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Organizzare un matrimonio non è un gioco da ragazzi. Le cose si complicano ulteriormente quando devi avere a che fare con una suocera un po’ invadente. Mimmo ed io eravamo sotto casa mia, al ritorno da una festa di amici quando, prima di congedarmi col bacio della buona notte, lui buttò lì la sua proposta: “Amore, che ne dici se ci sposiamo?” In un primo momento pensai che scherzasse. Gli chiesi se parlava sul serio e lui: “Se fossimo sposati adesso non dovremmo separarci.” Love_perfettamente_chicPronunciò quella frase con una tale tenerezza da lasciarmi spiazzata. Continuò proponendomi di stare dai suoi finché non trovavamo casa. Mi sentivo confusa e felice e restai senza parole.  Chiudemmo il discorso con un bacio. Dopo quella sera non tornammo più sull’argomento. Una settimana dopo, a pranzo coi suoi,  quasi mi soffocai col cibo quando sua mamma Olga mi chiese quando avremmo cominciato a prepararci per le nozze e cominciò ad elencare tutte le cose da fare. Fu in quel momento che cominciò il mio incubo. Quella donna stava snocciolando progetti ed io ancora non avevo fatto parola, a casa, dei miei progetti matrimoniali. Mentre mi riaccompagnava a casa, Mimmo mi spiegò che aveva solo accennato a sua madre del nostro dialogo sul matrimonio:  “Cerca di capirla. Sono il suo unico figlio e l’ho vista così contenta alla prospettiva delle nostre nozze che non ho avuto il coraggio di spiegarle che ancora non c’era nulla di stabilito.” Lo guardai un momento in silenzio. Il fatto che lui avesse parlato con sua madre dei nostri progetti futuri in mia assenza mi diede fastidio, ma decisi che non era così importante. La cosa importante era che ci saremmo sposati. Appena misi piede in casa diedi la notizia ai miei familiari e la mamma mi osservò preoccupata: “Melissa, sei sicura di quello che fai?” La guardai sconcertata: “Mamma, Mimmo ed io ci amiamo. Stiamo insieme da anni ormai. Certo che sono sicura.” Lei, discreta com’è, non osò rovinare la mia gioia ma, conoscendomi, la prospettiva che per i primi tempi sarei andata a stare a casa dei genitori del mio futuro marito la preoccupava non poco. Si limitò a congratularsi con me ed abbracciarmi come avevano fatto papà, mio fratello e mia sorella.

Atelier_Sposa_Perfettamente_ChicLa mamma è una bravissima sarta. Sin da piccolissime, io e mia sorella abbiamo deciso che il nostro abito da sposa lo avrebbe realizzato lei. I progetti sul modello del mio vestito stavano lentamente prendendo forma nella mia mente, quando mia suocera disse che era molto amica della proprietaria dell’atelier più frequentato da tutte le aspiranti spose della città. Stavo per dirle che il mio vestito lo avrebbe confezionato la mamma quando intervenne Mimmo: “Daremo un’occhiata alle proposte dell’atelier della tua amica, mamma, ma l’ultima parola spetta a Melissa.” Al momento non dissi nulla. In auto parlai con Mimmo e gli esposi il mio punto di vista. Lui tirò di nuovo in ballo il fatto di essere l’unico figlio dei genitori e mi chiese, per l’ennesima volta,  di essere comprensiva. Per l’ennesima volta io tacqui e, decisa ad averla vinta, non dissi nulla a casa. Intanto mia suocera faceva ogni giorno lunghissime chiacchierate al telefono con mia mamma. Lei, siccome tradizione vuole che le spese del matrimonio siano quasi esclusivamente a carico della famiglia dello sposo, le lasciò campo libero su tutto.  Stranamente non parlarono del vestito.

Quando ci organizzammo per andare all’atelier a scegliere il mio abito non ne feci parola con mamma ed inventai una scusa per giustificare la sua assenza con Mimmo e sua madre. Dopo aver scambiato qualche frase di cortesia con mia suocera, la proprietaria della boutique iniziò immediatamente a mostrarmi i suoi abiti da sposa. Olga, piena di entusiasmo, scelse i modelli da farmi provare. La sua giovialità mi inteneriva e decisi di accontentarla provando gli abiti scelti da lei. Mi piacevano molto ma, conoscendo il mio fisico, notavo dei piccoli difetti in ogni modello. Dopo aver indossato l’ennesimo vestito, notai negli occhi di mia suocera un’espressione che mi preoccupò.

Sposa_Perfettamente_ChicStava per commuoversi. Aveva trovato l’abito che, secondo il suo punto di vista, era perfetto per me. Cercai lo sguardo di Mimmo per chiedergli aiuto. Lui mi guardava incantato. Sua madre gli si avvicinò, gli prese la mano e, con un tono che più affettuoso non si può, gli chiese: “Non credi che questo vestito sia stato creato per essere indossato solo da lei?” Una vocina dentro di me mi avvisò che stavo per cadere in trappola. A pochi passi dalla pedana raccolsi l’ampia gonna dell’abito che indossavo, mi voltai e tornai in camerino.

prova_abito_perfettamente_chicPregai la ragazza che mi aiutava con gli abiti di darmi una mano e mi liberai in fretta del vestito. Indossati i miei abiti, tornai nella sala degli specchi ed annunciai che non avrei provato più niente quella sera. Mentre uscivo dall’atelier per raggiungere l’auto, Mimmo mi seguiva chiedendomi di non essere precipitosa:  “Parliamone un momento.” Mi fermai e mi voltai osservandolo con aria truce: “Non voglio parlarne. Ti ho detto da subito come la pensavo riguardo al mio vestito da sposa. Voglio un sacco di bene a tua madre e, poco fa, mi stavo commuovendo anche io nel vedere la sua emozione. Forse ha ragione lei. Magari quello era l’abito perfetto per me, però, non è quello che voglio.” Lui mi confermò che ero bellissima con indosso quell’abito. Io sospirai esasperata:  “Tu non avresti dovuto vederlo prima del giorno delle nozze. Sarà una banalità, ma io ci tengo a certe cose. E voglio che il mio abito da sposa sia confezionato da mia madre. Se non parli tu con tua madre lo faccio io.” Lui guardò alle mie spalle con fare sconsolato.  Suocera_perfettamente_chicMi voltai pronta ad affrontare la delusione di Olga. Lei mi osservò con uno sguardo interrogativo: “Cos’è che mio figlio non riesce a dirmi?” Mentre la riaccompagnavamo a casa provai a spiegarle il mio punto di vista. Cercai di essere delicata. Lei, in un primo momento ci rimase male. Poi, quando le dissi che poteva collaborare comunque con i suoi consigli alla realizzazione del mio abito, accennò un sorriso e si scusò: “Mi sono lasciata prendere così tanto dall’entusiasmo alla notizia delle vostre nozze che non ho capito più niente. Devo chiedere scusa a te, a tua madre e …” Cominciò a rimproverare suo figlio per non essere stato sincero con lei ed alla fine dovetti fare da paciere tra loro. Quando Mimmo parcheggiò l’auto ridevamo tutti e tre dell’ennesima presa di posizione di Olga riguardo al giorno del matrimonio. Dopo quella sera tutto cambiò in positivo. Adesso che mancano poche settimane al grande giorno, tra mia suocera e me è nato un bel rapporto.

Autore: Clory Di Natale