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C’è chi colleziona francobolli, chi ama il giardinaggio e chi, almeno per un giorno all’anno, spera ancora di intravedere una minuscola fata nascosta tra i fiori. Il 24 giugno si celebra infatti

l’International Fairy Day

la Giornata Internazionale delle Fate, una ricorrenza dedicata al folklore, alla fantasia e a quella capacità tutta speciale di lasciarsi stupire che, crescendo, troppo spesso dimentichiamo.

No, non è una giornata riconosciuta dalle Nazioni Unite e nemmeno una festività ufficiale. Eppure, anno dopo anno, conquista sempre più appassionati in tutto il mondo: artisti, illustratori, scrittori, giardinieri, cosplayer, fotografi e semplici sognatori che per ventiquattr’ore trasformano il pianeta in un luogo decisamente più… incantato.

L’International Fairy Day ricorre ogni anno il 24 giugno.

La scelta della data perché? Il giorno cade immediatamente dopo il solstizio d’estate, il periodo che, secondo le antiche tradizioni celtiche ed europee, rappresenta il momento in cui il confine tra il mondo umano e quello magico diventa più sottile. È proprio durante la notte di mezza estate che, secondo innumerevoli leggende, fate, folletti, elfi e altre creature del Piccolo Popolo escono dai loro regni nascosti per danzare nei boschi, nei prati e vicino ai corsi d’acqua.

Chi ha inventato la Giornata Internazionale delle Fate?

Qui la storia diventa… misteriosa. E, in fondo, non poteva essere diversamente quando si parla di fate🧚.

Esistono infatti due versioni sull’origine della ricorrenza.

  1. La più diffusa attribuisce l’idea alla celebre artista fantasy Jessica Galbreth, illustratrice statunitense famosa in tutto il mondo per i suoi dipinti dedicati alle fate🧚. Nei primi anni Duemila iniziò a promuovere una giornata speciale dedicata al mondo fatato, scegliendo il 24 giugno proprio per il suo legame con le tradizioni della Mezza Estate. Molti calendari internazionali indicano lei come fondatrice e collocano la nascita della ricorrenza attorno al 2002
  2. Altre fonti, invece, attribuiscono l’iniziativa alla scrittrice e folklorista americana Anne Pellowski, che avrebbe lanciato l’International Fairy Day già nel 1999 con l’obiettivo di preservare il patrimonio delle antiche leggende popolari e stimolare la fantasia dei più piccoli.

In assenza di documenti ufficiali, gli studiosi considerano entrambe le ricostruzioni plausibili: probabilmente la celebrazione è nata in maniera spontanea all’interno della comunità degli artisti fantasy, per poi diffondersi rapidamente grazie a Internet.

Perché proprio il 24 giugno?

Per comprenderlo bisogna fare un salto indietro di molti secoli.

Nelle culture celtiche il periodo del solstizio estivo era considerato uno dei momenti più magici dell’anno. Le giornate lunghissime, la natura nel suo massimo splendore e i raccolti imminenti venivano interpretati come segni della presenza degli spiriti della natura.

Secondo il folklore:

  • le fate danzavano nei prati durante la notte;
  • i cerchi di funghi erano considerati piste da ballo del Piccolo Popolo;
  • raccogliere alcune erbe nella notte di San Giovanni donava fortuna;
  • l’acqua di rugiada possedeva proprietà quasi miracolose.

La data del 24 giugno coincide inoltre con la festa di San Giovanni Battista, una ricorrenza che in moltissimi Paesi europei ha inglobato tradizioni pagane molto più antiche legate proprio alla magia della natura.

Le fate: non solo Campanellino

Quando sentiamo parlare di fate, molti pensano subito a Campanellino.

In realtà il mondo fatato è infinitamente più ricco.

Nella tradizione europea esistono:

  • fate benevole che proteggono i boschi;
  • fate dispettose che fanno perdere la strada ai viandanti;
  • regine delle fate;
  • fate dell’acqua;
  • fate dei fiori;
  • fate domestiche;
  • spiriti dei laghi;
  • creature alate grandi quanto una farfalla;
  • esseri identici agli umani ma dotati di poteri soprannaturali.

Ogni cultura possiede la propria versione, spesso molto diversa dall’immagine romantica resa celebre dalla letteratura moderna.

Shakespeare ha contribuito al loro successo

Uno dei grandi responsabili dell’enorme popolarità delle fate è senza dubbio “Sogno di una notte di mezza estate”, dove il bosco diventa il regno incantato di Oberon, Titania e del dispettoso Puck.

L’opera contribuì enormemente a trasformare le fate da creature del folklore popolare a protagoniste della cultura occidentale.

Da allora arrivarono illustrazioni vittoriane, romanzi fantasy, film Disney e centinaia di opere artistiche.

Le fate nel mondo

Ogni Paese custodisce le proprie creature magiche.

Irlanda

Qui il popolo delle fate, chiamato Aos Sí, è preso sorprendentemente sul serio ancora oggi. Alcuni alberi e antichi sentieri vengono lasciati intatti perché ritenuti appartenere alle fate.

Scozia

Esistono racconti di fate che abitano colline verdi chiamate Fairy Hills. Molti evitano ancora di costruire sopra questi luoghi.

Islanda

Una parte della popolazione continua a rispettare le antiche tradizioni sugli esseri nascosti, tanto che alcuni lavori stradali sono stati modificati per non disturbare presunte dimore degli spiriti della natura.

Giappone

Pur non parlando di fate nel senso occidentale, il folklore giapponese è popolato da minuscoli spiriti della natura, creature dei boschi e misteriosi esseri soprannaturali che ricordano molto il Piccolo Popolo europeo.

Curiosità che forse non conoscevi

🧚 In epoca vittoriana esisteva una vera e propria “moda delle fate“: quadri, arredamenti, gioielli e perfino abiti erano ispirati al loro mondo.

🧚 I famosi “fairy rings“, gli anelli di funghi nei prati, sono fenomeni naturali causati dalla crescita circolare del micelio, ma per secoli furono considerati piste da ballo delle fate.

🧚 Molti giardini botanici nel mondo ospitano minuscoli “Fairy Gardens“, piccoli villaggi costruiti appositamente per stimolare la fantasia dei bambini.

🧚 Esistono festival interamente dedicati alle fate dove migliaia di persone partecipano indossando ali, corone di fiori e costumi spettacolari.

🧚 Su Internet il 24 giugno è uno dei giorni preferiti dagli illustratori fantasy, che pubblicano opere originali dedicate al mondo incantato.

Come si festeggia oggi? Non esistono regole.

C’è chi:

  • organizza picnic nei boschi;
  • realizza minuscole casette per fate;
  • legge fiabe classiche;
  • costruisce giardini fatati;
  • indossa ali scintillanti;
  • fotografa la natura cercando “prove” del passaggio del Piccolo Popolo;
  • crea acquerelli, dipinti e illustrazioni fantasy;
  • partecipa a raduni cosplay.

L’obiettivo è semplicemente lasciarsi trasportare dalla fantasia.

Una giornata che celebra il bambino che vive dentro di noi

Forse il vero significato dell’International Fairy Day non consiste nel credere davvero alle fate. Consiste nel ricordare che immaginazione, creatività e meraviglia sono qualità preziose a qualsiasi età. Perché, in fondo, un mondo in cui qualcuno si ferma ad osservare un fiore sperando di scorgere una minuscola fata è probabilmente un mondo un po’ più gentile.

E chissà… se oggi doveste trovare una piccola porta tra le radici di un vecchio albero, forse il consiglio migliore è uno solo: bussate piano. Le fate, si dice, apprezzano molto la buona educazione… e potrebbero persino lasciarvi un pizzico della loro polvere magica.

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI