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Il matrimonio tra Virginia ed Amedeo fu intenso quanto breve. Nonostante la sua salute cagionevole e contrariamente al parere del medico che l’aveva in cura, la donna affrontò una gravidanza che le permise di stringere tra le braccia una meravigliosa bambina a cui lei e suo marito diedero il nome dell’emozione provata nel momento in cui la videro per la prima volta: Gioia.

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Quella bimba regalò serenità a sua madre, coi suoi sorrisi e la sua spensieratezza, per dodici anni. Prima di morire, Virginia fece promettere a sua figlia di godere ogni istante di serenità che la vita le avrebbe offerto. Nei  dieci anni successivi alla morte della donna, Gioia e suo padre affrontarono insieme i momenti belli e quelli meno belli.La ragazza conobbe Simone alla festa dei diciott’anni di Camilla, la sua migliore amica.

 

Lui col tempo conquistò il cuore della fanciulla e divenne i il suo ragazzo. dopo_la_tempesta_perfettamente_chic_1.pngAll’inizio Amedeo non fu molto favorevole alla loro storia. Riteneva sua figlia troppo giovane per avere un fidanzato. La ragazza, sapendo che la preoccupazione maggiore del padre era che qualcuno approfittasse della sua ingenuità  e buona fede, gli promise che non si sarebbe mai concessa a Simone prima del matrimonio. Quella promessa tranquillizzò l’uomo.

Gioia non amava parlare della malattia di sua madre. Non voleva che la gente provasse pena per lei. Si mostrava allegra e positiva con tutti. Se c’era da divertirsi lei era sempre in prima fila. Solo Camilla conosceva la sua storia. Quando Simone le chiedeva di sua madre lei si limitava a parlargli di quando leggevano assieme Cime tempestose o di quando Virginia le acconciava i lunghi capelli facendola sentire una piccola principessa.

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Il giovane non si spiegava come mai Amedeo non si fosse rifatto una vita con un’altra donna. Quando chiese alla sua innamorata di fargli conoscere suo padre, lei fu sorpresa da quella richiesta. Lui notando il suo stupore le disse: “Ti amo. Voglio che tuo padre impari a fidarsi di me. Sono sicuro che lui teme che io possa farti soffrire. Mio padre teme lo stesso per mia sorella.”  La ragazza lo osservò un momento in silenzio: “D’accordo. Conoscerai mio padre.” Lo abbracciò sorridendo e gli disse che era la ragazza più felice del mondo. Gioia preparò una cena speciale per presentare a suo padre il suo ragazzo. Cominciò ad organizzarsi una settimana prima. Ripulì tutta casa e, per l’occasione, si mise a cucinare scoprendo che le riusciva bene. Le piaceva stare ai fornelli. I due uomini gradirono molto la cena e la serata trascorse in allegria. Simone ed Amedeo scoprirono di avere molti interessi in comune e, a fine serata, quando lui e sua figlia rimasero soli, l’uomo parlò del ragazzo in maniera molto positiva: “ Sembra un bravo ragazzo. Mi piace.” La ragazza abbracciò suo padre. “Anche a me piace molto, papà! “ Quella cena rafforzò il legame che univa i due ragazzi. Simone interpellava spesso il padre della sua innamorata per farle delle sorprese. Tutto andava nel verso giusto finché Gioia non si ammalò. C’era una piccola probabilità che la ragazza sviluppasse la stessa malattia che aveva interrotto la vita di sua madre e, il giorno in cui cominciò a sentirsi debole e stanca, si sottopose alle prime analisi che rivelarono alcune anomalie. Il medico le disse di non allarmarsi e le prescrisse degli ulteriori esami per avere un quadro più chiaro della situazione. Nello scorrere la lunga lista di controlli a cui doveva sottoporsi, la fanciulla cadde nello sconforto. Tornata a casa, nonostante gli sforzi di lui di mostrarsi ottimista, la ragazza capì che anche suo padre aveva paura. Dopo una notte di  riflessioni decise che avrebbe lasciato Simone. Lui non meritava di essere coinvolto nella sua sofferenza. Gli scrisse una lettera in cui gli diceva che non lo amava più e non voleva più vederlo. Chiese a Camilla di fargliela avere.

La mattina di una settimana dopo, mentre usciva dall’ospedale, invece della sua amica, trovò Simone ad aspettarla. Lui era venuto a conoscenza della storia di sua madre e della sua malattia da Amedeo e voleva starle vicino:  “Non puoi decidere per me. Non ho nessuna intenzione di lasciarti sola in questo momento. Aspetteremo insieme l’esito degli esami.” Gioia avrebbe voluto rifugiarsi tra le sue braccia e piangere. Invece gli fece promettere che, se gli esami confermavano la sua malattia, lui doveva dimenticarla. Solo se accettava quella condizione avrebbe potuto starle accanto. Gli spiegò che non poteva permettere che lui soffrisse come era successo a suo padre. Simone non le lasciò finire la frase e l’abbracciò.  Lei, colta di sorpresa da quell’abbraccio improvviso non riuscì a trattenere le lacrime represse in tutti quei giorni. Il giovane le promise che, finché lei avesse avuto bisogno, lui ci sarebbe stato.

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Quando Gioia andò in ospedale per ritirare l’esito dell’ultimo esame chiese a Simone di aspettarla fuori. Tornò da lui con un’espressione molto seria sul viso. Il giovane la fece entrare in auto e partì senza dire una sola parola. Si fermò vicino alla spiaggia. Usciti dall’auto, gli innamorati dopo qualche passo si fermarono a pochi metri dal mare. Quel giorno il cielo era grigio e minacciava tempesta.  Il mare era molto agitato. Ad alcuni avrebbe fatto paura, ma Gioia amava starsene lì ad osservare quella specie di ribellione della natura. Si voltò e chiese a Simone perché l’aveva portata proprio lì. Lui le rispose che la conosceva: “Presto ci sarà una tempesta. Pioverà. Ci saranno vento, lampi, tuoni.  Poi torneranno la calma e il sole. Se saremo fortunati, dopo la sua furia, la natura ci regalerà anche uno splendido arcobaleno. Ti amo e voglio sposarti. Indipendentemente dal  risultato di quell’esame. Permettimi di vivere accanto a te per sempre: nei giorni di sole come in quelli di tempesta.”Gli occhi di Gioia si riempirono di lacrime mentre si rifugiava tra le braccia del suo grande amore e gli diceva che sperava che il loro sempre durasse molto a lungo, perché stava bene ed accettava di sposarlo.

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Autore: Clorinda Di Natale