condividendo con Ignazio i ruoli di presidente e amministratore delegato. Ludovica si occupa delle Manifatture del Nord preoccupandosi anche dell’immagine della griffe di Max & Co.

Con l’understatemenet tipico della famiglia, i tre chairman hanno saputo traghettare l’azienda nel ventunesimo secolo, cogliendo le sfide della globalizzazione, del web e della digital disruption.

Max Mara Fashion Group comprende 10 brand: Max Mara, Sportmax, Weekend Max Mara, MAX&Co., Pennyblack, Marella, iBlues, Marina Rinaldi, Persona by Marina Rinaldi, Intrend.

Nella collezione Max Mara srl ci sono: Max Mara, Sportmax,’S Max Mara, Weekend by Max Mara, Max Mara Basic, Sportmax Code, Max Mara Accessori, Max Mara Occhiali.

Nella Commerciale Abbigliamento srl compaiono invece: Pianoforte di Max Mara, i Blues, i Blues Club, B i Blues, Max & Co. Chemises, Max & Co. Trends.

Alle Manifatture del Nord srl appartengono: Pennyblack, Pennyblack plus, Newpenny, Pennypull, T-Penny, Max 6 Co. Active, Max & Co.Jeans and Basic.

A Marella si trova: Marella, Marella Tricot, Blu Charme, Marella La Camiceria, Marella Essentials, Linea Emme, Marella Accessori, Max & Co. Classic, Max & Co. Couture.

In Marina Rinaldi srl troviamo: Marina Rinaldi, Marina Basic, Marina Sport, Persona, Marina Rinaldi Elegante, Marina Rinaldi Maglieria, Persona Le Maglie.

Nasce nel 2005 il progetto Max Mara Art Prize for Women in collaborazione con la Whitechapel Gallery ed è dedicato alle donne che vivono nel Regno Unito.

La giuria è composta da quattro membri: una gallerista, una giornalista e/o critica, un’artista e una collezionista, e viene rinnovata ad ogni edizione. Il premio, assegnato ogni due anni, permette di trascorrere sei mesi in Italia per collaborare con artisti locali e fare ricerca. La nuova creazione sarà poi esposta alla Whitechapel Gallery a Londra e in seguito alla Collezione Maramotti a Reggio Emilia, Italia.

Nel 2006 viene inaugurato, ai Women In Film’s 2006 Crystal + Lucy Awards, il premio Women In Film Max Mara Face of the Future Award.

Il premio viene assegnato all’attrice che stanno vivendo un periodo particolarmente interessante nell’industria cinematografica e televisiva, per l’impegno sociale e i contributi alla comunità in generale, e per la capacità di distinguersi in termini di grazia, eleganza e stile.

Nel 2012 Max Mara ha ricevuto il “Brand Heritage Award” dall’associazione mondiale “Fashion Group International‘ durante il “FGI’s 29th Annual Night of Stars” a New York.

Nel 2013 il brand presenta il cappotto Teddy Bear sulla passerella Autunno/Inverno, in alpaca di lana e seta effetto pelliccia, ispirando una serie di imitazioni.

Nel 2015 il direttore creativo di Max Mara, Ian Griffiths, ha collaborato con il Renzo Piano Building Workshop per la creazione della Whitney Bag in occasione dell’apertura della nuova sede del Whitney Museum of American Art di New York nel Meatpacking District, in edizione limitata, ispirata alla forma dell’edificio.

“Cappotti! Max Mara, 60 anni di moda italiana”, una mostra itinerante che celebra non solo l’anniversario della casa di moda italiana, ma anche il design e l’importanza storica dell’umile cappotto. La mostra ha iniziato il suo viaggio nel 2006 a Berlino presso i Musei Nazionali. Poi, dopo aver fatto tappa a Tokyo e Pechino, è approdata al Museo Storico di Stato di Mosca. Nel 2020 si è spostata a Soeul, in Corea del Sud, dove la mostra è stata esposta al Dongdaemun Design Plaza progettato da Zaha Hadid.

Sotto la guida creativa di Grazia Malagoli, Sportmax continua a proporre collezioni sempre all’avanguardia, con uno stile contemporaneo, ricercato e sempre attuale, e festeggia i suoi cinquanta anni di storia con un new tailoring al femminile, che guarda dritto al futuro.

Nel 2021 il marchio Max Mara comprendeva 2668 negozi in più di 100 paesi. Il gruppo Max Mara comprende oggi 41 società e più di 5000 dipendenti, operanti in 105 paesi nel mondo.

Ian Griffiths è l’uomo dietro i disegni classici di lusso discreto di Max Mara. Nato e cresciuto nel Regno Unito, ha imparato il suo mestiere a Manchester e poi a Londra, prima di entrare in Max Mara come designer dopo la laurea.

Vestiti veri per persone reali. Ho avuto il privilegio di intervistare Achille Maramotti con uno studente che scriveva una tesi sugli inizi della moda italiana. E lui disse che aveva fondato l’azienda sulla semplice idea che non si trattava di vestire principesse o contesse a Roma, ma si trattava di fare vestiti veri per persone reali. A quei tempi si trattava delle mogli di medici o avvocati locali; coloro che sapeva che alla fine sarebbero diventati membri di quelle professioni. Le cose che funzionano in Max Mara obbediscono a questa semplice regola, e se la dimentichiamo, sbagliamo.

Laura Lusardi è la custode culturale del brand. È la direttrice della moda dell’azienda dopo essere stata nel business per 53 anni, entrando inizialmente come commessa/stilista di 16 anni nel 1964.

Sono passati molti anni, ma non me ne sono nemmeno resa conto: il lavoro è la mia vita e ho la fortuna di farne uno che amo con persone che mi piacciono e con le quali sono cresciuta.

aggiornato all’8 aprile 2022
Autore: Lynda Di Natale e Paola Moretti
Fonte: maxmara.com, wikipedia.org, moda.mam-e.it, web