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Oggi, mentre il mondo si prepara a tuffarsi nel vortice del Black Friday, con carrelli pieni e carte di credito che fumano, c’è chi alza le mani e dice:

Aspetta un attimo… e se oggi non comprassimo nulla?

Benvenuti al

Buy Nothing Day

la giornata mondiale dedicata all’anti-consumismo, al respiro profondo del portafoglio e a un sorriso un po’ ironico sul nostro rapporto con lo shopping.


Cos’è il Buy Nothing Day e perché esiste

Il Buy Nothing Day (letteralmente “Giornata del non comprare nulla”) è nato come protesta contro l’eccesso di consumismo tipico delle società moderne. L’idea è semplice: per 24 ore, niente acquisti, niente spese impulsive, solo una pausa per riflettere sul nostro modo di consumare. Ma attenzione, non è solo una giornata di digiuno commerciale: è anche un’occasione per pensare a come le scelte quotidiane influenzano il pianeta, la società e… il saldo del conto in banca!

Origini e ideatori

Questa simpatica protesta commerciale è stata ideata in Canada nel 1992 da Ted Dave, un artista e attivista che voleva stimolare una riflessione sul consumismo sfrenato e sull’impatto sociale delle nostre abitudini di acquisto. Il concetto è rapidamente cresciuto e, già nel 1997, l’attivista statunitense Adbusters, famoso per le sue campagne ironiche e provocatorie contro la pubblicità e il consumismo, ha promosso la prima celebrazione internazionale.

Quando si celebra e perché proprio oggi

Il Buy Nothing Day si celebra il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, quindi… sì, proprio il Black Friday, il giorno in cui il mondo intero sembra impazzire per le offerte e le promozioni. La scelta non è casuale: il messaggio è chiaro e ironico, quasi un

come resistere al consumismo più sfrenato proprio nel giorno clou dello shopping!

Un po’ come dire:

Sfidiamo il mondo e non compriamo nulla… almeno oggi!


Oggi il Buy Nothing Day è diffuso in decine di paesi nel mondo, dall’America del Nord all’Europa, passando per Australia, Giappone e perfino alcune città del Sud America. Le celebrazioni assumono forme diverse: dai flash mob davanti ai centri commerciali, ai picnic nei parchi, fino alle semplici giornate di riflessione domestica, con una tazza di tè in mano e il catalogo delle offerte ignorato con aria di sfida.


Curiosità divertenti da tutto il mondo

  • In Canada e negli Stati Uniti, alcuni studenti universitari hanno organizzato vere e proprie “marce anti-shopping”, con cartelli ironici tipo “Oggi il mio portafoglio fa la dieta!”.
  • In alcune città europee, negozianti stessi hanno aderito alla giornata, spegnendo le luci dei negozi e offrendo invece workshop creativi gratuiti.
  • In Nuova Zelanda, c’è chi ha trasformato il Buy Nothing Day in un giorno di scambio: niente soldi, solo baratto di libri, vestiti o dolcetti fatti in casa.
  • E una curiosità davvero ironica: negli anni, alcune campagne pubblicitarie hanno approfittato della giornata per promuovere il “non comprare” come strategia di marketing. Geniale, no?

Il Black Friday non è stato “istituito” formalmente come festa o ricorrenza, ma nasce come fenomeno commerciale legato alla tradizione americana e ha una storia curiosa e un po’ ironica. Ecco i dettagli:

Origini e significato del nome

Il termine “Black Friday” nasce negli Stati Uniti, negli anni ’50 e ’60, per descrivere il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento, quando negozi e centri commerciali diventavano incredibilmente affollati. La polizia di Filadelfia lo usava per indicare il caos generato dalle folle e dal traffico intenso: per loro, era un vero “venerdì nero” da gestire con turni straordinari e pazienza infinita.

Col tempo, il significato si è trasformato: nel linguaggio commerciale, “in nero” indica anche quando un’azienda passa dal rosso (perdite) al nero (profitti). Così il Black Friday è diventato il giorno in cui gli incassi dei negozi esplodono grazie alle vendite massive e alle promozioni irresistibili.


Il Black Friday non è una festività religiosa o civile, ma una strategia commerciale nata per:

  1. Dare il via agli acquisti natalizi: il giorno dopo il Ringraziamento segna simbolicamente l’inizio della stagione dello shopping natalizio negli Stati Uniti.
  2. Aumentare i profitti dei negozi: le offerte speciali spingono le persone a comprare più del previsto, permettendo alle aziende di passare “in nero” nel bilancio annuale.
  3. Creare un evento di massa: con pubblicità, sconti e offerte lampo, il Black Friday diventa una sorta di rito collettivo dello shopping sfrenato, tra resse nei negozi e code infinite.

Curiosità divertenti

  • Negli Stati Uniti, alcune catene aprono già a mezzanotte e i clienti dormono davanti ai negozi per accaparrarsi le migliori offerte.
  • Il fenomeno si è esportato in tutto il mondo: oggi anche in Italia, UK, Australia e Asia il Black Friday è diventato una tradizione commerciale globale.
  • L’ironia della storia: la stessa giornata ha ispirato il Buy Nothing Day, un movimento che invita a non comprare nulla, proprio come contrasto al consumismo sfrenato del Black Friday.

Il Buy Nothing Day non è solo una provocazione, ma è un invito a fermarsi un attimo e a guardare il mondo intorno a noi. Perché a volte, per sentirci ricchi, basta non comprare nulla e scoprire quanto sia gratificante respirare senza il peso dello shopping compulsivo. E se poi ci scappa una tazza di cioccolata calda a casa, beh… diciamo che il Buy Nothing Day non vieta il piccolo lusso della felicità!

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI