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Il look androgino elegante è uno stile che mescola armoniosamente elementi maschili e femminili, puntando su linee pulite, tagli sartoriali e una sensualità sottile e sofisticata. Non si tratta di nascondere il genere, ma di giocare con la sua ambiguità, esaltando la figura attraverso capi come il tailleur pantalone, lo smoking femminile, le camicie oversize e i blazer strutturati.

Il termine androgino deriva dal greco andrós (uomo) e gyné (donna) e significa letteralmente

che unisce in sé caratteristiche maschili e femminili

In senso più ampio:

  • Fisicamente, si riferisce a una persona il cui aspetto non è immediatamente identificabile come maschile o femminile: lineamenti delicati, corpo armonioso, look neutro.
  • Esteticamente o stilisticamente, indica uno stile che mescola elementi di entrambi i generi, ad esempio un completo sartoriale femminile tagliato come quello maschile, oppure un uomo con tratti delicati e abbigliamento elegante e fluido.
  • Culturalmente, l’androginia è diventata simbolo di libertà espressiva, superamento degli stereotipi di genere e ricerca di equilibrio tra forza e grazia.

È un concetto che ha attraversato la storia dell’arte, della moda e della musica — da Leonardo da Vinci a David Bowie, da Grace Jones a Tilda Swinton — e continua oggi a rappresentare una forma di bellezza universale e senza tempo.


Quando è nato?

Piccolo viaggio nella storia dell’androginia nella moda, decennio per decennio — un’evoluzione affascinante che racconta come l’eleganza possa superare ogni confine di genere 👇

Lo stile androgino ha radici profonde nella storia della moda:

🖤 Anni ’20: la nascita dell’androgino moderno

Dopo la Prima Guerra Mondiale, le donne iniziano a liberarsi dai corsetti e dagli abiti rigidi.
Coco Chanel guida la rivoluzione: giacche maschili, pantaloni ampi, camicie da uomo e tagli di capelli corti diventano simbolo di libertà.
È l’inizio della bellezza garçonne — elegante, audace, e irresistibilmente androgina.


🕴️ Anni ’60-’70: la ribellione glam

Negli anni ’60, la moda unisex esplode: Mary Quant e Pierre Cardin propongono linee geometriche, mentre la modella Twiggy e David Bowie incarnano un nuovo ideale di bellezza ambigua.
Negli anni ’70, Yves Saint Laurent consacra l’androginia con il celebre “Le Smoking”: il completo maschile che diventa arma di seduzione per la donna sofisticata.
È il momento in cui l’androginia smette di essere solo un’estetica e diventa un atteggiamento.


💼 Anni ’80: potere e silhouette

L’androginia assume una forma più corporate: le donne entrano negli uffici con spalle imbottite, completi da uomo e cravatte.
È l’epoca del power dressing, reso iconico da Giorgio Armani e da donne come Annie Lennox, che trasformano l’abbigliamento maschile in un simbolo di forza e indipendenza.


🕶️ Anni ’90: minimalismo e fluidità

Le linee si fanno pulite, essenziali, quasi neutre.
Calvin Klein, Helmut Lang e Jil Sander portano l’androginia nel minimalismo: abiti lineari, colori neutri, volumi morbidi che non marcano il genere.
È la decade del “less is more” e del neutro raffinato.


🌈 Anni 2000–2020: genderless e libertà

La moda diventa sempre più inclusiva.
Nascono le prime collezioni genderless, e i designer come Stella McCartney, Hedi Slimane, Gucci (Alessandro Michele) e The Row abbracciano l’ambiguità con naturalezza.
Sparisce il confine uomo/donna: rimane solo lo stile personale.


Oggi …

L’androginia è una forma di eleganza consapevole.
Non è più una provocazione, ma una scelta estetica e culturale: capi fluidi, tagli sartoriali, tessuti che accarezzano il corpo senza definirlo.
Marchi come Saint Laurent, Lapidus, Maison Margiela, The Row, e persino brand emergenti italiani, reinterpretano ogni stagione l’equilibrio perfetto tra maschile e femminile.


Caratteristiche principali

  • Linee pulite e minimaliste: tagli dritti, silhouette strutturate ma non rigide.
  • Tessuti di qualità: lana, seta, lino, cotone croccante, raso opaco, tweed leggero.
  • Colori neutri: bianco, nero, grigio, beige, navy, talvolta con tocchi di bordeaux o verde bosco.
  • Equilibrio tra forza e delicatezza: una camicia maschile con un pantalone palazzo, o un completo sartoriale portato con mocassini lucidi e trucco nude.

Capi chiave

  • Blazer oversize o smoking con taglio maschile ma vita leggermente accennata.
  • Camicia bianca in cotone o seta, portata sbottonata sul collo.
  • Pantaloni sartoriali a vita alta o a sigaretta, anche in versione cropped.
  • Gilet o panciotto, perfetto per dare un tocco retrò e chic.
  • Scarpe stringate, mocassini o stivaletti minimal, spesso in pelle lucida.
  • Accessori essenziali: orologi classici, cinture sottili, orecchini geometrici piccoli.

Make-up e capelli

  • Trucco naturale con incarnato uniforme, labbra nude o rosso scuro opaco.
  • Capelli lisci con riga centrale, oppure raccolti in un basso chignon.
  • Look corto o pixie cut: perfetto per esaltare il viso e lo stile androgino.

Ispirazioni iconiche

  • Yves Saint Laurent e il suo leggendario “Le Smoking” per la donna.
  • Tilda Swinton, musa androgina per eccellenza.
  • David Bowie, simbolo del gender-fluid elegante.
  • Annie Lennox e il suo look anni ’80 tra femminilità e potere.

Consiglio di stile Perfettamente Chic

Indossa un blazer maschile su una camicia di seta aperta, pantaloni morbidi a vita alta e un paio di mocassini lucidi.
Completa il look con rossetto color mattone e profumo legnoso: il mix perfetto tra mistero e raffinatezza.

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI