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Se dopo una settimana di cuori, promesse, cioccolatini e dichiarazioni vi sentite leggermente in overdose romantici… tranquilli: qualcuno ha pensato a voi. E l’ha fatto con un calendario alla mano e una buona dose di ironia.
Benvenuti nello spassoso, chiacchierato e liberatorio Slap Day, il giorno che chiude (in modo decisamente rumoroso) la Valentine’s Week.
Slap Day: cos’è davvero?
Non spaventatevi: niente violenza, niente drammi da soap opera.
Lo slap – lo “schiaffo” – è simbolico, teatrale, esagerato quanto basta per strappare una risata. È il momento in cui, dopo aver visto sfilare:
- Rose Day
- Propose Day
- Chocolate Day
- Teddy Day
- Promise Day
- Hug Day
- Kiss Day
- e ovviamente San Valentino
… si tira un sospiro di sollievo e si dice: ok, ora torniamo umani.
Lo Slap Day diventa quindi una sorta di valvola di sfogo giocosa contro:
💔 amori finiti
🙄 cotte non corrisposte
📵 messaggi ignorati
🍫 chili di cioccolato accumulati
Il tono? Ironico. Sempre.
Quando si festeggia?
OGGI: 15 febbraio!!! Giorno immediatamente successivo alla grande apoteosi romantica del 14 febbraio. Una specie di “after party emotivo” in cui si ridimensionano le aspettative e si torna con i piedi per terra.
In pratica: ieri eri poesia, oggi siete meme.
Chi ha inventato lo Slap Day?
Qui arriva la parte interessante.
A differenza delle giornate ufficiali nate da enti o associazioni, lo Slap Day è figlio della cultura pop e dei social network, in particolare dei calendari celebrativi diventati virali in India e in altri Paesi asiatici nei primi anni 2000.
Non esiste un comitato, né un fondatore con fascia e medaglia. È nato dal basso, come succede alle idee più divertenti: utenti online, studenti, community digitali che hanno iniziato a condividere grafiche ironiche del tipo:
👉 “Non ti ha richiamato? Slap Day!”
👉 “Ti ha lasciato il 14 sera? Slap Day doppio!”
Con il passaparola virtuale, la giornata è esplosa diventando una tradizione meme.
La prima celebrazione
Le prime tracce virali documentate risalgono alla metà degli anni 2000, quando blog e forum iniziarono a pubblicare veri e propri calendari post–San Valentino. Da lì Facebook, WhatsApp e Instagram hanno fatto il resto.
E diciamolo: Internet adora tutto ciò che prende in giro il romanticismo eccessivo.
Come si festeggia nel mondo?
Spoiler: con tantissimo umorismo. In molti Paesi si condividono:
😂 gif teatrali
😂 battute sugli ex
😂 foto prima/dopo San Valentino
😂 meme su aspettative vs realtà
Alcuni gruppi di amici organizzano persino serate anti-smielate: pizza, film comici, playlist vendicative (ma sempre leggere). C’è anche chi usa la giornata come rito liberatorio per dire definitivamente:
ok, archiviamo e avanti il prossimo.
E in Italia?
Da noi non è una festa ufficiale, ma sui social sta diventando sempre più conosciuta, soprattutto tra i giovanissimi e tra chi vive di cultura pop. Il bello? Gli italiani la reinterpretano a modo loro:
✨ ironia elegante
✨ frecciatine mai troppo cattive
✨ autoironia da veri campioni
Tradotto: più risata, meno rancore.
Le curiosità più divertenti
- Molti la chiamano il Capodanno degli ex.
- Alcuni brand di dolci pubblicano sconti “per consolazione”.
- Le frasi più condivise? Quelle tipo: “Grazie per il trauma, ci vediamo allo Slap Day”.
- È una delle ricorrenze non ufficiali con il picco più alto di meme nelle 24 ore successive a San Valentino.
Perché in fondo ci piace?
Perché ridimensiona. Perché umanizza. Perché dopo giorni da film romantico, abbiamo bisogno di tornare protagonisti di una commedia.
Lo Slap Day non celebra la vendetta: celebra la sopravvivenza emotiva con stile.
E, diciamolo sottovoce davanti al caffè del mattino, a volte una risata vale più di mille promesse.
Il 15 febbraio si archiviano i drammi, si sistema la corona e si ricomincia. Con ironia, naturalmente. 💋
Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI