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Questa storia è la dimostrazione che niente può fermare i progetti di un cuore innamorato. Il primo incontro tra Chiara e Michele avvenne all’università: entrambi erano alle prese con gli esami e, sempre di corsa, si scontrarono letteralmente. I loro libri finirono per terra e, nel raccoglierli, presero uno la cartelletta dell’altra. Si accorsero dello scambio solo dopo essere tornati a casa. Lui cercò di risalire al numero di telefono della ragazza cercando, sull’elenco, l’indirizzo riportato sulla cartelletta. Si incontrarono, recuperarono la loro roba e, mentre si  scambiavano opinioni sui corsi di studio, furono interrotti da una zingara: “La tua innamorata sarà più contenta se le regali una rosa.” I due scoppiarono a ridere e Michele rivelò alla gitana che si erano appena conosciuti.  Lei porse una delle sue rose a Chiara, sorrise enigmatica e disse: “Riconosco da lontano due cuori innamorati. Buona fortuna.” Andò via in fretta. Col tempo i due studenti si innamorarono e le parole della zingara divennero realtà. coppia_univeristà_perfettamente_chicAd un certo punto i rispettivi genitori cominciarono a far pressioni ai due affinché si decidessero a sposarsi.  A dire il vero, il giovane aspettava di poter trascorrere un pomeriggio con la fidanzata per farle la proposta di matrimonio ma c’era sempre qualche imprevisto. Finalmente riuscirono ad organizzarsi per passare un pomeriggio assieme. Avrebbero messo da parte tutto il resto per dedicarsi esclusivamente l’uno all’altra. La sera precedente lui le telefonò per comunicarle l’ora in cui sarebbe passato a prenderla: “Ho dei progetti precisi per il nostro pomeriggio insieme. Non ti dico altro. Voglio che per te sia una vera e propria sorpresa.” Lei gli rispose con lo stesso entusiasmo: “Sii puntuale. Io sarò ad aspettarti fuori dal cancello di casa con un dolce tutto per noi.” A metà mattina arrivò l’imprevisto che mandò in fumo i progetti dei ragazzi. La sorella di Chiara le chiese di badare ai suoi bambini: “I miei suoceri hanno avuto un piccolo incidente. Luca ed io dobbiamo andare a fargli visita. Non possiamo portarli con noi. Mamma e papà sono in gita e tu sei la sola che riesce a gestire quelle pesti.” La ragazza accettò con rassegnazione  e chiamò subito il suo innamorato per informarlo: “Mi dispiace ma dobbiamo dire addio ai nostri progetti.” Michele in un primo momento si fece prendere dallo sconforto: “Questa proprio non ci voleva.” Poi ci ripensò: “Non possiamo permettere a due ragazzini pestiferi di rovinare i nostri piani. Vengo da te e ti do una mano a tenerli a bada.” Nel momento in cui lui arrivò i bambini si stavano accapigliando per un aquilone rotto. Il giovane propose a Chiara di occuparsi lui dei due monelli: “Se non sbaglio mi avevi promesso un dolce.” Lei era restia a lasciarlo con le due pesti ma lui fu irremovibile. Le chiese di poter disporre degli attrezzi del padre di lei per costruire qualcosa coi ragazzi e, dopo aver ottenuto le chiavi del ripostiglio, se li portò via lasciandola sola in cucina. Nella stanza degli attrezzi guardò in faccia i suoi piccoli amici: “Adesso noi tre prepariamo una sorpresa per la zia.” Spiegò loro cosa voleva fare e i due lo aiutarono con entusiasmo. Dopo un paio d’ore Chiara, sentendo troppo silenzio e non vedendo nessuno dei tre farsi vivo, decise di andare a controllare che tutto fosse a posto. Preparazione_dolce_perfettamente-chicIl dolce era pronto e la cucina era in ordine. Andò nel giardino che circondava la casa e li vide che giocavano a calcio. I ragazzini videro arrivare la zia e le corsero incontro: “Zia, abbiamo preparato una sorpresa per te. Ti piacerà tantissimo!” Michele li raggiunse e chiese se il dolce era pronto. La ragazza, sorpresa di vedere che tutto filava liscio e che il suo innamorato era di buon umore, propose ai nipoti di andarsi a lavare le mani. I due rimasero spiazzati e guardarono con preoccupazione il loro complice. Lui capì subito i loro pensieri: “Prima di mangiare il dolce dobbiamo fare una cosa. Stavamo aspettando che tu arrivassi perché ci serviva un portafortuna. Abbiamo sistemato quel vecchio aquilone che era li a prender polvere. I bambini hanno detto che tuo padre glielo aveva promesso da tempo. Spero non gli dispiaccia.” La ragazza fece spallucce: “Va bene. Sono curiosa di scoprire cosa avete fatto! Cosa aspettate?” I ragazzini corsero  nello stanzino e portarono fuori il grosso aquilone. Sui volti avevano una strana espressione da combina guai. Chiara era preoccupata .

Quell’espressione sul viso dei suoi nipoti non prometteva niente di buono. Michele andò  incontro ai ragazzini per aiutarli. La fanciulla stava per seguirlo fuori dal cancello ma lui le puntò il dito contro e disse: “Rimani li!” Lei si fermò dubbiosa e sorpresa dalla complicità che si era creata fra quei tre. Nessuno era riuscito a far rigare dritto quei due discoletti prima di allora. Si domandò cosa avesse promesso loro il suo fidanzato per renderli così mansueti ed obbedienti e si appoggiò al muretto aspettando di vedere cosa erano riusciti a fare. Quando finalmente l’opera realizzata dai tre si librò nel cielo Chiara rimase senza parole. Sull’aquilone c’era scritto: MI VUOI SPOSARE? Michele le aveva promesso un pomeriggio pieno di emozioni e e nonostante l’imprevisto era riuscito nel suo intento.  Il giovane lasciò i ragazzini a manovrare l’aquilone e raggiunse la sua fidanzata. Acquilone_perfettamente-chicIl sorriso che illuminava il volto di lei gli fece capire che il suo piano aveva funzionato: “Credevi davvero che due ragazzini potessero impedirmi di realizzare la mio proposta di matrimonio? Allora? Mi vuoi sposare si o no?” Lei gli si avvicinò e lo guardò in faccia: “Era questa la sorpresa di cui parlavi?” Michele le sorrise e le mostrò una scatola contenente un anello: “Non l’avevo studiata proprio così ma…Si!” Lei  guardò prima i ragazzini che correvano facendo volare l’aquilone e poi Michele e rispose: “Ti sposerei anche subito!” Lui le infilò l’anello al dito e l’abbracciò guardando assieme a lei i bambini che si divertivano a far volteggiare nell’aria quell’insolita e giocosa proposta di matrimonio.

Autore: Clorinda Di Natale