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Purtroppo in molte comunità del Sudan è ancora diffusa la pratica dei matrimoni “precoci” (età delle donne compresa tra i 15 e 19, qualcuna anche 12 anni). Le donne sono considerate una fonte di ricchezza per la famiglia che le dà in spose in cambio di vacche, in quanto il matrimonio rappresenta una perdita economica. I matrimoni precoci fanno parte delle usanze di molte comunità: una volta che una ragazza raggiunge l’età della pubertà, viene considerata una donna e i familiari non esitano a “cederla” in sposa. Altri favoriscono i matrimoni precoci per timore che le proprie figlie rimangano incinte da nubili, fenomeno condannato dalle culture locali, e di conseguenza nessuno le voglia più in spose, se non in cambio di poche mucche.sudan_nozze_perfettamente_chic_1.jpg

Per i Sudanesi il matrimonio è un “affare” molto importante, costituito da numerosi riti e simboli.

La prima notte di nozze è un evento fondamentale della loro vita ed è oggetto di grandi festeggiamenti. Le spose, per la salvezza della loro vita, faranno meglio ad essere vergini in quell’occasione.

Gli invitati alla cerimonia indossano gli abiti tradizionali della regione di provenienza.sudan_nozze_perfettamente_chic_2.jpg

Il giorno stabilito per le nozze, lo sposo viene accolto, come buon auspicio, con la Umbul-Umbul (bandiera costituita da una striscia di stoffa, il cui lato più lungo è attaccato ad un palo), “annuncio di matrimonio”. La mamma della sposa dona all’uomo una ghirlanda di fiori, come simbolo di benvenuto nella sua famiglia, e un “keris”, ovvero un messaggio nascosto, come incoraggiamento a non essere sfiduciato mentre lavora per la famiglia. In questo rituale di “benvenuto” lo sposo è accompagnato da un corteo di donne con candele che pregano.

Lo sposo e la sposa si siedono l’uno accanto all’altro, sotto un ombrello, di fronte all’ingresso della loro futura casa coperti da un velo. L’ombrello simboleggia la stima e il rispetto. In seguito i due baciano le ginocchia dei loro genitori (cerimonia dello sungkem), chiedono loro perdono, benedizione e promettono di continuare a servirli. Questa cerimonia si svolge dinanzi a una fontana  detta “gargoyle”: l’acqua che scorre dal gargoyle sta ad indicare che l’amore dei genitori per i figli è un flusso continuo.

Lo sposo e la sposa saltano al di sopra di una montagna di fiori che sta a simboleggiare l’inizio di una nuova vita insieme.

Un uomo viene poi scelto per cantare una particolare canzone, il kidung, nel nome dei genitori, come segno di buon auspicio per una vita in armonia ed invoca anche una benedizione sulla coppia.

Un altro rito è quello della rottura dell’uovo, endog, in cui gli sposi si mettono in piedi uno di fronte all’altro, all’ingresso della loro futura casa: lo sposo sta all’esterno e la sposa all’interno. Questa cerimonia è eseguita dalla Sudan, l’ equivalente della damigella d’onore dei matrimoni americani, la quale si occupa anche di un altro rito in cui vengono bruciati e gettati via sette manici di scopa, per inscenare il rigetto in mare delle cattive abitudini che possono mettere in pericolo la vita di coppia. Dopodiché lo sposo rompe l’uovo e, da quel momento, è dichiarato padrone della casa. La sposa pulisce il piede che lui ha usato per rompere l’uovo, con l’acqua contenuta in un kendi (brocca di terra) che rappresenta la pace. Successivamente rompe il contenitore. In questo rito la donna dimostra obbedienza al suo futuro marito.

In seguito la sposa mangia un piatto di riso appiccicoso con il pollo speziato, preparato dalla madre; il pasto simboleggia l’ultimo momento in cui la figlia sarà nutrita dai genitori.sudan_nozze_perfettamente_chic_8.jpg

Lo sposo, ancora fuori dalla casa, con l’aiuto di una coppia di cantanti, chiede alla sposa di poter entrare e lei acconsente impegnandosi a confermare la sua fede musulmana. Agli sposi viene dato un pollo cotto alla brace che, al segnale della Sudan, tirano insieme: la tradizione vuole che chi dei due ottiene il pezzo più grande, porterà la quota maggiore del patrimonio di famiglia.

Dopo la cerimonia di nozze, gli sposi sono sottoposti a una doccia di fiori d’arancio come buon auspicio per un futuro “profumato”. Poi vengono donati loro il riso, simbolo di prosperità, le monete, per ricordare alla coppia di condividere la loro ricchezza con i meno fortunati, e una caramella, a ricordare la dolcezza del matrimonio. Vengono accese sette candele simbolo della direzione che la coppia deve seguire per giungere ad una vita coniugale felice. Una noce di betel, situata vicino agli sposi, come promemoria, affinché  costumi diversi non mettano a rischio un matrimonio armonioso.sudan_nozze_perfettamente_chic_4.jpg

In genere, le celebrazioni del matrimonio nel Sudan proseguono per circa tre giorni ma i preparativi iniziano mesi prima.

Le donne vengono sottoposte ad un regime di bellezza per essere purificate prima del loro ‘grande giorno’. Il più singolare di questi rituali è il  Dokhan (bagni di fumo giornalieri) che la sposa continua per un massimo di due mesi. Questo rituale prevede che la donna ricopra il suo corpo nudo con una coperta e sieda su un piccolo foro nel terreno, contenente le braci ardenti del Talih, un profumato legno di acacia, che dona alla pelle un bagliore giallo e un “ seducente” odore di muffa. I peli sul corpo della sposa sono rimossi con una speciale miscela di zucchero e succo di lime riscaldato che creano una spessa pasta caramellata, un  composto simile alla cera per il corpo tradizionale.

Questa è la prima volta in cui le mani e i piedi della donna vengono decorate con l’hennè, che è il simbolo della donna sposata in Sudan. Si ricoprono le mani e le intere piante dei piedi della sposa con disegni elaborati che spesso proseguono sulle sue caviglie e gli avambracci. Dopo il matrimonio è responsabilità della donna continuare questa procedura e garantire che l’hennè rimanga fresco.sudan_nozze_perfettamente_chic_7.jpg

Amici e parenti si riuniscono per ballare, mangiare dolci e cantare canti nuziali tradizionali, accompagnati dal lamento celebrativo delle donne (zagreet) come colonna sonora.