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➡️ “World Day of Dialogue Between Religions and Homosexuality” ovvero

Giornata mondiale del dialogo tra religioni e omosessualità

Questa espressione racchiude l’idea di incontro e confronto costruttivo tra mondi che storicamente non sempre si sono capiti: da una parte le comunità di fede, dall’altra le esperienze di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

📅 Quando si celebra e perché proprio in quel giorno?

La giornata si celebra ogni anno il 13 gennaio. È una data carica di significato: è proprio il giorno in cui, nel 1998, l’intellettuale e poeta siciliano Alfredo Ormando si tolse la vita, dandosi fuoco in Piazza San Pietro, a Roma, come gesto estremo di protesta contro l’omofobia delle gerarchie religiose e contro il rifiuto di accoglienza vissuto da tante persone LGBTQ+ all’interno delle comunità di fede.


🎙️ Chi ha deciso la giornata e quando è nata?

La celebrazione fu istituita da Arcigay — storica associazione italiana per i diritti LGBTQ+ fondata nel 1980 — poco dopo quel tragico 13 gennaio del 1998. Nel 1999 Arcigay diede vita alla ricorrenza come momento di memoria e riflessione, con l’obiettivo di trasformare il dolore di Ormando in un’occasione di dialogo e consapevolezza.

Negli anni successivi la giornata ha assunto il nome e il formato attuali, diventando una data riconosciuta a livello internazionale da molteplici realtà LGBTQ+ e gruppi interreligiosi impegnati nel confronto.


🕯️ Perché questa giornata è così importante?

A prima vista potrebbe sembrare una ricorrenza «di nicchia». E invece no: è una finestra di dialogo tra due mondi apparentemente inconciliabili, che però condividono un valore fondamentale — quello della dignità umana.

In molte culture e religioni, infatti, orientamento sessuale e identità di genere sono stati vissuti con sospetto o condanna, mentre per le persone LGBTQ+ la religione può essere fonte contemporaneamente di conforto e di conflitto. La giornata nasce proprio per abbattere barriere, ascoltare voci diverse e provare a costruire ponti di comprensione — non di omologazione, ma di rispetto reciproco.


🌍 Come si celebra nel mondo?

🎤 Eventi, dibattiti e incontri interreligiosi
Molte città organizzano tavole rotonde tra rappresentanti di diverse confessioni religiose e attivisti LGBTQ+. Sono occasioni per confrontarsi su domande delicate: Come può una persona credente vivere serenamente la propria identità? È possibile un’interpretazione religiosa che includa le persone omosessuali?

📍 Sit‑in e commemorazioni simboliche a Roma
In Italia, spesso in Piazza San Pietro o Piazza Pio XII, si svolgono momenti di riflessione e memoria, ricordando l’atto di Ormando e chiedendo al contempo rispetto e inclusione nelle comunità di fede.

📚 Percorsi culturali e letture tematiche
Biblioteche, istituzioni e gruppi civici propongono percorsi di lettura, mostre fotografiche o incontri per esplorare la storia del rapporto tra religione e omosessualità.


In Italia 💚🤍❤️— tra storia, memoria e attualità

In Italia questa giornata ha una radicazione molto speciale, perché nasce proprio qui, legata alla storia personale e tragica di Alfredo Ormando — poeta, cattolico e omosessuale — la cui morte drammatica scosse l’opinione pubblica e ha generato un movimento di riflessione sul rapporto tra fede e orientamento sessuale.

Le associazioni LGBTQ+, in collaborazione con istituzioni culturali e gruppi religiosi più aperti al dialogo, promuovono ogni anno eventi di confronto, con la speranza di trasformare un gesto estremo di protesta in un’occasione di comprensione, accoglienza e cambiamento.


💡 Curiosità che forse non conosci

Il nome della giornata non è generico: non si tratta semplicemente di un giorno contro l’omofobia, ma di una chiamata al dialogo, che implica ascolto, incontro e apertura.

Dal 1999 ad oggi il concetto stesso di “dialogo tra fede e orientamento sessuale” ha fatto passi avanti in molte comunità religiose, tanto che in alcuni Paesi esistono iniziative stabili per favorire l’inclusione delle persone LGBTQ+ nelle chiese e nei luoghi di culto.

✨ Ogni anno il 13 gennaio può diventare una piccola occasione per domandarsi: quanto sappiamo veramente dell’altro? E quanto siamo disposti a incontrarlo con cuore aperto?


🌅 Conclusione

La Giornata mondiale del dialogo tra religioni e omosessualità è una sfida continua. Una sfida a leggere la diversità non come contrapposizione, ma come ricchezza di percorsi umani e spirituali. È un invito a sedersi allo stesso tavolo, con rispetto e curiosità, perché — come in ogni conversazione significativa — è proprio nell’ascolto che nasce la possibilità di comprendersi davvero.

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI