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Jole Veneziani, Jolanda Anna Maria Veneziani, è stata una stilista italiana.Jole_Veneziani_perfettamente_chic_.jpg

Nasce a Leporano vicino Taranto l’11 luglio 1901. Il vero nome è Jolanda, con affettuoso riferimento a Iolanda Margherita di Savoia nata nello stesso anno, ma lei ben presto lo abbrevia, si fa chiamare semplicemente Jole. Ancora ragazzina, a 8-9 anni, si trasferisce a Milano dove vive il fratello maggiore Carlo, per lei quasi come un padre; presto saranno raggiunti dagli altri familiari. Studia ragioneria, ma desidera intensamente fare l’attrice, sebbene Carlo tenti più volte di scoraggiarla. Vorrebbe seguire le orme della madre, appassionata di opera, ma alla morte precoce del padre avvocato abbandona i sogni artistici e si impiega in un’azienda francese di pellami e pellicceria  nei pressi di San Babila e scopre la sua vera passione. Esperienza che le farà scoprire una vera passione per abiti e pellicce. Si impratichisce presto del mestiere, diventando esperta conoscitrice delle materie prime, del prodotto e delle sue tecniche di lavorazione.

Jole apre il suo primo atelier di pellicceria nel 1938 in via Nirone, a Milano, da cui escono le pellicce che attraggono l’attenzione delle sartorie di Alta Moda per la loro leggerezza, la qualità e la competenza con cui sono lavorate.

Quando decido una cosa, la faccio subito. Per me non esiste la parola domani

Jole_Veneziani_perfettamente_chic_1.JPGLe innovazioni da Jole introdotte in quegli anni si rivelarono determinanti per i successivi orientamenti affermatisi nella lavorazione delle pellicce. Impiegando la pelliccia per capi di abbigliamento tradizionalmente realizzati in tessuto, come i tailleurs, con una varietà di soluzioni che nulla aveva da invidiare a quella consentita dai tessuti, ha trasformato la pelliccia da espressione di un lusso conservatore nella forma e nella funzione, in un materiale oggetto di sperimentazione e di innovazione.

Nel 1943 la produzione si sposta sull’Alta moda: i modelli da lei disegnati e realizzati per pelli di astrakan, cincillà, lontre e visone richiedono nel 1943 l’apertura di un altro atelier provvisto del reparto Haute couture. Abile sperimentatrice di tecniche di lavorazione innovative, seppe imprimere ai capi di pelliccia uno stile anticonvenzionale. L’anno successive trasferisce l’attività in via Montenapoleone al civico 8 dove rimarrà fino al ritiro, 1984, e che si convertì presto in un polo di aggregazione della mondanità milanese – ed estese la sua produzione artigianale alla sartoria, primo passo nella direzione di una progressiva diversificazione della produzione che giungerà a comprendere, oltre agli accessori e a un profumo, varie linee: la linea giovane Jole Veneziani, Veneziani Sport, Veneziani Arven, Veneziani Universal. Jole_Veneziani_perfettamente_chic.JPGNon si limita alla sola vendita, ma come una vera e propria stilista, dà consigli alle clienti-amiche su come indossare le pellicce, gli abiti, gli accessori. Fra loro negli anni ci sono state: Lucia Bosè, Maria Callas, Wally Toscanini, Josephine Baker, Marlene Dietrich, Elsa Martinelli, Anna Proclemer, Ljuba Rizzoli, Emanuela Castelbarco, Sandra Milo, Franca Rame, Ornella Vanoni.

Jole_Veneziani_perfettamente_chic_life.jpgJole comprende che anche negli anni più bui della guerra cresce fra la gente un desiderio di rinascita, un ritorno a celebrare le gioie della vita. Lavora intensamente e finita la guerra la sua fama travalica i confini nazionali: le vengono dedicate le copertine di Life, Harper’s Bazaar e Vogue. Ottiene premi e riconoscimenti.

Nel 1951 partecipa con la propria collezione alla prima sfilata d’Alta Moda Italiana organizzata dal conte Giorgini a Firenze. La stampa e il pubblico applaude ogni presentazione fiorentina di Jole, tanto che nel 1952 le viene conferito il Giglio d’oro della Moda, simbolo della città di Firenze, come riconoscimento a chi più contribuisce all’affermazione della Moda italiana nel mondo (per il maggior numero di vendite agli stranieri). Nello stesso anno lancia la linea Veneziani Sport (per la quale la rivista Life le dedica la copertina) che resterà in produzione fino al 1977.

Le sue creazioni si distinguono per estro, profondo senso del colore e sapiente regia. Sempre a Firenze nel 1952 partecipa, insieme ad altri stilisti quali Roberto Capucci, Vincenzo Ferdinandi, Germana Marucelli, la Sartoria Antonelli, l’atelier Carosa, GiovannelliSciarra, Polinober, la Sartoria Vanna, sedici ditte di sportswear e boutique, alla prima storica sfilata presso la Sala Bianca di Palazzo Pitti. Una giovanissima Oriana Fallaci, inviata dal settimanale Epoca, ne raccontò la cronaca.Jole_Veneziani_perfettamente_chic_2.jpg

Nel 1953, insieme ad altri grandi nomi dell’epoca (tra cui Emilio Schuberth, le sorelle Fontana, Vincenzo Ferdinandi, Simonetta, Alberto Fabiani, Giovannelli-Sciarra, Mingolini-Guggenheim e Eleonora Garnett), concorre a fondare il SIAMSindacato Italiano Alta Moda (diventato poi Camera Nazionale della Moda Italiana).

Fu tra le prime stiliste a sperimentare l’utilizzo delle fibre sintetiche, instaurando solidi rapporti con le industrie. Rapporti di collaborazione instaurati con l’industria si amplierà negli anni successivi all’industria tessile, con Lanifici Rivetti, agli accessori con gli ombrelli Rainbow e nel 1957, l’Alfa Romeo le chiede di svecchiare i colori delle carrozzerie e degli interni delle automobili; Jole progettò le vivaci policromie di carrozzerie e interni proponendo nuove tinte, più brillanti e femminili.Jole_Veneziani_perfettamente_chic_alfa_romeo.JPG

Nel 1957, insieme a Germana Marucelli e Eva Sabatini – le altre due voci più importanti dell’Alta Moda milanese del tempo – propone abiti che anticipano gli eventi del decennio successivo. Caratterizzati dalla foggia che prescindeva dalla forma naturale del corpo fino a mancare quasi completamente di progettualità, rappresentavano la versione milanese della linea Sacco presentata a Parigi da Christian Dior in quello stesso anno, che riduceva l’abito alla struttura minima del sacco.Jole_Veneziani_perfettamente_chic_linea_sacco.jpg

Con la crisi dell’alta moda italiana verificatasi a partire dagli anni Sessanta, Veneziani ha proseguito il suo lavoro di ricerca e sperimentazione su pelli e tessuti per dare forma a uno stile di femminilità meno stereotipato, destrutturando forme e sottoponendo a creativa revisione alcuni dei capisaldi dell’eleganza. Jole Veneziani tenta di dare il proprio contributo al rinnovamento dell’Alta Moda milanese, presentando abiti che propongono l’accostamento di elementi contrastanti, come l’abito da sera in tweed a trama grossa con strascico, del 1962. La conclusione del decennio segna l’inizio del suo declino, che coincide con l’apice raggiunto dai movimenti di contestazione che si raccolgono davanti alla Scala di Milano, in occasione della apertura della stagione teatrale, prendendo di mira proprio le sue pellicce.

Dal ’69 al ’75 ottiene grande successo per le collezioni di prêt-à-porter di pellicceria.

 Nel 1970 il Presidente Saragat insigna Jole Veneziani del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica mentre dal 1974 è Grande Ufficiale della Repubblica su nomina di  Giovanni Leone.

Nel ’73, dopo la morte del compagno, va ad abitare in via San Barnaba.

Nel 1980 ottiene la nomina tra “Le persone che hanno fatto grande Milano”e la città le dedica una mostra. Nel 1984 Jole sceglie di affidare la Maison all’imprenditore veneto Federico Bano la cui Fondazione ne cura tuttora l’archivio.

 Dal 1984 Jole va ad abitare in via Morgagni dove muore il 10 gennaio 1989.

Le sue opere sono conservate a Padova nell’Archivio Jole Veneziani presso la Fondazione Bano (alla quale aveva lasciato personalmente l’intero archivio agli inizi degli anni Ottanta); comprende 127 abiti e oltre 15 diverse tipologie di accessori, afferenti alla moda Haute Couture italiana fino agli anni ’70.

Nell’ottobre del 2013 le viene reso omaggio con una mostra retrospettiva a Villa Necchi Campiglio a Milano, dal titolo “Jole Veneziani – Alta moda e società a Milano“. La mostra itinerante, che dall’Italia farà conoscere l’archivio anche in Europa fino a giungere al Far East, presenta numerosi bozzetti, filmati e documenti scelti tra uno sterminato archivio di ben 15.000 pezzi, insieme ad un’accurata selezione dei capi d’epoca più rappresentativi.

Veneziani torna a far risplendere il lusso e la qualità del Made in Italy sul grande palcoscenico della moda internazionale. Il passo iniziale della rinascita del brand Veneziani si è concretizzato a settembre 2013, con l’inaugurazione dello showroom in via Montenapoleone a Milano. Nel 2016 l’apertura in Corso Venezia, sempre a Milano, pensata come sede commerciale e strategica per lo sviluppo della maison, è un luogo d’incontro con i principali clienti internazionali per la creazione di nuovi canali commerciali.Jole_Veneziani_perfettamente_chic_3.jpg
Confidenzialmente chiamato “Casa Veneziani”, lo spazio espositivo richiama nell’arredamento la storia dell’Atelier Veneziani e al suo interno si possono ammirare tutti i prodotti delle collezioni, capaci di interpretare gli stimoli, le richieste, le esigenze e le proposte raccolte tra i clienti e i visitatori, trasformandoli in elementi utili alla definizione delle strategie aziendali.

Federico Bano è l’amministratore delegato del brand Veneziani. Giovanissimo crea la Federico Bano che diviene, negli anni ’70, marchio di riferimento prima nazionale e poi mondiale del Made in Italy. Negli anni ’80 diviene membro della Camera Nazionale della Moda. Collaboratore più prossimo di Jole Veneziani, negli stessi anni ne acquisisce lo storico atelier in via Montenapoleone 8 a Milano, che diventa la sede principale delle sue attività del settore, rilevando l’eredità spirituale della couturier e il suo immenso archivio. Proprio dagli studi condotti sull’archivio Veneziani è maturata la consapevolezza dell’importanza e della forza dell’Alta Moda italiana nel mondo e dello straordinario lavoro svolto da Jole Veneziani.Jole_Veneziani_perfettamente_chic_Federico_e_Andrea_ Bano.jpg
Da tutto questo è nato il desiderio, con l’aiuto del figlio Andrea nel ruolo di project manager, di dare continuità alla maison con la formazione, tra il 2011 e il 2012, di un team con l’obiettivo di recuperare la vision del brand Veneziani e pianificare un suo rilancio internazionale, col fine di valorizzare il Made in Italy con prodotti di grande artigianalità.

È un grande orgoglio – afferma Federico Bano – rilanciare un marchio storico della moda italiana come quello di Veneziani. Aver avuto l’onore di lavorare con Jole Veneziani, uno dei fondatori dell’Alta Moda italiana e aver studiato a fondo il suo enorme archivio, ci ha convinto che fosse doveroso recuperare uno stile che ha saputo portare ai massimi vertici il Made in Italy nel mondo, distinguendosi per la grande attenzione alla qualità dei materiali usati

l progetto di rilancio del marchio si focalizza su pelletteria e accessori e la prima collezione autunno/inverno 2014-2015 comprende 44 borse, 15 articoli di piccola pelletteria, 2 profumi e 5 modelli di occhiali stravaganti ispirati a quelli amati dalla stilista.Jole_Veneziani_perfettamente_chic_eau_de_parfum.JPG

La collezione di borse, concepite come delle limited edition, è una somma di elementi unici, grazie all’utilizzo di materiali di alta qualità, alla cura del particolare, alla maestria artigianale.

Mi ricordo – continua Federico Bano – una sua frase: “Vorrei che in un prossimo futuro il mio brand fosse ripreso e rilanciato. Questo è l’unico modo per sentirmi sicura di non scomparire mai da questo mondo di moda che ho sempre amato”. Spero che la rinascita del marchio che lei ha creato possa aver portato a compimento il suo desiderio
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aggiornato al 9 gennaio 2020
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: moda.san.beniculturali.it, veneziani.com, wikipedia.org, web