3^ decade ♑Capricorno

  • La terza decade inizia il 12 gennaio e termina il 20 gennaio.
  • È governato da Saturno ma anche da Urano che lo renderà un po’ eccentrico…

APRILE: mese di rottura e reinvenzione. Si taglia con i vecchi schemi per ricostruire amori, progetti e quotidiano su basi più libere e creative. Energia frizzante, quasi ribelle, che spinge a sperimentare e cambiare prospettiva.

  • STATO D’ANIMO / AMORE: mente vivace e spirito indipendente. Si esce dalla routine affettiva per dare spazio a qualcosa di più autentico e dinamico. La comunicazione diventa uno strumento potente: convincente, a tratti sorprendente e anche un po’ provocatoria. Giornate chiave: 8 e 14 per affermare idee e desideri, 24 per il lato più leggero e persino divertente delle relazioni.
  • CON IL PARTNER: voglia di riaccendere la scintilla e vivere il rapporto con più entusiasmo e complicità. L’amore diventa più giocoso, più vivo, più “acceso”.
  • SINGLE: forte desiderio di novità e incontri fuori dall’ordinario. Si comunica con carisma e sicurezza, attirando persone pronte a seguire il vostro ritmo.
  • LAVORO: immaginazione al potere. Le idee sono tante, forse anche un po’ fuori dagli schemi, ma proprio per questo convincenti. Vi viene concessa libertà d’azione e capacità di sorprendere positivamente l’ambiente professionale (con picchi il 26).
  • HOBBY: entusiasmo costante e creatività in movimento. Qualunque cosa facciate, lo fate con energia e coinvolgimento, trasformando anche il tempo libero in uno spazio di espressione e divertimento.

MAGGIO

I difetti del Capricorno della TERZA decade

  • Uomini: È un uomo tenace, capace di lavorare a lungo e duramente per raggiungere i suoi obiettivi. Amarlo implica un grande investimento personale: dovrai accompagnarlo, aiutarlo, sostenerlo e soprattutto tirarlo su di morale!
  • Donna. È una donna di carattere, non si lascia andare e non fa concessioni. È in grado di suonare tutti i registri, dalla donna bambina alla femme fatale, per raggiungere i suoi fini. Amarla è farla sognare, portare l’acqua al suo mulino, è dimenticare se stessi…