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C’è un santo che, se fosse vissuto oggi, probabilmente avrebbe avuto un blog elegantissimo, una newsletter settimanale piena di riflessioni gentili e magari anche un profilo social curato nei minimi dettagli. È San Francesco di Sales, vescovo, dottore della Chiesa e – dettaglio che lo rende ancora più affascinante – patrono dei giornalisti, degli scrittori e di tutti i comunicatori.

Il suo nome è legato a parole come dialogo, dolcezza, chiarezza e rispetto, qualità che oggi sembrano più che mai necessarie. Ed è proprio per questo che la sua figura continua a parlare, attraversando secoli e confini.

Chi era San Francesco di Sales

Francesco nasce nel 1567, nel Ducato di Savoia, in una famiglia nobile che per lui aveva già immaginato una carriera prestigiosa. Ma il giovane Francesco aveva un talento particolare: sapeva spiegare le cose difficili in modo semplice, parlare alle persone senza mai ferirle, convincere senza imporre.

Diventa sacerdote e poi vescovo di Ginevra, una diocesi complicata, attraversata da forti tensioni religiose. Ed è qui che emerge la sua genialità comunicativa: invece di usare toni duri o polemici, Francesco sceglie la via della parola scritta e parlata con garbo.

Quando non poteva predicare apertamente, scriveva fogli, lettere, brevi testi, che faceva circolare tra la gente, infilando persino sotto le porte delle case. Una sorta di giornalismo ante litteram, fatto di messaggi brevi, chiari e profondamente umani.


Perché è il patrono dei giornalisti e dei comunicatori

La scelta di San Francesco di Sales come patrono dei giornalisti non è casuale. È stata la Chiesa cattolica, nel 1923, a riconoscere ufficialmente questa vocazione speciale.

La sua festa liturgica cade il 24 gennaio, data che da allora è diventata la Giornata dei giornalisti e dei comunicatori, celebrata in molti Paesi del mondo.

La prima celebrazione ufficiale risale proprio agli anni Venti del Novecento, quando si sentì il bisogno di affidare il mondo dell’informazione a una figura che rappresentasse verità, responsabilità e rispetto delle persone.

Francesco di Sales non urlava, non attaccava, non cercava lo scontro. Credeva che una parola gentile potesse fare più di mille accuse. Un messaggio sorprendentemente moderno.


Il suo modo di comunicare: rivoluzionario e attualissimo

San Francesco di Sales è considerato uno dei grandi maestri della comunicazione empatica. Non parlava “dall’alto”, ma alla pari. Scriveva pensando a chi leggeva, non a impressionare.

Tra le sue idee più celebri:

  • la fede (e la comunicazione) deve essere accessibile a tutti
  • la dolcezza è una forza, non una debolezza
  • le parole devono costruire, non dividere
  • si può dire la verità senza ferire

Un vero manuale di stile, valido ieri come oggi.


Curiosità da tutto il mondo

🌍 In Francia è considerato uno dei più grandi scrittori spirituali di sempre, studiato anche per la bellezza della lingua.
🖋️ In Svizzera, sua terra di missione, viene ricordato come un instancabile “comunicatore di pace”.
📚 I suoi scritti sono stati tradotti in decine di lingue e ancora oggi vengono letti da giornalisti, insegnanti e studenti di comunicazione.
💬 È spesso citato nei corsi di comunicazione non violenta per il suo approccio dialogante.
☕ In alcune redazioni cattoliche, il 24 gennaio si inizia la giornata con una sua frase letta ad alta voce, come augurio di buon lavoro.


San Francesco di Sales e la comunicazione di oggi

In un’epoca di titoli urlati, commenti impulsivi e parole lanciate senza pensarci, San Francesco di Sales ci ricorda che comunicare è un atto di responsabilità.

Scrivere, raccontare, informare non significa solo dire qualcosa, ma

prendersi cura di chi legge o ascolta.

Ed è forse per questo che la sua figura piace tanto anche oggi: perché non giudica, non divide, non impone. Invita a riflettere, con calma, magari proprio al mattino, davanti a una tazza di caffè.


Una frase che sembra scritta per noi

San Francesco di Sales diceva che

un cucchiaio di miele attira più mosche di un barile di aceto

Un’immagine semplice, quotidiana, perfetta. Proprio come la comunicazione che sapeva fare lui.

E forse, mentre scorriamo le notizie o scriviamo un messaggio, possiamo ricordarci che …

le parole hanno un peso, ma anche un cuore. 💛

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI