Avete presente quelle persone che riescono a strappare un sorriso semplicemente passando per strada? Quelle che salutano il panettiere, il postino, il vicino di casa, il cane del vicino e probabilmente anche il piccione sul marciapiede?
Il Say Hi Day, che si celebra ogni anno l’11 giugno, nasce proprio per ricordarci quanto possa essere potente una parola composta da appena due lettere: “Hi”. O, nella nostra versione italiana, un caloroso
Ciao!
In un’epoca in cui spesso siamo più impegnati a guardare lo schermo dello smartphone che il volto delle persone che ci passano accanto, questa giornata arriva come un piccolo ma importante promemoria: la gentilezza non passa mai di moda.
La storia commovente dietro il Say Hi Day
Dietro questa ricorrenza non troviamo una multinazionale, una campagna pubblicitaria o qualche strategia di marketing. Troviamo invece la storia di Joseph Anthony Cinotti, un ragazzo statunitense con bisogni speciali che ha lasciato un segno profondo nella vita di chiunque lo abbia incontrato.
Joseph aveva una caratteristica che lo rendeva speciale: salutava tutti. Ma proprio tutti. Non importava chi fossi, da dove venissi, quale fosse il tuo lavoro o il tuo umore. Se incontravi Joseph, ricevevi inevitabilmente un sorriso e un allegro “Hi!“.
La sua famiglia racconta che considerava importante ricordare alle persone che ciascuno conta e merita attenzione. Era il suo modo naturale di costruire ponti tra gli esseri umani.
Una perdita che ha toccato un’intera comunità
Nel 2018 Joseph è scomparso improvvisamente all’età di soli 15 anni. La sua assenza ha lasciato un enorme vuoto tra familiari, amici e conoscenti che ogni giorno avevano ricevuto uno dei suoi celebri saluti. Fu allora che la sua famiglia decise che il suo messaggio non doveva andare perduto.
La nascita della Say Hi Foundation
Nel 2019 venne fondata la Say Hi Foundation, un’organizzazione nata per mantenere vivo il ricordo di Joseph e sostenere bambini e giovani adulti con bisogni speciali. L’idea era, ed è, continuare a diffondere quella filosofia di vita fatta di sorrisi, inclusione, rispetto e attenzione verso gli altri. Perché spesso i grandi cambiamenti iniziano proprio dai gesti più piccoli.
Chi ha istituito il Say Hi Day?
La svolta arrivò nel maggio 2021 quando Summer Luciani, membro della famiglia e attiva nella fondazione, registrò ufficialmente il Say Hi Day presso il National Day Archives. Poche settimane dopo, l’11 giugno 2021, si svolse la prima celebrazione ufficiale della giornata. Da quel momento il Say Hi Day è entrato nel calendario delle ricorrenze dedicate alla gentilezza e all’inclusione.
Perché proprio un saluto?
La risposta è sorprendentemente semplice.
Un saluto:
- rompe il ghiaccio;
- riduce la solitudine;
- favorisce le relazioni;
- crea senso di appartenenza;
- migliora l’umore.
In pratica, è una specie di “superpotere sociale” a costo zero. Ricevere un “buongiorno” sincero è decisamente più piacevole che ricevere l’ennesima email promozionale.
Il giro del mondo dei saluti
Ogni cultura ha sviluppato il proprio modo speciale per dire “ciao“.
Giappone: l’eleganza dell’inchino
- Più il rispetto è grande, più profondo sarà l’inchino.
- Una vera arte nazionale.
Nuova Zelanda: il saluto Maori
- L’Hongi consiste nell’avvicinare naso e fronte.
- Un gesto che simboleggia la condivisione del soffio vitale.
Tibet: la lingua più famosa del mondo
- In alcune tradizioni tibetane mostrare la lingua è un segno di rispetto.
- Provate a farlo in ufficio senza spiegazioni e potreste ottenere risultati diversi.
India: Namaste
- Le mani unite e un leggero inchino rappresentano uno dei saluti più conosciuti e apprezzati al mondo.
Italia: il leggendario “Ciao”
- Poche parole italiane hanno conquistato il pianeta quanto “ciao”.
- Oggi viene utilizzato praticamente in ogni continente.
Curiosità che forse non conoscevi
Esistono oltre 100 modi di dire “hi” in inglese
Secondo diverse raccolte linguistiche, la lingua inglese conta oltre cento varianti informali di saluto.
“Hi” è più antico di “hello”
Contrariamente a quanto molti credono, il termine “hi” compare nella lingua inglese prima di “hello”.
I bambini salutano più degli adulti
- Gli esperti di comportamento sociale osservano che i più piccoli tendono a salutare spontaneamente più spesso degli adulti.
- Forse perché non hanno ancora imparato l’arte di fingere di non vedere qualcuno al supermercato.
Un saluto può cambiare una giornata
È proprio questo il principio che ispira il Say Hi Day: non possiamo sapere cosa stia attraversando una persona, ma possiamo regalarle un momento di attenzione e umanità.
Come festeggiare il Say Hi Day
Le regole sono semplicissime:
- salutare qualcuno che non conosci;
- telefonare a un vecchio amico;
- sorridere ai vicini;
- ringraziare chi lavora per noi ogni giorno;
- scrivere un messaggio gentile;
- fare volontariato;
- dedicare qualche minuto a una persona sola.
Non servono decorazioni, costumi o gadget. Serve soltanto la voglia di essere gentili.
Un piccolo gesto che Joseph ci ha insegnato
La storia di Joseph Anthony Cinotti dimostra che non servono grandi imprese per lasciare un segno nel mondo.
- A volte basta un sorriso.
- A volte basta uno sguardo.
- E molto spesso basta semplicemente dire “ciao”.
L’11 giugno il Say Hi Day ci ricorda che le parole più piccole possono avere l’effetto più grande. Perché dietro un semplice saluto si nascondono inclusione, rispetto, amicizia e umanità. E in fondo, il mondo avrebbe bisogno di qualche “ciao” in più e di qualche indifferenza in meno.

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI