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Alziamo i calici (e le trombe!) per questi adorabili giganti che, tra una passeggiata e l’altra, ci insegnano la memoria, la pazienza… e come stare saldi (almeno tre piedi a terra!).
Si celebra ogni 12 agosto. Si tratta di una data annuale adottata a livello globale per elevare (letteralmente) la voce degli elefanti e richiamare l’attenzione sulle loro sfide attuali.
Perché il 12 agosto?
Perché nel 2012, esattamente il 12 agosto, è stata lanciata la prima Giornata Mondiale dell’Elefante, nata grazie all’intuizione di Patricia Sims (regista canadese) insieme all’Elephant Reintroduction Foundation thailandese, su iniziativa della Regina Madre Sirikit. In pratica, è un compleanno collettivo con causa!
E da allora? Boom: l’evento ha conquistato la scena mondiale, con oltre 100 organizzazioni ambientaliste che hanno abbracciato la causa dei giganti dalla proboscide. Si sfrutta l’enorme affetto che il pubblico nutre per questi pachidermi “gentili e intelligentoni”, per sensibilizzare su problemi come bracconaggio, perdita di habitat, conflitto con l’uomo e condizioni di cattività poco “etiche”.
Curiosità a tromba spiegata
- William Shatner, sì, proprio il capitano Kirk, ha dato voce (letteralmente narrando) al docu Return to the Forest contribuendo al lancio della giornata Days Of The Year. Quindi, se un elefante potesse parlare, probabilmente avrebbe la voce di un vulcaniano dell’Enterprise.
- Memoria d’elefante? Non è solo mito: hanno un lobo temporale enorme per ricordare dove trovare acqua, cibo… e amici. La loro memoria è addirittura più affidabile della nostra lista della spesa.
- Un elefante pesa quasi sei tonnellate ma non può saltare: serve sempre tre piedi a terra. Altro che ginnastica artistica, qui si fa equilibrio stile pachidermi!
- Esistono tre specie: africano savana, africano foresta (criticamente in pericolo) e asiatico. Piccoli dettagli anatomici da sapere per un quiz da safari (o da blog).
- In Thailandia c’è anche una data nazionale che festeggia gli elefanti: il 13 marzo è il National Elephant Day, istituito nel 1998, in ricordo della nomina dell’elefante bianco come animale nazionale nel 1963.
Che sia in una riserva africana, in un santuario asiatico o semplicemente scrollando foto sul divano, oggi è l’occasione perfetta per fermarsi e rendere omaggio ai giganti più gentili della natura. Perché proteggere un elefante significa proteggere un pezzo di poesia del nostro pianeta.
Un mondo senza elefanti sarebbe come un cielo senza nuvole: immenso, sì, ma infinitamente più vuoto.
Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI