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La storia del reggiseno non comincia con pizzi, coppe perfette e campagne patinate, ma con un’idea molto più concreta: riuscire a respirare. Per secoli il seno femminile è stato contenuto, modellato o, nei casi peggiori, letteralmente costretto dentro soluzioni che avevano poco a che fare con il comfort. Nell’antica Roma, per esempio, il seno prosperoso non era esattamente il massimo dell’ideale estetico: meglio una silhouette più contenuta, grazie a fasce come il mammillare, che schiacciava il seno, o lo strophium, una versione un po’ più gentile ma sempre ben poco libera.
La vera svolta, però, arriva nel 1914 e ha il nome di Mary Phelps Jacob, giovane socialite americana, nipote di Robert Fulton, l’inventore del battello a vapore. Un cognome che sembra promettere grandi invenzioni, e infatti Mary non delude: stanca del corsetto che rovinava un abito da sera con la grazia di un arnese medievale, prese due fazzoletti di seta, un nastro rosa e inventò il primo reggiseno moderno. Un gesto semplice, geniale e soprattutto molto più elegante del tentativo di sopravvivere a una serata in corsetto.

Il suo “backless brassiere” era leggero, morbido e finalmente sensato. Tanto che nel pieno dei cambiamenti sociali del Novecento, e con la Prima guerra mondiale che rendeva i corsetti con stecche metalliche poco pratici persino per l’industria bellica, il suo modello iniziò a prendere piede. Da lì in avanti, il reggiseno ha fatto una carriera notevole: ferretto, coppe, push-up, balconcino, taglie più precise e tutta quella serie di varianti che hanno trasformato un’intuizione nata da due fazzoletti in un oggetto di culto.
E sì, a questo punto il salto verso Victoria’s Secret viene quasi naturale: dalla soluzione furba e funzionale di Mary Phelps Jacob si arriva, decenni dopo, al lato più spettacolare e patinato della lingerie, dove il reggiseno smette di essere solo una questione di sostegno e diventa anche spettacolo, desiderio e marketing. Insomma, da due fazzoletti di seta a un impero rosa il passo è stato lungo, ma il punto di partenza resta sorprendentemente semplice.
Alla fine, il reggiseno è passato dalla necessità alla moda, dalla funzione al mito, e tutto è iniziato con una donna che ha guardato un corsetto e, molto probabilmente, ha pensato: “No, grazie, posso fare di meglio”.
Fashion Blogger: Paola Moretti
Fonte: Noigiovani.it, Web
Immagine: AI