Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

L’International Surfing Day, celebrato ogni anno intorno al 20 o al 21 giugno, non è soltanto una festa per chi ama cavalcare le onde, ma anche un’importante occasione per ricordare quanto siano preziosi gli oceani e le coste del nostro pianeta. Tra eventi spettacolari, spiagge da ripulire, lezioni gratuite e iniziative ambientali, questa ricorrenza riesce ogni anno a trasformare il mare in un luogo di incontro, divertimento e consapevolezza.

Pronti a indossare la muta? Anche se non avete mai messo piede su una tavola da surf, preparatevi a scoprire la storia di una giornata che, dal 2005, continua a far innamorare il mondo… un’onda alla volta.

Dove nasce questa giornata?

L’International Surfing Day nasce ufficialmente nel 2005 grazie all’idea della Surfrider Foundation e della storica rivista americana Surfing Magazine. La Surfrider Foundation, fondata nel 1984 a Malibu, California, da un gruppo di surfisti guidati da Glenn Hening, era nata con un obiettivo molto preciso: difendere spiagge, coste e oceani dall’inquinamento e dall’urbanizzazione incontrollata.

Negli stessi anni, Surfing Magazine, pubblicata dal 1964, raccontava il surf in tutte le sue sfaccettature, dalle competizioni ai grandi campioni, fino alla cultura che ruota intorno alle onde.

Nel 2005 le due organizzazioni pensarono che fosse arrivato il momento di creare una giornata mondiale capace di unire ciò che i surfisti amano di più:

  • il mare;
  • lo sport;
  • la natura;
  • la comunità.

Così nacque l’International Surfing Day.

La prima celebrazione

La prima edizione si svolse il 20 giugno 2005. All’inizio parteciparono soprattutto località della California, delle Hawaii e dell’Australia, ma già dal secondo anno l’evento si diffuse rapidamente in Europa, Sud America, Africa e Asia. Oggi coinvolge oltre 30 Paesi con centinaia di eventi, migliaia di volontari e decine di migliaia di partecipanti.

Ogni anno la data cambia leggermente perché viene organizzata nel periodo del solstizio d’estate, simbolo della stagione del mare e delle lunghe giornate da vivere sulla spiaggia.

Una festa… che fa bene al pianeta

La particolarità dell’International Surfing Day è che unisce il divertimento all’impegno ambientale. Non esistono soltanto gare o esibizioni.

In tutto il mondo vengono organizzati:

  • pulizie delle spiagge;
  • raccolte di plastica;
  • iniziative contro le microplastiche;
  • piantumazioni delle dune costiere;
  • lezioni gratuite di surf;
  • attività educative dedicate ai bambini;
  • incontri con biologi marini.

Il motto è semplice:

“Non esistono onde perfette senza un oceano sano.”

Perché proprio i surfisti?

Chi pratica surf conosce il mare come pochi altri.

Ogni giorno osserva:

  • il vento;
  • le correnti;
  • le maree;
  • la qualità dell’acqua;
  • i cambiamenti della costa.

Proprio per questo i surfisti sono spesso i primi ad accorgersi della presenza di rifiuti, scarichi abusivi o erosione delle spiagge.

L‘International Surfing Day è quindi diventato anche una delle più grandi giornate mondiali dedicate alla tutela degli oceani.

Le origini del surf sono antichissime

Molto prima che esistessero mute in neoprene o tavole ultraleggere, gli abitanti della Polinesia cavalcavano già le onde.

Quando il navigatore britannico James Cook raggiunse le Hawaii nel 1778, il suo equipaggio descrisse con stupore uomini e donne che scivolavano sull’acqua con lunghe tavole di legno.

Per gli hawaiani il surf, chiamato He’e Nalu, non era un semplice passatempo.

Faceva parte della cultura, della religione e perfino della politica.

Le tavole più grandi erano riservate ai capi tribù, mentre le spiagge migliori erano considerate luoghi sacri.

L’uomo che fece conoscere il surf al mondo

Se oggi milioni di persone praticano surf lo devono soprattutto a Duke Kahanamoku.

Campione olimpico di nuoto, nato a Honolulu nel 1890, iniziò a esibirsi con la tavola durante i suoi viaggi sportivi.

In Australia, California e Nuova Zelanda lasciò il pubblico a bocca aperta.

Venne soprannominato il padre del surf moderno.

Ancora oggi è considerato una leggenda.

Dal cinema alle Olimpiadi

Negli anni Sessanta il surf esplose grazie ai film hollywoodiani e alla celebre musica surf.

Spiagge californiane, cabriolet, camicie hawaiane e tavole coloratissime conquistarono un’intera generazione.

Poi arrivarono i grandi campionati internazionali.

Infine il sogno olimpico.

Nel 2021, durante le Olimpiadi di Tokyo, il surf entrò ufficialmente nel programma olimpico.

Una conquista storica che ha regalato nuova popolarità a questo sport.

Il surf parla anche italiano

Anche se spesso immaginiamo il surf tra le onde delle Hawaii o del Portogallo, l’Italia può vantare splendide località perfette per cavalcare le onde.

Tra le mete più conosciute troviamo:

  • Capo Mannu in Sardegna;
  • Banzai a Santa Marinella;
  • Levanto in Liguria;
  • Viareggio in Toscana;
  • Mondello in Sicilia.

Negli ultimi anni il numero di scuole e praticanti continua a crescere.

Curiosità dal mondo che forse non conoscevi

🐶 I cani surfisti

  • Ogni estate, in California, si svolgono gare dedicate esclusivamente ai cani.
  • Labrador, Golden Retriever, Bulldog e perfino Chihuahua affrontano piccole onde insieme ai loro proprietari.
  • Le fotografie fanno il giro del mondo.

🌊 L’onda più lunga del pianeta

  • A Chicama, in Perù, esiste un’onda così lunga che alcuni surfisti riescono a cavalcarla per oltre tre chilometri.
  • Una vera maratona sull’acqua.

🦈 Gli “angeli custodi” degli squali

  • A Città del Capo lavorano gli Shark Spotters, osservatori che controllano continuamente il mare dalle montagne.
  • Se avvistano uno squalo, issano una bandiera colorata e fanno uscire immediatamente tutti dall’acqua.
  • Meglio perdere un’onda che un piede!

❄️ Surf sotto zero

  • Esistono appassionati che surfano in Islanda, Norvegia e perfino in Alaska.
  • Le onde sono spettacolari.
  • La temperatura… decisamente meno.
  • Con mute spesse fino a 7 millimetri e cappuccio integrato, il freddo diventa parte dell’avventura.

👔 Surf in giacca e cravatta

  • In Australia si organizzano competizioni davvero insolite dove i partecipanti surfano indossando smoking, cravatte e persino cilindri.
  • L’eleganza non conosce limiti… nemmeno sulle onde!

🌺 Una tavola può valere una fortuna

  • Le tavole artigianali hawaiane realizzate a mano possono raggiungere cifre superiori ai 100.000 euro nelle aste internazionali.
  • Sono considerate autentiche opere d’arte.

Il surf insegna molto più dell’equilibrio

Ogni onda è diversa.

Ogni caduta insegna qualcosa.

Ogni alba sul mare ricorda quanto la natura sia potente e preziosa.

L’International Surfing Day è quindi molto più di una festa dedicata agli sportivi: è un invito a vivere il mare con rispetto, a proteggerlo e a lasciarlo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato.

Perché la vera onda perfetta non è quella più alta.

È quella che potremo continuare a cavalcare anche domani.

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagini: IA