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La famiglia di Victoria viveva nella dependance di un castello. I proprietari del castello, una coppia di vecchietti, avevano solo un figlio che, trasferitosi in America per lavoro, aveva sposato una ragazza americana. Geremia ed Elvira vedevano la coppia e i nipoti solo durante le feste. Dunque avevano adottato simbolicamente la coppia che si occupava della loro imponente dimora e i loro figli: Victoria, Antonella e Thomas. Dopo il liceo, i ragazzi si trasferirono in un’altra città per frequentare l’università. Tornarono al castello l’estate successiva. Victoria doveva preparare un difficilissimo esame e, un pomeriggio, mentre si rilassava passeggiando nel giardino, conobbe Ricky, nipote dei proprietari del castello.

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Lui e suo fratello James si erano trasferiti lì dopo aver perso i genitori in un terribile incidente stradale. Victoria spiegò al giovane chi era e, quando gli parlò del suo esame, lui  si offrì di darle una mano. Con la scusa dello studio i ragazzi passavano interi pomeriggi insieme. I due erano affascinati ed attratti l’uno dall’altra. A lei piaceva l’aria un po’ ribelle di lui, mentre Ricky apprezzava  il fatto che quella fanciulla, a differenza delle ragazze che frequentava, come lui, amava starsene nella natura senza preoccuparsi di avere i capelli in disordine o di rompersi un’unghia. Victoria riuscì a tirar fuori la parte migliore di Ricky e scoprì che il giovane adorava la nonna. Un giorno l’anziana proprietaria chiese alla ragazza di restare un po’ con loro e si mise a raccontare la storia di come aveva conosciuto suo marito. Victoria restò colpita dalle storie della donna ma, soprattutto, dal modo in cui suo nipote restava incantato ad ascoltarla. In quell’istante capì di essere innamorata di Ricky il ribelle.  Quella fu l’estate in cui tra i due nacque l’amore. Tornata all’università la fanciulla superò con successo l’esame che le aveva fatto conoscere il suo innamorato.

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Ricky per la sua proposta di matrimonio donò a Victoria l’anello con cui suo nonno chiese in sposa sua nonna. Una sera la famiglia della ragazza era invitata a cena al castello per discutere alcuni dettagli del matrimonio. Victoria aveva delle idee ben precise per quell’occasione, ma preferiva tenersi tutto per sé per non approfittare della generosità dei due vecchietti che si erano offerti di sostenere tutte le spese delle nozze. Ricky, grazie ad Antonella, conosceva dettagliatamente tutti i desideri della sua amata. Sapeva che lei voleva sposarsi  in maggio: il mese delle rose e delle spose. In quel periodo, però, era praticamente impossibile trovare una sala ricevimenti libera. Ricky avrebbe fatto di tutto per trasformare in realtà i sogni della sua principessa. Durante la cena lui restò in silenzio a pensare, lasciando che a parlare fossero gli altri. A fine serata, la sua futura sposa gli fece notare il suo comportamento distante: “Sembrava quasi che l’argomento non t’interessasse.” Ricky le prese le mani e guardandola negli occhi le disse: “Vichy, per me ciò che conta è che quel giorno ci siamo tu, io ed un sacerdote che ci unisca in matrimonio. Tutto il resto sono semplici dettagli.” Victoria gli rispose che anche per lei era lo stesso: “In fondo l’importante è l’amore che proviamo l’uno per l’altra.” Ricky sorrise soddisfatto e dopo aver dato un rapido bacio alla sua fidanzata le fece una proposta: “Ti assicuro che da parte mia c’è tutto l’amore del mondo e mi basta guardarti negli occhi per capire quanto anche tu mi ami. Ho una proposta da farti. Victoria. Ti fidi di me?” La ragazza lo guardò sorpresa: “Che domanda è questa? Certo che mi fido di te.” Lui le sfiorò il viso con un dito: “Facciamo così, allora: tu pensi a scegliere il vestito più bello e le bomboniere, mentre io mi occuperò di tutto il resto. Ti prometto che quel giorno ti sembrerà di essere la principessa di un sogno.”  In quel momento Victoria si sentiva già in un sogno. Abbracciò il suo innamorato ed accettò la sua proposta.

Una settimana prima delle nozze Ricky, d’accordo con suo fratello, ottenne che la futura sposa non si avvicinasse né al giardino né al castello. Antonella e Thomas fecero in modo che la ragazza non sospettasse nulla dei suoi piani. Il giorno del matrimonio la sposa era emozionatissima. Nessuno l’aveva mai vista così tesa. La fanciulla non vedeva l’ora di essere davanti al prete a scambiarsi le promesse matrimoniali con l’uomo che amava. Quando tutto fu pronto e il fotografo ebbe fatto le foto di rito, sentirono un clacson e Thomas si affacciò fuori dalla porta. Quello fu il segnale che tutto era pronto. La sposa entrò nell’auto che partì e fece il giro attorno alle mura che circondavano il castello, entrando dall’ingresso principale addobbato a festa. In quell’istante Victoria capì che i suoi sogni di bambina erano diventati realtà.

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Una volta uscita dall’auto attraversò il viale alberato che portava al giardino dove l’aspettavano tutti gli invitati e, accanto all’altare improvvisato tra i cespugli delle sue rose preferite, c’era Ricky che le sorrideva soddisfatto. La nonna Elvira le porse un magnifico bouquet, composto dalle stesse rose dei cespugli, e James diffuse nell’aria, col suono dolce del suo violino, le note della marcia nuziale. La cerimonia religiosa si svolse in tutta la sua solennità. Subito dopo, gli sposi percorsero il sentiero, con ai lati le aiuole fiorite, per entrare nel grande salone principale del castello. Guardandosi intorno Victoria strinse la mano a Ricky e lo ringraziò per aver realizzato il suo sogno di sposarsi in quel castello: “Ho fatto bene a fidarmi di te. Hai realizzato tutti i miei sogni.

Autore: Clorinda Di Natale
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