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matrimonio_polinesiano_perfettamente_chic_1Un matrimonio allegro romantico e pieno di colori? Esiste! È il matrimonio polinesiano, dove il matrimonio è considerato una vera e propria festa che coinvolge l’intera comunità, un’isola degli arcipelaghi polinesiani e dura diversi giorni. Un matrimonio che ha come scenario una terra esotica e affascinante dove il cielo sembra tutt’uno col mare, il panorama è di un verde unico e vario e l’ospitalità della popolazione non ha eguali. Una perfetta terra consacrata all’amore dove si venera e celebra l’amore.Tutto inizia con rituali simbolici già qualche mese prima. La sposa porta i doni allo sposo a ogni occasione di visita all’abitazione del futuro marito e, durante la vigilia delle nozze, la coppia riceve gli ospiti circondata da tutti i doni, a testimonianza della fertilità e della ricchezza che quest’unione porterà.Le danze sono sempre presenti nei momenti più intensi della cerimonia, dalla formulazione dei riti propiziatori da parte del prete e dei genitori degli sposi, al ricchissimo banchetto che viene offerto dopo lo sposalizio. matrimonio_polinesiano_perfettamente_chic_2.jpg La vigilia è caratterizzata da una festa, equivalente al nostro “addio al celibato“: amici e parenti improvvisavano veri e propri ricevimenti allietati da danze e canti per festeggiare la nuova coppia.Tradizionalmente il matrimonio era un’unione di sangue nel Marae,  il tempio immerso nella natura, aperto ai tre elementi fondamentali: terra, cielo e mare. I parenti della sposa si recavano in processione dal ragazzo portando doni e qui la festa durava tutta la notte. Il giorno dopo la coppia si recava nel Marae e il sacerdote li univa in matrimonio con una semplice formula: “Non abbandonerai mai questa donna?” La risposta negativa suggellava il patto monogamico. Poi veniva steso sulla sabbia un lenzuolo di Tapa, realizzato con la corteccia, e la coppia vi si sedeva. Il sacerdote metteva poi un pezzo di canna da zucchero avvolta in foglie sulla testa dei due sposi, le donne della famiglia si ferivano la fronte con denti di squalo, poi seppellivano una parte della stoffa macchiata di sangue nel Marae, mentre il resto veniva diviso tra i familiari. matrimonio_polinesiano_perfettamente_chic_3.jpg Al termine del rito veniva dato un nome simbolico alla coppia. Oggi la sposa viene accompagnata nel farè (casa tipica a palafitta) da alcune ragazze, massaggiata con olio di manoi e vestita a festa con parei, collane e corone di tiarè (fiore polinesiano) e ornamenti di madreperla. Invece il futuro sposo arriva sul luogo della cerimonia su una piroga a bilanciere e viene accolto sulla spiaggia da ballerini e suonatori di “ukulele” e portato sulla spiaggia per essere tatuato (con l’henné) vestito con pareo tradizionale dal capo tribù e condotto al villaggio dove sarà celebrata la cerimonia in presenza di tutti gli abitanti vestiti a festa. Mentre gli sposi si preparano per la cerimonia, gli ospiti aspettano allietati dalla musica dell’ukulele e da danze sensuali come il tamurè. Dopo la presentazione degli sposi, il sacerdote li invita a entrare nel “marae”, il tempio tahitiano in pietra situato di fronte alla laguna, dove li unisce in matrimonio con preghiere e incantesimi di buon auspicio. La cerimonia è celebrata in polinesiano e francese, accompagnata da canti religiosi tradizionali.
Dopo la benedizione gli sposi ricevono i nomi tahitiani per loro e per i futuri figli e vengono trasportati sulla sedia reale da quattro guerrieri nel luogo dove saranno incoronati con fiori e collane; qui verrà consegnato loro il certificato di matrimonio scritto sul “tapa“, la tipica pergamena. I novelli sposi assistono, sorseggiando Miti Haari (tipica bevanda Polinesiana), a uno spettacolo di danza che le ragazze del villaggio dedicano loro prima di una romantica gita sulla laguna nella piroga reale, cullati dalla musica polinesiana.matrimonio_polinesiano_perfettamente_chic_4.jpeg
La coppia viene infine condotta nel farè reale, un sontuoso bungalow sull’acqua, dove soggiorna fino al giorno dopo; qui i pasti verranno serviti con la piroga, per garantire ai novelli sposi la massima privacy. A Bali la cerimonia si svolge nel tempio Reale di Mengwi nel palazzo reale di Puru Aging Angantaka, di fronte al capo villaggio: c’è la vestizione col sarong, si mettono corone di fiori nei capelli della sposa, la si trucca secondo la tradizione delle danze balinesi.
Si prosegue con le offerte alle divinità, il rito del riso sulle tempie come augurio di felicità, fecondità e ricchezza, si legano tra loro le mani della coppia per indicare l’indissolubilità del vincolo. Il “rito” del matrimonio polinesiano si ispira all’antica tradizione tahitiana e dal 2010 è riconosciuto come matrimonio civile anche in Italia.

Per la bellezza di questo matrimonio, molte coppie decidono di sposarsi su una di queste isole della Polinesia o rinnovano qui i voti nuziali.

Autore: Lynda Di Natale
Pubblicato: felicementesposati.it