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Milano accende le luci, la storia e… qualche leggenda urbana
A Milano, il 7 dicembre non è un giorno qualunque: è la giornata.
È la Festa di Sant’Ambrogio, patrono della città, una ricorrenza che trasforma Milano da capitale della frenesia a regina delle tradizioni, tra celebrazioni antiche, prime teatrali scintillanti e mercatini profumati di vin brulè.
Ma che cos’è davvero questa giornata? Chi l’ha istituita? E da quando la si festeggia? E soprattutto: cosa c’entra un’oca? Sì, un’oca.
Preparatevi perché oggi vi porto in un viaggio tra storia, curiosità e chicche davvero… ambrosiane.
Chi era Sant’Ambrogio, al secolo Aurelius Ambrosius?
La festa celebra Sant’Ambrogio, vescovo di Milano dal 374, uno dei personaggi più influenti del cristianesimo antico.
Era un politico romano, amatissimo dal popolo per la sua capacità di parlare chiaro. Talmente chiaro che quando nel 374 si dovette scegliere il nuovo vescovo, la folla non ebbe dubbi: “Ambrogio! Ambrogio!”. E pensare che lui non era nemmeno battezzato… un dettaglio.
Uomo di cultura, diplomatico straordinario, amico di santi e imperatori, è considerato uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa e il protagonista di mille aneddoti storici (e alcuni probabilmente inventati ma romantici abbastanza da sopravvivere).
Chi ha deciso la giornata e quando si è festeggiata la prima volta?
La giornata nasce nel IV secolo, subito dopo la sua morte, avvenuta il 4 aprile 397. La data del 7 dicembre non ricorda la sua nascita né la sua morte, ma la sua consacrazione a vescovo, avvenuta proprio il 7 dicembre 374.
L’istituzione della festa come ricorrenza ufficiale è legata alla Chiesa milanese, che sin dal Medioevo ha inserito Sant’Ambrogio nel calendario religioso locale, rendendolo patrono e protettore della città.
Da allora, secoli di tradizioni si sono intrecciati fino a formare la giornata “alla milanese” che conosciamo oggi: religiosa, culturale… e irresistibilmente mondana.
La magia del 7 dicembre a Milano: tra fede, tradizione e tanto fascino
1. La Prima della Scala – Il red carpet dell’inverno
Dal 1951, il 7 dicembre è sinonimo di una delle serate più glamour del calendario culturale europeo: la Prima del Teatro alla Scala.
Abiti lunghi, orchestra impeccabile, critici severissimi, cappotti che costano quanto una city car e, ovviamente, l’immancabile “Buonasera… come mai lei è qui?” delle interviste all’ingresso.
2. La Fiera degli “Oh Bej! Oh Bej!” – Il mercatino più antico e chic della città
Secondo la tradizione, la fiera nacque nel 1510 per accogliere Giannetto Castiglione, inviato papale, che per farsi benvolere dai milanesi distribuì dolciumi ai bambini gridando “Oh belli! Oh belli!”.
Da qui il nome, naturalmente rivisitato in versione milanesissima: Oh Bej! Oh Bej!
Oggi è un mercatino irresistibile: castagne, giocattoli in legno, artigianato, profumi speziati, cioccolata calda e tanta nostalgia.
Curiosità ambrosiane (e globali) che forse non conoscevi
🪿 L’oca di Sant’Ambrogio
Una leggenda racconta che Ambrogio da bambino sarebbe stato trovato con un’ape posata sulla bocca, simbolo di dolcezza e capacità oratoria.
Ma un’altra storia, meno spirituale e più campagnola, dice che Ambrogio fosse particolarmente indulgente verso… le oche.
Ancora oggi, in alcune zone della Lombardia, si prepara l’“oca arrosto di Sant’Ambrogio”, perché—si sa—le tradizioni vanno rispettate… ma con gusto.
🌍 Curiosità dal mondo dei santi patroni
- In Spagna, per San Fermin a Pamplona corrono davanti ai tori.
- In Irlanda, per San Patrizio si tinge tutto di verde, birra compresa.
- A New York, per San Gennaro si mangiano cannoli come se non ci fosse un domani.
- A Milano… si va alla Scala. D’altronde, ogni città ha il proprio modo di affrontare la spiritualità.
🎶 L’inno ambrosiano nasce da lui
Anche se non tutti lo sanno, a lui si deve la tradizione musicale del canto ambrosiano, un’antichissima forma di liturgia in musica che ancora oggi rende speciale l’atmosfera del Duomo.
⛪ La Basilica di Sant’Ambrogio è un universo di simboli
Tra mosaici, reliquie, cortili e misteriosi serpenti scolpiti, ogni angolo racconta una storia.
Pare addirittura che ci sia una colonna con segni che, secondo la leggenda, sarebbero stati lasciati dal… diavolo. Quando si dice avere dei fan insistenti.
Perché la Festa di Sant’Ambrogio è così amata?
Perché è il perfetto mix di ciò che definisce Milano:
tradizione, eleganza, cultura, storia e un pizzico di mondanità.
È la giornata in cui la città si prende una pausa, si veste di festa e ricorda che, oltre ai grattacieli e ai tram presi al volo, c’è un cuore antico che batte ancora fortissimo.
Frase finale d’effetto perfettamente chic
Il 7 dicembre Milano non festeggia solo un santo:
celebra il suo spirito, la sua voce, la sua luce e quella capacità tutta ambrosiana di trasformare la storia in stile.
Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI