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Ci sono scarpe nate per lo sport, scarpe nate per l’eleganza e poi ci sono quelle che, a un certo punto, decidono di non voler scegliere. Hogan appartiene proprio a quest’ultima categoria.
Quando il marchio nasce nel 1986, l’idea di utilizzare una calzatura sportiva all’interno di un guardaroba elegante non è ancora così scontata come lo è oggi. Hogan intuisce invece che la vita contemporanea sta cambiando: si cammina, si viaggia, si lavora, si corre da un appuntamento all’altro e, possibilmente, si vorrebbe fare tutto questo senza rinunciare a un certo gusto. Nasce così una delle interpretazioni italiane più fortunate del concetto di casual luxury, un lusso meno formale, più dinamico e quotidiano, nel quale qualità dei materiali, lavorazione artigianale, comfort e design convivono con una naturalezza quasi disarmante.
Nel 2026 Hogan festeggia quarant’anni di storia, e il suo percorso può essere letto quasi attraverso quattro grandi sneaker: Traditional, Interactive, Olympia e Rebel. Quattro modelli, quattro epoche, quattro modi diversi di raccontare la stessa idea: mettere il movimento al centro dello stile.
Le origini: la famiglia Della Valle e l’idea di un nuovo lusso
Per raccontare Hogan bisogna inevitabilmente partire dalla famiglia Della Valle, perché il marchio nasce all’interno della storia imprenditoriale che conduce alla costruzione dell’attuale gruppo Tod’s.
Le radici familiari risalgono alla tradizione calzaturiera delle Marche. Il nonno di Diego Della Valle, Filippo, aveva avviato un piccolo laboratorio di calzature; successivamente il mestiere passa attraverso le generazioni fino ad arrivare a Diego, nato nel 1953 a Casette d’Ete. Diego Della Valle studia giurisprudenza a Bologna e trascorre anche un periodo negli Stati Uniti. Nel 1975 entra nell’attività di famiglia accanto al padre Dorino, iniziando a occuparsi non soltanto della produzione, ma soprattutto dello sviluppo commerciale e della costruzione di una vera identità di marca. La sua intuizione fondamentale consiste nel comprendere che una calzatura di alta qualità non deve necessariamente essere comunicata esclusivamente attraverso il linguaggio tradizionale del lusso. La produzione artigianale italiana poteva infatti incontrare un’estetica più moderna, sportiva e internazionale. Ed è proprio da questa filosofia che nasce il terreno sul quale verrà costruita Hogan.
Diego Della Valle: l’imprenditore dietro il progetto
Diego Della Valle non è uno stilista nel senso classico del termine. Il suo ruolo è soprattutto quello dell’imprenditore che costruisce una strategia di marca e trasforma una tradizione familiare in un sistema internazionale. La sua carriera è caratterizzata da una particolare attenzione al Made in Italy, alla qualità produttiva e alla comunicazione.
Nel caso Hogan, l’obiettivo è particolarmente interessante: creare un prodotto capace di collocarsi tra due mondi apparentemente lontani. Da una parte lo sportswear, con la sua comodità e funzionalità. Dall’altra il lusso italiano, con materiali, lavorazioni e attenzione al dettaglio. Il risultato è una sneaker che non vuole sembrare semplicemente una scarpa da ginnastica costosa, ma un vero elemento del guardaroba.
Diego Della Valle: matrimoni, figli e famiglia
Diego Della Valle è sposato con Barbara Pistilli, architetta marchigiana. Il loro matrimonio è il terzo per l’imprenditore e la relazione ha una particolarità familiare piuttosto insolita: Barbara è infatti la sorella di Simona Pistilli, che era stata precedentemente sposata con Diego. Dalle due unioni sono nati due figli, circostanza che rende i ragazzi contemporaneamente fratellastri e cugini. Le fonti biografiche più diffuse riportano inoltre un altro figlio nato da una relazione con la giornalista Barbara Parodi Delfino. Una fonte biografica italiana identifica i figli Emanuele e Filippo e indica Barbara Pistilli come moglie attuale; anche un profilo del Time del 2006 documentava la presenza di Barbara Pistilli e del figlio Filippo nella vita familiare dell’imprenditore. Barbara Pistilli è inoltre una professionista nel campo dell’architettura. La famiglia ha mantenuto negli anni un legame molto forte con le Marche e con il territorio di Sant’Elpidio a Mare e Casette d’Ete, dove Diego ha la propria residenza storica. Il rapporto con il territorio d’origine è un elemento ricorrente nella storia personale e imprenditoriale dei Della Valle. Anche le proprietà e gli interessi privati di Diego raccontano uno stile di vita internazionale: nel corso degli anni è stato legato a residenze nelle Marche, a Milano, Parigi, New York e Capri. È noto inoltre il suo interesse per il mare e per le imbarcazioni.
La famiglia, tuttavia, è sempre rimasta il centro della continuità imprenditoriale. Nel 2024 il Financial Times raccontava come Diego e Andrea avessero coinvolto i propri figli nelle riflessioni sul futuro del gruppo familiare: Filippo Della Valle risultava impegnato nel marketing di Tod’s, mentre Leonardo Della Valle, figlio di Andrea, lavorava presso Schiaparelli.
Andrea Della Valle: una famiglia molto più riservata
Ancora più discreta è la vita privata di Andrea Della Valle, fratello minore di Diego. Andrea è sposato con Paola, che mantiene un profilo pubblico molto basso. La coppia ha tre figli: Allegra, Leonardo e Margherita. La loro presenza è stata resa pubblica, tra le altre occasioni, durante la cerimonia del 2022 nella quale Andrea ricevette la laurea honoris causa in Economia e Management dall’Università Politecnica delle Marche. Alla cerimonia parteciparono la moglie Paola e i tre figli. La famiglia Della Valle mostra in questa occasione un’immagine particolarmente unita: insieme ad Andrea erano presenti il fratello Diego e la sorella Gisella, mentre Diego ricordò con affetto la madre Maria Micucci, scomparsa nel 2008, sottolineando quanto avrebbe desiderato che fosse presente alla laurea del figlio. Andrea ha sempre mantenuto una separazione abbastanza netta tra la dimensione professionale e quella familiare. Nonostante sia stato per anni una figura pubblica anche nel mondo del calcio come presidente della Fiorentina, la moglie e i figli sono rimasti lontani dalla sovraesposizione mediatica. Anche in questo caso il legame con le Marche è molto forte. Durante la cerimonia di laurea Andrea e Diego sottolinearono il rapporto della famiglia con la propria terra d’origine e con le attività produttive costruite nel territorio marchigiano.
Diego e Andrea: fratelli prima ancora che soci
Uno degli aspetti più interessanti della loro storia personale è il rapporto tra i due fratelli.
- Diego, maggiore, ha avuto il ruolo di principale artefice dell’espansione internazionale dell’attività familiare;
- Andrea ha condiviso con lui per decenni la crescita dell’impresa, assumendo progressivamente responsabilità manageriali sempre più importanti.
La loro collaborazione non si è limitata alla gestione dell’azienda. La famiglia Della Valle ha costruito nel tempo una vera e propria continuità generazionale, nella quale il lavoro è considerato parte naturale della vita familiare.
Nel 2022, parlando del fratello Andrea in occasione della laurea honoris causa, Diego sintetizzò proprio questo rapporto con parole che restituiscono bene la mentalità della famiglia: sono nati nelle Marche, vi hanno costruito il proprio lavoro e immaginano che anche i loro figli continueranno a vivere questo legame con il territorio.
In definitiva, dietro la dimensione internazionale di Tod’s, Hogan e degli altri marchi della famiglia Della Valle rimane una storia molto italiana: una famiglia marchigiana, un’attività artigianale nata con il nonno Filippo, due fratelli che hanno trasformato quella tradizione in un gruppo internazionale e una nuova generazione che, almeno in parte, sta iniziando a entrare nel mondo professionale della famiglia.
Ma chi ha fondato Hogan?
Qui è necessaria una piccola precisazione.
Hogan viene generalmente associata a Diego Della Valle, ma il marchio non nasce come una maison fondata da uno stilista individuale. È un progetto sviluppato nell’ambito dell’impresa calzaturiera della famiglia Della Valle e successivamente integrato nel gruppo Tod’s.
La storia raccontata oggi dal brand mette in evidenza anche il contributo di Andrea Della Valle, fratello di Diego e attuale presidente di Hogan, che ebbe un ruolo importante nello sviluppo dell’idea della sneaker urbana. Andrea Della Valle ha raccontato che l’intuizione nacque anche dall’osservazione della vita quotidiana a New York: donne vestite elegantemente che utilizzavano sneakers per spostarsi e poi cambiavano scarpe una volta arrivate in ufficio. La domanda era semplice e, proprio per questo, rivoluzionaria:
… perché cambiare scarpe se si può progettare una sneaker abbastanza elegante da accompagnare tutta la giornata?
Hogan nasce anche da questa intuizione.
1986: nasce Hogan Traditional
La prima grande tappa arriva nel 1986 con la Hogan Traditional. L’ispirazione arriva dal mondo del cricket, sport associato a un’eleganza britannica composta e raffinata. Il risultato è una calzatura che prende elementi dello sportswear e li trasforma in qualcosa di più sofisticato.
La Traditional diventa così la prima espressione della filosofia Hogan:
sportiva, ma non sportiva in senso stretto; elegante, ma senza rigidità.
È una differenza apparentemente sottile, ma fondamentale. La sneaker non viene più confinata alla palestra, al tempo libero o all’abbigliamento casual. Entra progressivamente nella vita quotidiana. È l’inizio di quella che oggi chiameremmo sneaker culture di lusso.
Gli anni Novanta: Hogan cambia passo
Negli anni Novanta il fenomeno sneaker cresce rapidamente. Hogan comprende che il concetto può essere sviluppato ulteriormente.
Nel 1995 arriva la linea Athletic, che accentua la componente sportiva. Ma la vera svolta arriva nel 1997. Con la Hogan Interactive, il marchio trova uno dei suoi modelli più riconoscibili.
La grande H laterale diventa progressivamente una firma visiva. Non è più necessario leggere il nome Hogan per riconoscere la scarpa. La silhouette, la suola importante, la combinazione di materiali e soprattutto la H laterale costruiscono un codice estetico immediatamente identificabile.
L’Interactive interpreta perfettamente la nascente cultura del casual luxury. È una sneaker pensata per essere indossata tutto il giorno, con jeans ma anche con pantaloni sartoriali, abiti più morbidi, gonne e look da città. La sua forza è proprio questa capacità di non appartenere completamente a un’unica categoria.
L’inizio del nuovo millennio rappresenta un’altra fase decisiva. Nel 2000 vengono inaugurati i primi Hogan Store a Milano e Caserta, seguiti da Firenze e successivamente da una progressiva espansione internazionale.
Il marchio arriva in città come:
- Hong Kong
- Londra
- Parigi
- Dubai
- Seul
- Taipei
- Beirut
La strategia è chiara: Hogan non vuole più essere soltanto una marca italiana di calzature, ma un vero brand internazionale di lifestyle. Anche il prodotto comincia ad ampliarsi. Alle scarpe si affiancano borse, accessori e successivamente abbigliamento e eyewear.
2004: arriva Hogan Olympia
Nel 2004 Hogan presenta Olympia. Se Traditional rappresentava la nascita del concetto e Interactive la consacrazione della sneaker urbana, Olympia porta il marchio verso un’estetica più leggera e contemporanea. La silhouette appare più dinamica, essenziale e sportiva.
Olympia interpreta bene lo spirito degli anni Duemila, quando la sneaker diventa sempre più protagonista della moda quotidiana. Anche qui Hogan non rinuncia alla propria formula:
comfort + design + materiali di qualità + riconoscibilità.
Hogan e il mondo della moda
A questo punto il marchio non si limita più a sviluppare autonomamente le proprie collezioni. Hogan comincia a coinvolgere importanti creativi e designer, utilizzando le collaborazioni come strumento per ampliare il proprio universo estetico.
Nel 2008 arriva la collaborazione con Thakoon Panichgul, designer statunitense di origine thailandese. La collaborazione rappresenta un passaggio importante perché Hogan entra più decisamente nel territorio del ready-to-wear.
Thakoon lavora sull’abbigliamento e contribuisce a dimostrare che Hogan può essere qualcosa di più di una marca di sneakers. Il progetto amplia il linguaggio del marchio verso un guardaroba completo, mantenendo però la centralità della calzatura.
2008: Hogan Rebel
Sempre nel 2008 nasce Hogan Rebel. Rebel rappresenta una nuova generazione Hogan: più giovane, più energica, più metropolitana. La linea introduce un atteggiamento maggiormente fashion e street, senza abbandonare il patrimonio del marchio.
Negli anni successivi Rebel diventerà uno degli elementi fondamentali dell’identità Hogan e contribuirà a collegare il brand alle generazioni più giovani.
Nel 2009 il processo di trasformazione continua. Arrivano la linea di borse Hippie Logo, la proposta femminile Attractive e gli occhiali Hogan Eyewear, sviluppati attraverso una collaborazione con Marcolin.
Il concetto di lifestyle diventa quindi sempre più concreto, Hogan non vende più soltanto una sneaker: propone un modo di vestire.
Karl Lagerfeld: l’incontro con una leggenda
Nel 2010 Hogan coinvolge Karl Lagerfeld. È una collaborazione particolarmente significativa perché mette in dialogo due universi differenti. Da una parte l’identità sportiva e urbana di Hogan e dall’altra la creatività sofisticata e internazionale di Lagerfeld. Il designer tedesco reinterpreta alcuni dei codici più riconoscibili del marchio, lavorando su sneaker, ballerine, borse e altri elementi del guardaroba.
La collaborazione prosegue per quattro stagioni e porta Hogan verso una dimensione ancora più fashion. Lagerfeld dimostra anche che una sneaker può diventare oggetto da collezione senza perdere completamente la propria funzione.
Katie Grand Loves Hogan
Nel 2013 è la volta di Katie Grand, stylist e direttrice creativa britannica conosciuta soprattutto per il magazine Love. Nasce il progetto Katie Grand Loves Hogan, articolato in capsule collection caratterizzate da un approccio più glamour, pop e contemporaneo. La collaborazione è interessante perché non cerca semplicemente di rendere Hogan più elegante. Fa qualcosa di diverso: prende l’identità Hogan e la osserva attraverso un linguaggio editoriale e fashion. È un modo per dimostrare che il DNA del marchio può essere reinterpretato senza essere cancellato.
Simon Holloway e la nuova dimensione del guardaroba
A partire dalla stagione Autunno/Inverno 2014-15, Hogan collabora con il designer britannico Simon Holloway, chiamato a lavorare sulle collezioni uomo e donna. Holloway porta nella maison la propria esperienza maturata in diversi importanti marchi internazionali. Il suo lavoro contribuisce all’evoluzione di Hogan verso un’identità più completa, nella quale footwear, abbigliamento e accessori possono dialogare tra loro. L’obiettivo è costruire un guardaroba Hogan.
Dal 2016 al 2026: Hogan Rebel e la nuova generazione
Negli ultimi dieci anni il marchio ha continuato a reinterpretare i propri codici. La filosofia rimane quella del casual luxury, ma le forme diventano progressivamente più contemporanee. Hogan lavora su volumi più importanti, suole più leggere, proporzioni oversize e nuove combinazioni materiche. Tra le principali evoluzioni troviamo:
Hogan Maxi I Active
- Una reinterpretazione più imponente dell’Interactive, con volumi maggiorati e un’attitudine decisamente contemporanea.
Hyperactive
- Un modello più audace e voluminoso, legato all’estetica chunky sneaker.
Hogan 3-R
- Un progetto caratterizzato da una suola tridimensionale e ultraleggera, sviluppato anche con attenzione all’utilizzo di materiali a minore impatto.
Hogan Hyperlight
- Una sneaker dalle linee più fluide e leggere, pensata per un pubblico contemporaneo.
Hogan H580
- Un’evoluzione dei codici storici Hogan attraverso nuove proporzioni e una costruzione più attuale.
Hogan H630
- Una silhouette che guarda al mondo del basket rétro, reinterpretandolo attraverso il linguaggio Hogan.
Hogan H-Stripes
- Una delle espressioni più recenti dell’estetica urban del marchio, con una forte attenzione al carattere grafico e genderless.
Hogan H-Bag
- Il progetto di pelletteria che trasporta nella borsa i codici estetici che hanno reso riconoscibile il brand nel footwear.
2026: quarant’anni di Hogan
Il 2026 rappresenta un anno particolarmente importante. Hogan celebra infatti i suoi 40 anni attraverso un racconto articolato in quattro decenni e quattro sneaker simbolo:
1986-1996 – Traditional
1996-2006 – Interactive
2006-2016 – Olympia
2016-2026 – Rebel
È quasi una piccola autobiografia fatta di scarpe.
- Traditional racconta l’innovazione.
- Interactive la trasformazione della sneaker in elemento del guardaroba urbano.
- Olympia l’evoluzione verso una nuova generazione.
- Rebel la libertà di reinterpretare il patrimonio storico.
Per celebrare questo anniversario Hogan ha inoltre sviluppato un progetto cinematografico composto da quattro cortometraggi, affidati a giovani registi e dedicati alle quattro sneaker simbolo.
Andrea Della Valle: Hogan oggi
Nel 2026 Hogan continua a essere legata alla famiglia Della Valle e al gruppo Tod’s. A guidare il brand come presidente è Andrea Della Valle, che ha avuto un ruolo significativo proprio nello sviluppo della filosofia della sneaker urbana. Il marchio è quindi ancora saldamente collegato alla famiglia che ne ha accompagnato la crescita fin dalle origini.
Nel frattempo Diego Della Valle ha costruito un gruppo internazionale del lusso nel quale convivono differenti marchi, ciascuno con una propria identità.
Hogan mantiene una posizione specifica: non vuole essere Tod’s, non vuole essere un marchio sportivo tradizionale e non vuole essere semplicemente una maison fashion.
Il suo territorio è quello del lusso informale contemporaneo.
Lo stile Hogan: quando il lusso mette le sneakers
Il linguaggio Hogan può essere riassunto attraverso alcune parole chiave: urbanità, comfort, dinamismo, qualità, Made in Italy, contemporaneità. Ma soprattutto attraverso una formula: Eleganza informale. Una Hogan può essere indossata con:
- jeans;
- pantaloni sartoriali;
- completo destrutturato;
- gonne midi;
- abiti casual;
- trench;
- cappotto;
- blazer;
- pantaloni ampi;
- denim;
- look athleisure.
Ed è proprio questa versatilità ad aver contribuito alla sua longevità. La sneaker Hogan non cerca necessariamente di scomparire sotto il pantalone. Al contrario, spesso vuole essere vista.
La suola, la H laterale, la silhouette e le combinazioni di materiali diventano parte integrante dell’outfit.
I codici estetici riconoscibili
La lettera H
- È il codice più immediato.
- La grande H laterale dell’Interactive è diventata uno dei simboli visivi più riconoscibili del marchio.
La suola importante
- Hogan ha spesso utilizzato suole strutturate e visivamente importanti.
- Questo elemento permette alla sneaker di avere una presenza quasi architettonica.
Il mix di materiali
- Pelle,
- suede,
- tessuti tecnici,
- mesh e
- inserti differenti vengono combinati per creare profondità.
Il volume
- Dalle prime silhouette più contenute si è progressivamente arrivati a forme più importanti, soprattutto nelle generazioni recenti.
La palette
- Il bianco e il nero rimangono fondamentali, ma Hogan utilizza anche beige, grigio, blu, marrone, verde, rosa e numerose tonalità stagionali.
Le sneaker iconiche di Hogan
Se dovessimo costruire una piccola “Hogan Hall of Fame“, non potrebbero mancare:
- Hogan Traditional – il punto di partenza.
- Hogan Interactive – la sneaker che ha trasformato la H in una firma.
- Hogan Olympia – la risposta agli anni Duemila.
- Hogan Rebel – il volto più giovane e contemporaneo.
- Hogan Maxi I Active – l’Interactive portato verso volumi più importanti.
- Hogan Hyperactive – la sneaker chunky e audace.
- Hogan 3-R – l’interpretazione tecnologica e leggera.
- Hogan Hyperlight – leggerezza e fluidità.
- Hogan H580 – rilettura contemporanea dei codici storici.
- Hogan H630 – contaminazione con l’estetica basket.
- Hogan H-Stripes – nuova espressione urban e genderless.
Hogan oltre la sneaker
Sebbene le scarpe rimangano il cuore del marchio, Hogan ha costruito nel tempo un’offerta più ampia. Il mondo Hogan comprende oggi:
- sneakers uomo;
- sneakers donna;
- calzature bambino;
- borse;
- piccola pelletteria;
- accessori;
- eyewear;
- capi di abbigliamento;
- capsule e progetti speciali.
La sneaker rimane però il centro gravitazionale dell’intera identità.
È difficile immaginare Hogan senza una scarpa ai piedi.
E forse è proprio questo il suo segreto: il brand ha costruito tutto il resto partendo da un prodotto che era già diventato una firma.
Il significato del logo: le ali
Tra gli elementi distintivi del marchio compare anche il simbolo delle ali. Il significato è particolarmente coerente con la storia Hogan.
Le ali evocano movimento, libertà, energia e desiderio di andare oltre. È quasi una dichiarazione di intenti: non semplicemente camminare, ma muoversi con stile.
E considerando che Hogan ha contribuito a trasformare la sneaker da semplice calzatura sportiva a elemento del guardaroba quotidiano, il simbolismo è decisamente azzeccato.
Made in Italy e qualità
Uno degli elementi fondamentali della storia Hogan è il rapporto con la tradizione calzaturiera italiana. Il brand appartiene infatti a quella particolare tradizione del Made in Italy che cerca di unire produzione industriale e competenza artigianale.
La ricerca sui materiali, le lavorazioni, le cuciture, la costruzione delle suole e l’attenzione alla vestibilità sono elementi essenziali del prodotto. Il risultato non è un lusso ostentato. È un lusso che, almeno nella filosofia del marchio, deve essere percepito soprattutto attraverso comfort, durata e qualità.
Hogan e il concetto di “lusso accessibile”
Uno degli aspetti più interessanti del brand è proprio la posizione intermedia che occupa. Hogan non appartiene al segmento dello sportswear tecnico tradizionale. Ma non si colloca neppure nell’area più estrema del lusso couture. Il suo territorio è quello che potremmo definire lusso quotidiano.
Una persona può acquistare una Hogan per utilizzarla tutti i giorni, abbinarla a un guardaroba già esistente e ottenere immediatamente un elemento riconoscibile. È una formula che ha anticipato una trasformazione enorme della moda contemporanea: la progressiva perdita del confine rigido tra formale e informale.
Hogan oggi: dal prodotto al lifestyle
Nel 2026 Hogan si presenta come un marchio internazionale con un patrimonio di quattro decenni. La sua evoluzione può essere letta come una lunga conversazione tra passato e futuro.
- Traditional guarda al cricket.
- Interactive guarda alla città.
- Olympia guarda allo sportswear.
- Rebel guarda alla generazione contemporanea.
Le nuove H-Stripes, Hyperlight, H630, H580 e gli altri modelli guardano invece a un futuro nel quale la sneaker continua a essere uno degli oggetti fondamentali della moda. E qui Hogan ha avuto un’intuizione particolarmente lungimirante. Non ha semplicemente seguito la moda delle sneakers: ha contribuito a creare il contesto culturale nel quale oggi una sneaker può essere indossata praticamente ovunque.
Quarant’anni dopo, la formula rimane sorprendentemente semplice:
una scarpa comoda, ben fatta, riconoscibile e abbastanza elegante da non dover essere cambiata quando cambia il resto della giornata.
E forse, in fondo, è questa la vera idea Hogan: l’eleganza non deve necessariamente rallentarci. Può accompagnarci mentre ci muoviamo.
Hogan in sintesi
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Fondazione | 1986, come progetto nato nell’ambito dell’attività calzaturiera della famiglia Della Valle |
| Paese d’origine | Italia |
| Sede | Sant’Elpidio a Mare, Marche, Italia, nell’ambito del gruppo Tod’s |
| Tipologia | Brand italiano di calzature, pelletteria, accessori e lifestyle |
| Stile | Casual luxury, urban, sportivo-elegante, contemporaneo, Made in Italy |
| Taglie disponibili | Uomo, donna e bambino; la disponibilità varia secondo modello, stagione e mercato |
| Distribuzione | Boutique Hogan, punti vendita selezionati, department store, multimarca ed e-commerce, con presenza internazionale |
| Collezioni celebri | Traditional, Athletic, Interactive, Olympia, Rebel, Maxi I Active, Hyperactive, 3-R, Hyperlight, H580, H630, H-Stripes |
| Collaborazioni ufficiali | Thakoon Panichgul, Karl Lagerfeld, Katie Grand, Simon Holloway; collaborazione eyewear con Marcolin |
In una frase: Hogan è il marchio italiano che ha contribuito a trasformare la sneaker da semplice calzatura sportiva in un elemento di lusso quotidiano, urbano e riconoscibile, facendo della comodità una componente dell’eleganza anziché il suo contrario.
aggiornato ad ottobre 2026
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: hogan.com, web
Immagine: AI