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Care anime perfettamente chic, oggi è una di quelle giornate che meriterebbero un premio per la contraddizione più assoluta. Dopo aver steso la tovaglia nel parco per l’International Picnic Day, gustato sushi fusion per l’International Sushi Day e celebrato la cucina sostenibile nella Giornata della Gastronomia Sostenibile, arriva… l’International Panic Day.
Sì, proprio così: la
Giornata Internazionale del Panico
celebrata ogni anno il 18 giugno.
E prima che vi venga un attacco d’ansia per la mole di ricorrenze, rilassatevi: c’è un senso in tutto questo.
😱 Che cos’è l’International Panic Day
È una giornata ironica ma profondamente significativa, nata per sensibilizzare sul tema della salute mentale, in particolare lo stress, l’ansia e gli attacchi di panico, che sempre più spesso fanno parte della vita quotidiana moderna.
L’idea? Se abbiamo un giorno per celebrare tutto — dalla pasta al gatto, dai picnic ai calzini spaiati — perché non dedicare una giornata anche al “panico”? Ma con intelligenza, consapevolezza e un pizzico di leggerezza.
📅 Quando si celebra e perché proprio il 18 giugno?
Il 18 giugno è stato scelto proprio per il suo contrasto simbolico: nello stesso giorno si celebrano cibo, relax, condivisione e natura… eppure, per molti, anche il momento più felice può essere attraversato da pensieri ansiosi, attese stressanti, panico improvviso.
Non si conosce con certezza chi abbia ideato questa giornata (alcune fonti online la fanno risalire ai primi anni 2000, forse lanciata da community americane legate alla salute mentale), ma il messaggio è chiaro: parlare dell’ansia non è mai fuori luogo, anzi. È fondamentale. Anche con ironia.
Il Panic Day si celebra principalmente online, sui social, nei forum di supporto psicologico e benessere mentale. In alcuni Paesi — come USA, Canada e Regno Unito — vengono organizzati anche piccoli eventi, seminari, workshop, e flash mob con cartelli ironici tipo:
“Oggi è Panic Day: non dimenticare di dimenticare tutto!”
“Keep calm… no, anzi PANIC!”
“Respira. Respira. Respira. (Ripeti all’infinito).”
In 💚🤍❤️Italia, la giornata è ancora poco conosciuta, ma sui social inizia a farsi notare con contenuti a tema “ansia da lunedì”, “panico da esami”, “paure quotidiane” — raccontate con empatia e ironia.
🧠 Un messaggio importante: l’ansia non va banalizzata
Sotto la sua superficie leggera, l’International Panic Day ha un messaggio profondo:
normalizzare le emozioni negative — come panico, angoscia, paura — e invitare tutti a non vergognarsi di parlarne.
In un mondo dove ci si aspetta di essere sempre produttivi, sorridenti e organizzati, il Panic Day è una piccola ribellione. È l’amica che ti dice: “Va tutto bene, anche se oggi ti senti un disastro”.
E chi non si è sentito così, almeno una volta?
🎯 Tema 2025: “Panico con consapevolezza”
Il tema scelto per il Panic Day 2025 è “Panic With Purpose”: ovvero dare un nome e uno scopo all’ansia, imparare ad ascoltarla e usarla come segnale.
Durante la giornata, tanti terapeuti, content creator e psicologi (anche italiani) condividono contenuti con strategie di gestione dello stress, esercizi di respirazione, storie vere e anche meme terapeutici (che fanno più bene di una camomilla).
☕ Come si celebra un Panic Day perfettamente chic?
- Con una tazza di tè rilassante e zero sensi di colpa.
- Con una playlist dal titolo “Panico ma con grazia” (consigliata: un mix tra Enya e i Queen).
- Con una to do list che recita solo: “Respira. Bevi acqua. Sii gentile con te stessa.”
- Con una chiamata a quell’amica che capisce tutto, anche quando non dici niente.
- E magari, con una seduta di yoga sul tappeto o 10 minuti di mindfulness sotto le coperte.
Perché essere chic non vuol dire essere perfette: vuol dire esserci, anche nei giorni no.
🌎 Curiosità ansiose (e divertenti) dal mondo:
- In Giappone, i cosiddetti “cuddle cafés” offrono abbracci terapeutici per combattere lo stress sociale — no, non si mangia sushi, ma si riceve coccole su prenotazione.
- In Olanda, esiste il “scream club”: un gruppo di persone che si incontra nei boschi… per urlare insieme. Catartico e liberatorio.
- In Canada, alcuni uffici hanno la “panic room”: ma non quella dei film! Una stanza con luci soffuse, tè, silenzio e coperte pesanti.
- A Londra, un artista ha creato una “installazione di panico”: un labirinto pieno di post-it con pensieri ossessivi da cui si può uscire solo… lasciando andare tutto.
🎀 Conclusione perfettamente chic (ma autentica)
L’International Panic Day non vuole farci impazzire… vuole farci sentire umani.
Vuole ricordarci che la fragilità non è debolezza, che il panico non è vergogna e che — anche se oggi sei un po’ in crisi — puoi sempre ritrovare te stessa. Magari con un cestino da picnic e un abbraccio mentale.
Quindi, concediti un respiro profondo. Una pausa vera. Un sorriso (anche incerto).
E se tutto va storto… panica pure, ma fallo con grazia.
Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI