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4 febbraio, da qualche parte nel mondo, qualcuno spegne una candelina blu immaginaria. È il compleanno di Facebook,

Facebook’s Birthday

il social network che ha trasformato amicizie, litigi, ricordi, gattini e opinioni in un flusso continuo di notifiche. Ma che cos’è davvero questa ricorrenza? Chi l’ha decisa? E perché proprio quel giorno?

Perché il 4 febbraio? Una data che profuma di dormitorio universitario

Il 4 febbraio 2004, in una stanza del dormitorio di Harvard, un gruppo di studenti lancia “TheFacebook”. Nessun palloncino, nessuna torta, nessun post celebrativo (anche perché… non esistevano ancora). La data non è stata scelta per ragioni simboliche o astrologiche: è semplicemente il giorno in cui il sito è andato online. E come spesso accade alle rivoluzioni, tutto è iniziato con un clic un po’ improvvisato.

Chi ha deciso che fosse un “compleanno”?

Non esiste un ente internazionale dei compleanni digitali, né un comitato di saggi del web. La “festa” nasce in modo spontaneo: giornalisti, utenti e appassionati di tecnologia iniziano a riferirsi al 4 febbraio come al compleanno del social. Facebook stesso, negli anni, ha abbracciato la tradizione con discrezione, celebrando alcune ricorrenze importanti (come i 10 anni nel 2014) con video commemorativi e iniziative speciali.

La prima celebrazione ufficiale

La prima vera festa “riconosciuta” arriva nel 2014, quando Facebook compie dieci anni e regala agli utenti i celebri “Look Back”, quei video che riassumevano la nostra vita digitale con foto imbarazzanti, stati adolescenziali e amicizie che non ricordavamo di avere accettato.

Curiosità globali: come si festeggia il compleanno di Facebook nel mondo

Il bello di una ricorrenza non ufficiale è che ognuno la interpreta a modo suo. Ecco alcune chicche divertenti:

  • In India, alcuni gruppi tech organizzano mini-eventi per discutere dell’impatto dei social sulla società. Tra un chai e un selfie, ovviamente.
  • In Brasile, i fan più nostalgici condividono i loro primi post, spesso accompagnati da frasi tipo “Non so usare questo coso”.
  • Negli Stati Uniti, i media tech pubblicano classifiche dei momenti più iconici: dal tasto “Mi piace” introdotto nel 2009 ai gruppi improbabili come “Quelli che salutano quando passano davanti a una webcam”.
  • In Italia, la tradizione più diffusa è… lamentarsi dell’algoritmo. Un evergreen nazionale.
  • In Giappone, alcuni utenti celebrano la giornata postando foto dei loro “Facebook Memories” più kawaii, spesso con filtri che rendono chiunque un personaggio anime.

Le tappe che hanno reso questo compleanno degno di nota

  • 2004 – Nasce “TheFacebook”, riservato agli studenti di Harvard.
  • 2006 – Il social diventa accessibile a tutti.
  • 2009 – Arriva il tasto “Mi piace”, che rivoluziona il modo di approvare qualsiasi cosa, dai tramonti ai piatti di carbonara.
  • 2011 – Debutta la Timeline, che ci ricorda che sì, nel 2008 avevamo un taglio di capelli discutibile.
  • 2014 – Il decimo compleanno e i video “Look Back”.
  • 2020 in poiFacebook diventa parte del gruppo Meta, ma il compleanno resta lo stesso: le tradizioni non si toccano.

Perché ci piace festeggiarlo

Perché Facebook, nel bene e nel male, è stato il primo grande salotto digitale globale. Ha fatto nascere amicizie, ha fatto finire relazioni, ha fatto esplodere gruppi improbabili come “Se anche tu odi il rumore delle posate sul piatto”. E ogni 4 febbraio ci ricorda che tutto questo è iniziato in modo quasi casuale, con un sito creato da studenti annoiati.

Un pizzico di ironia finale

Se Facebook fosse una persona, probabilmente al suo compleanno direbbe: “Grazie a tutti per gli auguri, anche se l’algoritmo ha deciso di mostrarli solo a tre dei miei amici”.

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI