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Alberto Fabiani, proveniente da una famiglia di sarti originaria di Tivoli, inizia la sua carriera come apprendista in una casa di moda parigina. Giovanissimo neanche diciottenne i genitori lo mandarono a Parigi a studiare taglio. 

Rientrato in Italia, rileva l’attività sartoriale già avviata dai genitori, sotto la propria etichetta. Nel febbraio 1951 partecipa alla storica sfilata nella villa fiorentina di Giovanni Battista Giorgini

Le nuove generazioni conoscono a stento il suo nome, ma Fabiani negli anni Cinquanta e Sessanta è stato grandissimo. Alberto_Fabiani_perfettamente_chic_2.jpgAlberto era definito “lo scultore del taglio“: possedere un tailleur, o un mantello, o addirittura un cappotto, firmato Alberto Fabiani, era un’ ambitissima conquista sociale, uno status-symbol fra i più invidiati.Alberto_Fabiani_perfettamente_chic_etichetta.jpg La sua era una linea elegante e insieme creativa; per il rigore sperimentale del taglio alcuni suoi abiti possono rivaleggiare con quelli di Balenciaga e di Dior. Ad affollare con danaroso entusiasmo il suo atelier sono state le massime dame dell’ aristocrazia romana: duchesse, contesse, principesse, baronesse, ma anche attrici di Hollywood, mogli di noti diplomatici e grandi signore dell’ altissima borghesia. Era il sarto (la parola stilista in quegli anni non esisteva) preferito da Irene Brin, giornalista di costume e scrittrice, viaggiatrice, mercante d’arte e donna di grande cultura, intelligenza e stile, che in questione di chic non transigeva. Mondanissimo di notte e schivo, riservato, severo di giorno, non amava la pubblicità e la promotion. Invece amava molto le donne; era galante, un signore d’ altri tempi.Alberto_Fabiani_perfettamente_chic

Nel 1952 sposa Simonetta Colonna di Cesarò, conosciuta nel 1949 e aprono un atelier prima in via Frattina e poi in via dei Condotti.

Fabiani sposò, nel 1952, in seconde nozze donna Simonetta Colonna duchessa di Cesarò, conosciuta nel 1949, che, come la principessa Giovanna Caracciolo (che si firmava Carosa) e la principessa Lola Giovannelli, si dilettava a creare abiti d’ alta moda, con la griffe Simonetta.

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I neo-coniugi unirono i propri sforzi e fusero le rispettive sartorie, con prevedibile successo sia nell’atelier di via Frattina che, più tardi, in quello ancora più lussuoso di via Condotti. Ma Fabiani era un cultore dell’understatement e quando, nel ‘ 60, festeggiò il cinquantenario della sartoria paterna, diede vita a una pubblicazione che volle intitolare Stracci.

Nel 1953 concorre a fondare insieme ad altri grandi nomi dell’epoca (tra cui le Sorelle Fontana, Vincenzo Ferdinandi, Emilio Schuberth, Jole Veneziani, Giovannelli-Sciarra, Mingolini-Guggenheim, Eleonora Garnett e Simonetta) il SIAMSindacato Italiano Alta Moda (diventato poi Camera Nazionale della Moda Italiana).Alberto_Fabiani_perfettamente_chic_1.jpg

Nel ’62, un anno dopo l’ amico Capucci, Fabiani e sua moglie Simonetta, proprio all’apice del successo e con enorme clamore, si trasferiscono a Parigi, e aprono la loro sartoria in Rue Francois premier, nel cuore dell’ alta moda e per la prima volta sfilano insieme. I sarti italiani assaltano in forze la haute couture francese. L’inaugurazione avviene il 27 luglio 1962, a Parigi, con la collezione congiunta “Dauphin“. Nonostante la stroncatura da parte della stampa francese, la collezione ha successo dal punto di vista commerciale e la casa di mode viene accettata presso la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. Nel 1963 viene chiuso l’atelier di via Gregoriana, ma l’anno successivo vede l’apparire delle ultime collezioni firmate dalla coppia Simonetta-Fabiani: Fabiani torna infatti in Italia e Simonetta trova una nuova collaboratrice in Françoise Letessier, precedentemente impiegata di Dior negli anni del New Look. Simonetta_Colonna_di_Cesarò_perfettamente_chic_Alberto_FabianiFabiani resta in Francia fino al ’68, anno in cui torna a Roma e continua a produrre nuove collezioni senza però mai rinnovare i fasti e le glorie creative di un tempo, continuando tuttavia ad eccellere nei tailleur e nei cappotti, nel pesanteeccellendo nella lavorazione del double face.Alberto_Fabiani_perfettamente_chic_3.jpg

Fabiani, uomo di grande signorilità modesto e generoso, si è sposato tre volte e ha avuto due figli. La più grande, Titti, avuta da Maritì Rodriguez (figlia di un diplomatico cileno) e il maschio, avuto da Simonetta ColonnaBardo, fotografo di moda. È stato legato a lungo anche all’attrice Giovanna Ralli.

Si spegne nella sua casa di Cetona (SI) all’età di 76 anni, in seguito a una breve malattia. Nel fondo Simonetta conservato presso la Galleria del costume di Palazzo Pitti sono presenti alcuni disegni di Fabiani e rassegne stampa delle collezioni Simonetta-Fabiani.

 

Aggiornato al 2 gennaio 2020
Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web