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Se c’è una cosa che rende più dolce il risveglio — oltre al profumo del caffè che invade la cucina — è sicuramente l’idea di una giornata tutta dedicata a una colazione golosa, morbida, dorata e un po’ peccaminosa. Sì, stiamo parlando proprio del French Toast Day, la festa internazionale che celebra quel magico incontro tra pane, uova, latte e fantasia, trasformato in un capolavoro da padella che conquista adulti, bambini e buongustai di ogni continente.

Il 28 novembre il mondo si sveglia con un solo obiettivo: concedersi un momento di pura coccola mattutina, con un piatto che profuma di casa, viaggi, antiche ricette romane e brunch americani. Una ricorrenza nata per gioco, cresciuta per gola e diventata una tradizione amatissima dagli appassionati di colazioni col sorriso — proprio come noi di Perfettamente Chic.

Prepara la tazza, scalda la padella e mettiti comoda: oggi ci tuffiamo nella storia, nelle curiosità più gustose e nelle stranezze più divertenti di questa giornata che, a ben vedere, non celebra solo un piatto… ma un modo intero di iniziare la giornata. ✨

French Toast Day — o, come potremmo tradurlo in italiano, la

“Giornata del French Toast” (o del “Toast alla Francese”)


🥞 Che cos’è il French Toast?

Il “French toast” è quel comfort food da colazione o brunch che conquista per il suo mix irresistibile: fette di pane — spesso pane un po’ “stanco” — inzuppate in una pastella di uova e latte, poi passate in padella fino a diventare dorate e croccanti fuori, morbide e cremose dentro. Spesso lo si gusta con sciroppo d’acero, zucchero a velo, frutta, creme o marmellate, a seconda del gusto. 
Sì, il nome “Toast alla Francese” è un po’ ingannevole: non è un’invenzione francese, né tantomeno un semplice “toast” come quelli croccanti da sandwich.


📅 Quando si celebra e perché proprio quel giorno

La Giornata del French Toast ricorre ogni anno il 28 novembre.

Per quanto riguarda la scelta di questa data, non esiste una spiegazione “ufficiale” universalmente riconosciuta: il giorno sembra essere nato in ambito anglo-americano per dare una scusa in più a tutti gli amanti di colazioni morbide, zuccherose e – diciamolo – un po’ confortanti.
Insomma, una tradizione gastronomica pacifica: niente riti, niente storia ufficiale, solo il diritto — anzi, il dovere — di iniziare la mattina con qualcosa di buono.


📚 Origini antiche — un viaggio nel tempo (e nel gusto)

Il concetto su cui si basa il French toast è antico quasi quanto il pane: si ritrovano ricette che lo ricordano già nell’antica Roma, in un libro di cucina chiamato Apicius, datato intorno al IV–V secolo dopo Cristo: allora la ricetta si chiamava “aliter dulcia” — “un altro dolce” — e prevedeva il pane inzuppato in latte (e talvolta altri ingredienti), poi cotto.

Nel Medioevo e nei secoli successivi, in Europa, piatti simili comparvero con nomi diversi: in Germania si chiamava Arme Ritter (“poveri cavalieri”), in Francia e in Inghilterra divenne noto come Pain perdu (pane perduto), perché si utilizzava pane raffermo che altrimenti sarebbe finito sprecato.

Negli Stati Uniti, con l’immigrazione e la diffusione di cucine miste, la ricetta divenne popolare come comfort-food e colazione americana per eccellenza. La prima comparsa in stampa del termine “French toast” risale al 1871, nella famosa Encyclopedia of American Food and Drink.


🎉 Dove e come si festeggia — un giro del mondo a colazione

La Giornata del French Toast è soprattutto celebrata nei paesi anglosassoni — Stati Uniti in primis — ma ha ormai valicato oceani e continenti grazie all’amore universale per la colazione golosa.

Come si “festeggia”? Oh, in tanti modi! Ecco qualche esempio:

  • Preparando a casa la propria versione preferita, con pane raffermo, pan brioche, pancarré, magari aggiungendo frutta fresca, sciroppo, cannella, miele… via libera alla creatività.
  • Organizzando un brunch con amici o famiglia — il 28 novembre non è santo, ma è una perfetta scusa per tirare fuori padelle e profumo di burro.
  • Per i più pigri: andare al bar o caffetteria che propone French toast come specialità, e concedersi una coccola mattutina.
  • E perché no: sperimentare varianti dolci e salate: in alcune tradizioni (moderne) si mescolano ingredienti salati per creare una “colazione pranzo” piena di carattere.

Anche in Italia — grazie all’interesse per le cucine internazionali e alla moda dei brunch — il French toast si fa strada, magari adottando nomi più “casalinghi” o adattando ricette secondo gusto locale.


😂 Curiosità e leggenda — tra “pane perduto”, errori grammaticali e fantasia culinaria

  • Il termine “French toast” potrebbe essere un po’ un inganno linguistico: in realtà non ha molto a che fare con la Francia. Alcune teorie sostengono che “French” derivi dal verbo antico che significava “tagliare” o “affettare”, quindi si riferirebbe al modo di tagliare il pane.
  • Un’altra versione “leggendaria” (ma non comprovata) dice che nel 1724 un locandiere di nome Joseph French mise nel suo menù un piatto chiamato “French’s toast” — cioè “toast di French”, come un possesso — e per un errore d’apostrofo trasformò “French’s” in “French”, dando involontariamente vita al nome che conosciamo.
  • In alcune culture questo piatto è addirittura diventato un modo creativo di riciclare il pane raffermo: quel “pane perduto” che invece di essere buttato diventa protagonista di una colazione speciale. Un po’ come trasformare un errore o un “resto” in qualcosa di buono e amato.
  • E per i fan della sperimentazione: ci sono versioni dolci, salate; varianti con frutta, creme, spezie — o addirittura con ingredienti “importati” da cucine di altri paesi. Insomma: ad ogni palato la sua follia!

☕ Perché celebrare la Giornata del French Toast? (E perché tu dovresti!)

Perché tutti — ma proprio tutti — meritano una colazione speciale ogni tanto.
La Giornata del French Toast è un invito lieve ma irresistibile a rallentare, uscire dalla routine del caffè al volo e concedersi un momento di dolcezza. È un piccolo gesto di amore quotidiano: per te, per chi hai vicino, per il giorno che comincia.

Inoltre: è un modo per celebrare la storia (che viene da antiche cucine romane e medievali), la creatività in cucina, e la semplicità che diventa magia.

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI