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La Giornata in memoria delle vittime del terrorismo – ufficialmente chiamata Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice – è una ricorrenza civile italiana profondamente simbolica.
Un momento di riflessione collettiva in cui l’Italia si ferma per ricordare tutte le persone che hanno perso la vita a causa della violenza terroristica. Parliamo di magistrati, giornalisti, politici, forze dell’ordine, ma anche cittadini comuni: uomini e donne uniti da un destino tragico, spesso negli anni più bui della storia repubblicana.
Questa giornata nasce con un obiettivo preciso: 👉 custodire la memoria, promuovere la consapevolezza e difendere i valori democratici.
La giornata si celebra ogni anno il 9 maggio, una scelta carica di significato storico ed emotivo.
Il 9 maggio 1978 è infatti il giorno in cui fu ritrovato senza vita Aldo Moro, dopo 55 giorni di prigionia nelle mani delle Brigate Rosse. Il suo corpo fu scoperto a Roma, in via Caetani, dentro una Renault 4: una scena che ha segnato profondamente la coscienza nazionale.
Ma non solo: nello stesso giorno venne ucciso anche Peppino Impastato, simbolo della lotta contro la mafia.
👉 Due eventi diversi, ma uniti da un filo comune: la violenza contro chi difendeva libertà e giustizia.
La ricorrenza è stata istituita ufficialmente dallo Stato italiano con la Legge 4 maggio 2007, n. 56, approvata dal Parlamento. Un passaggio importante, perché ha trasformato il ricordo in un impegno istituzionale. Non più solo memoria privata o familiare, ma memoria pubblica e condivisa.
La prima celebrazione ufficiale si è tenuta il 9 maggio 2008.
In quell’occasione, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciò un discorso intenso e significativo, sottolineando quanto fosse fondamentale non dimenticare e contrastare ogni forma di violenza politica. Da allora, ogni anno si svolgono cerimonie in tutta Italia: deposizioni di corone, incontri nelle scuole, eventi istituzionali e testimonianze dirette.
Un viaggio nella memoria: gli anni di piombo
Per comprendere davvero questa giornata, bisogna fare un salto indietro nel tempo, negli anni ’60, ’70 e ’80: i cosiddetti anni di piombo. Un periodo segnato da attentati, rapimenti e omicidi politici, in cui gruppi estremisti – sia di estrema sinistra che di estrema destra – cercavano di destabilizzare lo Stato. Tra le vittime più note troviamo:
- magistrati come Emilio Alessandrini
- giornalisti come Walter Tobagi
- uomini delle istituzioni come Vittorio Occorsio
- e tanti altri nomi spesso meno conosciuti, ma non meno importanti
👉 Ogni storia è un tassello della memoria collettiva italiana.
💡 Curiosità che forse non sai
✨ Una data discussa
Non tutti erano d’accordo sulla scelta del 9 maggio: alcuni proponevano il 12 dicembre (strage di Piazza Fontana) come alternativa simbolica.
✨ Un archivio della memoria
La Presidenza della Repubblica ha realizzato un volume con centinaia di schede dedicate alle vittime del terrorismo, per conservarne il ricordo nel tempo.
✨ Non solo Italia
Esiste anche una Giornata europea delle vittime del terrorismo, celebrata l’11 marzo, istituita dopo gli attentati di Madrid del 2004.
✨ Un impegno educativo
Associazioni come AIVITER lavorano nelle scuole per raccontare queste storie alle nuove generazioni, perché la memoria non resti solo nei libri.
🌍 Perché è ancora così importante oggi?
In un mondo dove il terrorismo purtroppo esiste ancora, questa giornata ha un valore più attuale che mai. Ricordare significa:
- contrastare l’indifferenza
- riconoscere il valore della democrazia
- trasmettere alle nuove generazioni il peso della storia
👉 Perché la memoria non è solo passato: è uno strumento per costruire il futuro.
Ci sono giornate che scorrono leggere, tra sorrisi e piccoli piaceri… e altre che ci invitano a fermarci, a riflettere, a guardare dentro la storia. Il 9 maggio è una di quelle date che non fanno rumore, ma parlano forte. Parlano di coraggio, di sacrificio, di vite spezzate troppo presto. E forse il modo migliore per onorarle è proprio questo: non dimenticare mai, nemmeno quando il tempo passa e la memoria si fa più silenziosa.
Perché ricordare non cambia il passato… ma può rendere migliore il futuro.
Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI
