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Rick Owens è una figura leggendaria nel panorama della moda internazionale: un designer che ha trasformato la propria visione personale in un linguaggio estetico unico, riconoscibile e amato da una comunità di appassionati e professionisti del fashion.
Nato a Porterville, California, nel 1961, Owens (Richard Saturnino Owens) ha percorso una traiettoria unica che lo ha portato da studente di arte e modellistica a icona mondiale del lusso avant-garde.
Gli inizi: da Porterville a Los Angeles
Prima di diventare il nome cult che oggi conosciamo, Owens vive un’infanzia in una piccola città californiana conservatrice: un ambiente che finirà per influenzare profondamente la sua visione di outsider e ribelle. Dopo essersi trasferito a Los Angeles negli anni ’80 per studiare belle arti e modellistica, lascia la scuola e lavora come pattern-maker raccogliendo disegni scartati da altri designer e realizzando abiti per amici.
Questa esperienza non convenzionale, fatta di lavori umili e apprendistati su piccola scala, lo porta a comprendere il valore del tessuto, della silhouette e della forma prima ancora dell’estetica di moda mainstream.
La nascita di Rick Owens (1994) e l’esordio cult
Nel 1994 Hicks lancia il suo marchio omonimo a Los Angeles, vendendo i suoi capi in boutique d’avanguardia come Charles Gallay, un punto vendita noto per scoprire designer che avrebbero poi fatto la storia della moda contemporanea.
Il brand cresce rapidamente, ma la svolta arriva nel 2002, quando Vogue sponsorizza la sua prima sfilata a New York, intitolata Sparrows. Kate Moss indossa una delle sue giacche di pelle, attirando gli sguardi internazionali della stampa e segnando l’ingresso di Owens nel pantheon dei designer più discussi e seguiti al mondo.
Parigi, Revillon e l’espansione internazionale
Dopo il successo newyorkese, Rick Owens si trasferisce a Parigi nel 2003, città che gli offre non solo un palcoscenico artistico più ricco ma anche maggiore libertà creativa. Qui assume anche la carica di direttore artistico per Revillon, una storica casa francese di pellicce, ruolo che mantiene fino al 2006.
La decisione di vivere e lavorare a Parigi segna un punto di svolta: la maison diventa un vero e proprio brand globale, con collezioni per uomo e donna, e con una produzione che sfida continuamente le regole della moda tradizionale.
Lo stile: grunge, glamour e architettura del corpo
Lo stile di Rick Owens è immediatamente riconoscibile. I suoi capi si basano su:
- Palette cromatiche scure — nero, grigi, marroni — che diventano un simbolo della maison.
- Silhouette allungate e drappeggiate, che richiamano l’architettura e la scultura.
- Proporzioni esagerate e materiali grezzi come pelle, lana pesante, denim trattato.
- Un’estetica che fonde glam rock, grunge e minimalismo austero, spesso descritta come glunge (glamour + grunge).
I suoi capi sembrano costruiti tanto come architetture quanto come abiti, con una tensione tra funzione e scultura che riflette un’intensa visione filosofica sulla moda.
Capi iconici
Tra i pezzi che hanno segnato la cultura fashion mondiale troviamo:
- Leather jacket destrutturate con zip e lunghezze asimmetriche.
- Stivali oversize e ramones (la silhouette delle sneaker alte diventata simbolo di status tra gli appassionati).
- Abiti drappeggiati con tagli sartoriali audaci, spesso ispirati a forme scultoree.
- Capispalla lunghi e fluidi, spesso con cappucci profondi e linee monastiche.
Questi modelli hanno alimentato non solo collezioni ma anche sottoculture di stile, influenzando streetwear e haute couture.
I progetti e le linee collaterali
Rick Owens non si limita alla moda. Già nel 2005 lancia DRKSHDW, una linea più casual e accessibile, che introduce denim grezzo e streetwear con grinta dark.
Parallelamente, il brand si espande in furniture design e oggetti d’arte, con mobili che riflettono lo stesso rigore estetico dei suoi abiti: forme organiche, materiali austeri e una visione minimalista.
Premi, riconoscimenti e retrospettive
Owens ha ricevuto numerosi riconoscimenti:
- 2002 – CFDA Perry Ellis Emerging Talent Award, che ha catapultato la sua carriera.
- 2017 – CFDA Lifetime Achievement Award e retrospettiva alla Triennale di Milano.
- 2019 – CFDA Menswear Designer of the Year.
Nel 2025 il Palais Galliera di Parigi ha dedicato una mostra importante — Temple of Love — interamente alla sua visione artistica e alla sua carriera, segno dell’impatto culturale duraturo del designer.
Vita privata: l’incontro con Michèle Lamy
Una parte fondamentale della storia personale e professionale di Rick Owens è il suo rapporto con Michèle Lamy: artista, modella, imprenditrice e musa del designer.
- Insieme dal 2003, sposati nel 2006, vivono a Parigi dove condividono vita quotidiana e progetto creativo.
- Michèle non è solo compagna di vita ma anche partner di business: anima performativa, ispiratrice e motore dello spirito comunitario attorno al brand.
La loro collaborazione ha aiutato a definire non solo la moda di Owens, ma l’estetica stessa del marchio come un’esperienza immersiva di arte e cultura.
Chi porta avanti il nome Rick Owens nel 2026
Nel 2026, la casa Rick Owens resta un marchio indipendente e influente, con collaborazioni e progetti culturali che vanno oltre la moda tradizionale. Oltre a Rick stesso (che continua a dirigere le collezioni e le visioni artistiche), figura centrale rimane:
- Panos Yiapanis, stylist storico: collabora con Owens fin dal 2001 ed è responsabile dell’immagine globale delle sfilate.
- Michèle Lamy, partner creativa e imprenditoriale.
Owens preferisce mantenere un controllo creativo centralizzato con una cerchia ristretta di collaboratori fidati piuttosto che un direttorio di designer.
Oltre a disegnare abiti, Owens progetta mobili.
L’eredità di Rick Owens
Rick Owens non è mai stato interessato alla moda convenzionale: la sua estetica sfida norme, celebra outsider, marginalità e individualità, e propone un equilibrio radicale tra design e filosofia personale.
Nel 2026 il suo brand è più che mai vivo — adottato da subculture urbane e fedeli appassionati, celebrato nei musei e ammirato come una forma di arte applicata. La sua influenza si estende ben oltre le passerelle: è un paradigma di come una visione personale possa diventare un linguaggio universale nella moda contemporanea.
aggiornato a gennaio 2026
Autore: Lynda Di Natale Fonte: rickowens.eu, web Immagine: AI