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European Day of Languages

ovvero la Giornata Europea delle Lingue, un appuntamento annuale che celebra la ricchezza linguistica e culturale del nostro continente.

La festa cade ogni anno il 26 settembre, scelta non a caso dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea nel lontano 2001, anno dichiarato Anno Europeo delle Lingue. Visto il successo strepitoso di quell’esperimento (immaginate festival, scuole, eventi e perfino cartelloni stradali in più lingue), si decise che non poteva rimanere un “one shot”: bisognava trasformarla in una tradizione annuale. Ed eccoci qui, a distanza di oltre vent’anni, a festeggiare ancora!


La Giornata è europea di nome e di fatto, ma ormai si è allargata a macchia d’olio: si celebra in tutti i 46 Paesi membri del Consiglio d’Europa… e spesso anche oltre, perché diciamocelo, chi non ama un po’ di divertimento linguistico? Dalle scuole elementari di Parigi ai festival universitari in Germania, fino agli eventi nelle biblioteche italiane o alle iniziative online della Commissione Europea: c’è sempre qualcosa di speciale per il 26 settembre.


Ma che cos’è di preciso?

La giornata vuole ricordarci che:

  • in Europa esistono oltre 200 lingue (tra ufficiali, regionali e minoritarie);
  • il multilinguismo è un tesoro che va custodito, perché ogni lingua porta con sé storia, tradizioni e un modo unico di guardare il mondo;
  • imparare una lingua non è mai tempo perso, anzi, è un biglietto per entrare in un’altra cultura (e ordinare il caffè senza imbarazzi in almeno cinque modi diversi!).

Curiosità linguistiche da servire con la brioche

  • In Finlandia, per imparare i casi grammaticali, gli studenti hanno inventato canzoni rap: se pensate che il latino fosse difficile, provate con il finlandese…
  • In Galles c’è un villaggio dal nome quasi impronunciabile: Llanfair­pwllgwyngyll­gogery­chwyrn­drobwll­llan­tysilio­gogo­goch. Provate a dirlo a voce alta prima del primo caffè.. e anche dopo il secondo caffè …
  • In Spagna, per celebrare la giornata, alcune scuole fanno gare di scioglilingua internazionali: immaginate un bambino che passa da “Sally sells seashells” a “Trentatré trentini entrarono a Trento”… un piccolo eroe!
  • In Italia non mancano i giochi: laboratori di traduzione di proverbi, cacce al tesoro linguistiche e maratone di film in lingua originale.

Un po’ di ironia per concludere

La Giornata Europea delle Lingue è anche un ottimo promemoria per chi continua a rimandare quel corso di inglese o francese iniziato nel 2010 (“Tanto me la cavo con Google Translate!”). Peccato che l’app non sempre colga le sfumature: provate a ordinare “pollo alla cacciatora” e vedrete cosa può succedere.

Dunque, il 26 settembre alziamo il nostro cappuccino e brindiamo alla diversità linguistica che rende l’Europa un mosaico di suoni, parole e sorrisi. Perché, come recita un proverbio portoghese:

“Quem não arrisca, não petisca”… chi non rischia, non rosicchia!

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI