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Dall’inizio dell’anno Gabriella e Rodolfo avevano dovuto rinunciare a tutte le occasioni di svago organizzate dai loro amici. Lui era stato spesso vittima di raffreddori che lo avevano costretto a restare a casa. Con l’arrivo delle belle giornate di primavera, la salute del ragazzo migliorò. Lui riprese ad uscire e si sottopose a dei controlli per capire la ragione di tutti quei problemi. Lo fece più per far contenta sua madre.

 

Per quel weekend gli amici avevano organizzato una gita al mare. La giornata era così calda che alcuni dei ragazzi decisero di fare il bagno. Dopo aver pranzato con la pasta al forno portata da casa, i ragazzi si divisero in vari gruppi: qualcuno decise di stendersi a sonnecchiare, accarezzato dal piacevole tepore del sole mentre qualcun altro si cimentò in una partita di pallavolo. Gabriella avrebbe voluto unirsi alle ragazze che volevano passeggiare lungo la riva, ma Rodolfo le chiese di seguirlo in un angolo un po’ appartato della spiaggia. Aveva bisogno di parlarle da solo.

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La ragazza notò che lui era un po’ teso e, ripensando ai problemi di salute dei mesi precedenti, cominciò a temere che gli esami a cui si era sottoposto avessero portato alla luce qualche problema serio. Lui raccolse il suo zaino e, dopo aver preso per mano la sua innamorata, cominciò a camminare in silenzio con lei. Gabriella avrebbe voluto parlargli, ma la paura le aveva portato via la voce. Dopo aver camminato per un bel po’ si fermarono in un punto della spiaggia abbastanza lontano dagli altri. Rodolfo fece sedere la sua ragazza e si sedette a sua volta. I due si misero ad osservare il mare in silenzio. Lui le raccontò che ascoltare il fruscio delle onde del mare lo rilassava. Lei la pensava allo stesso modo, ma ancora non riusciva a parlare. Rodolfo allora cominciò a parlarle dei giorni in cui era stato costretto a stare a casa: “Nel silenzio è più facile ascoltare la voce dei tuoi pensieri. Ti accorgi di tante cose che fino a pochi giorni prima avevi sottovalutato. Ti tornano in mente dei dialoghi a cui non avevi dato la giusta importanza e che quindi hai chiuso in maniera precipitosa.  Scopri il vero valore delle cose. In quei momenti ho capito quanto tu sia importante per me. Mi sono accorto di quanto sei speciale. Ho capito di non meritare il tuo amore. Non ho mai fatto niente di speciale per te.” Si fermò interpretando la tensione di lei come un segnale di noia.

 

Gabriella interpretò le parole del giovane come la conferma dei suoi terribili sospetti. Che strano scherzo del destino. In quel giorno lei e Rodolfo avrebbero dovuto festeggiare l’anniversario del loro primo incontro. Invece lui stava per dirle che era affetto da chissà quale grave malattia. Fece un profondo respiro per ricacciare indietro le lacrime. Doveva essere coraggiosa per sostenerlo in quel momento difficile. mare_perfettamente_chic_2.jpgLui cominciò ad armeggiare con lo zaino. Ecco! Ora le avrebbe mostrato chissà quale referto medico. Con suo grande stupore, però, lui mise un piatto di carta sulla sabbia e vi posò al suo interno una scatola di latta, tipo quelle dei pelati. La guardò e le chiese di aprirla. In quel momento lei notò che il barattolo era decorato da una serie di cuori. Presa dai suoi pensieri funesti non diede troppa importanza a quel dettaglio. Osservò dubbiosa Rodolfo e si apprestò a tirare la linguetta per aprire la scatola. Una volta aperto il barattolo, notò che al suo interno c’era una minuscola tortina. Alzò lo sguardo verso il suo innamorato e incontrò il suo sorriso. Lui le prese il barattolo dalle mani e ne rovesciò il contenuto nel piatto. Armeggiò tra i cuori sul bordo del contenitore e recuperò una piccola candelina che sistemò in cima al dolcetto. Prese un accendino ed accese la candelina: “Questa è una mini festa per l’anniversario del nostro primo incontro.” Lei non riuscì a trattenere una lacrima: “Te ne sei ricordato?” Lui le sfiorò la guancia con un dito per asciugarle la lacrima e le disse:  “Alle mini feste è vietato piangere. Sono fatte per essere felici. “ Le prese la mano: “Certo che me ne sono ricordato. Ho bisogno di dirti una cosa importante e mi serviva un’occasione speciale per parlartene.” Le lasciò la mano e frugò nelle tasche dello zaino. Tirò fuori un piccolo cilindro con una coccarda in cima. L’aprì ed estrasse l’anello custodito al suo interno. Gabriella rimase ad osservarlo a bocca aperta. Lui le prese nuovamente la mano e le sorrise: “Questa piccola festa è un modo come un altro per accompagnare la mia proposta di matrimonio per te. Gabriella mi vuoi sposare?” la fanciulla rimase a guardarlo sconcertata: “Tu … Stai bene?” Rodolfo era sorpreso quanto lei: “Ti chiedo di sposarmi e tu mi chiedi se sto bene? Certo che sto bene. A dire il vero non mi sono mai sentito bene come in questo momento.” Gabriella cominciò a piangere e ridere allo stesso tempo. Lui la osservava preoccupato. Lei cercò di calmarsi e, mentre si asciugava le lacrime, raccontò a Rodolfo dei suoi timori. Lui cominciò a ridere assieme a lei.

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Quando entrambi smisero di ridere, Gabriella chiese a Rodolfo come gli era venuta in mente l’idea della tortina nel barattolo. Lui le rispose che durante i giorni in cui era stato costretto a restare a casa aveva visto molta televisione:  “Appena ho visto quell’invenzione ho pensato che sarebbe stato bello organizzare una sorpresa per te. Poi, col passare dei giorni ho deciso di usarla per la mia proposta. A proposito della proposta: non ce ne andiamo finché non mi rispondi. Mi vuoi sposare, sì o no?” Gabriella gli sorrise, lo abbracciò e gli rispose di sì.

Autore: Clorinda Di Natale
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