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In questi giorni siamo tutti impegnati ad addobbare casa per prepararci alle feste imminenti.  Lo scorso anno, in questo periodo, Carlo ed io abbiamo sfruttato le vacanze natalizie per organizzare la nostra convivenza. A gennaio finalmente ci siamo stabiliti nella nostra casa. Questo è il nostro primo Natale da conviventi. Durante l’anno ho avuto carta bianca per quanto riguardava l’arredamento del la casa. Arrivato dicembre, però, è sorto un problema. Mia madre ha pensato di regalarci un enorme abete artificiale. albero_di_natale_o_presepe_perfettamente_chic_0Sin da bambini a casa mia, coi miei fratelli, ho sempre collaborato con gioia all’allestimento dell’albero, pregustando il momento di scartare i regali. Per noi era un rituale. Al suo rientro dal lavoro, la reazione di Carlo nel vedere la scatola dell’abete, ha spento il mio entusiasmo: “Apprezzo il gesto di tua madre ma in casa nostra seguiremo la tradizione e, quindi, realizzerò il presepe con le mie mani.” Superato lo stupore iniziale ho cercato di capire: “Cos’hai contro quest’abete?” Lui ha risposto: “Niente. Dico semplicemente che, come vogliono le nostre origini meridionali, in casa nostra allestiremo il presepe.” Ero sconcertata: “Va bene. Occupati pure del tuo presepe se ti fa piacere ma qui c’è abbastanza spazio anche per l’albero della mamma.” Lui ha scosso il capo: “ Quando avremo dei figli mi piacerebbe trasmettere loro le nostre tradizioni. L’albero è una tradizione che abbiamo importato dall’estero.” Spiazzata dalla sua osservazione ho esposto le mie ragioni: “Carlo, la mamma penserà che non abbiamo apprezzato il suo regalo.” Lui mi ha preso le mani: “Avevo pensato di preparare il presepe con te. Sarebbe stata la prima cosa che avremmo fatto assieme per questa casa. Mi ci vedi ad accompagnarti in giro per negozi a scegliere il colore delle sfere da appendere su quell’abete? È una cosa troppo frivola per me.” Che pensiero carino quello di fare qualcosa insieme.

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In fondo non aveva tutti i torti. Tante mie amiche si lamentano dei loro mariti che non vogliono saperne di accompagnarle nello shopping natalizio. Non sapevo come risolvere il problema. Come facevo a decidere di fare contento lui sapendo che la mamma ci sarebbe rimasta male? Rimasi un momento a riflettere in silenzio. Poi ho avuto una mezza idea che forse avrebbe aiutato Carlo a rivalutare l’abete. Ho sfoderato il mio sguardo da ‘gattina’ ed ho fatto la mia proposta: “Facciamo così: tu ed io andiamo insieme a scegliere l’occorrente per il presepe. Gli addobbi per l’albero che ci ha regalato la mamma li realizzerò con le mie mani. Se ti piacerà quello che ne verrà fuori  l’anno prossimo rifaremo entrambi. In caso contrario spiegherò alla mamma il tuo punto di vista e faremo solo il presepe. Ci stai?” Carlo ha annuito un po’ titubante: “Credo che un freddo abete non abbia speranze a confronto con la tradizione artigianale e religiosa rappresentata dal presepe ma  accetto la tua proposta.” Gli ho dato un rapido bacio: “Perfetto. Sono contenta che tu abbia accettato. Anche perché se non lo facevi avrei detto alla mamma che quest’anno rinunci ad assaggiare le sue  cartellate al vin cotto che ti piacciono tanto.”  Lui si è finto disgustato ed offeso: “Questa è una vera e propria infamità. E dicono che a Natale dovremmo essere tutti più buoni!” Per chiudere il discorso gli ho detto che  per cena ho preparato il suo piatto preferito.

Come promesso il sabato successivo ho accompagnato  Carlo a scegliere le statuine del presepe. È stato più divertente di quanto immaginavo. Lui, soddisfatto dei miei consigli, ad un certo punto mi ha chiesto di separarci: “Adesso, per evitare di annoiarti,  potresti dedicarti alla ricerca degli addobbi per il tuo abete mentre io cerco il materiale per costruire la struttura del presepe.” Con una punta di delusione nel cuore ho seguito il suggerimento. Non avevo nessuna idea su cosa comprare. Ci siamo ritrovati all’uscita, lui col suo materiale, io col mio. Nessuno  dei due immaginava i progetti dell’altro e, a dirla tutta, io non avevo chiari nemmeno i miei. Sera dopo sera il presepe di Carlo si arricchiva di dettagli. Io, senza troppa convinzione, mi limitavo semplicemente a cospargere di brillantina le mie sfere trasparenti. L’idea vincente è arrivata per caso mentre facevo ordine sulla scrivania del mio compagno. albero_di_natale_o_presepe_perfettamente_chic_2Tra le carte sparse sul tavolo ho trovato una foto che ci ritraeva ai primi tempi della nostra storia. Ero convinta di aver messo anche quella nell’album dei ricordi. Cosa ci faceva li? Stavo per riporla quando mi si è accesa la lampadina: il mio albero avrebbe rappresentato la nostra storia attraverso i Natali. Per realizzare il mio progetto ho dovuto passare qualche ora con la mamma di Carlo. Il tuffo nel passato a cui ho costretto mia suocera per recuperare le foto che mi servivano mi ha fatto scoprire una persona nuova in lei. Ne sono rimasta talmente affascinata che le ho rivelato il mio progetto. Lei mi ha incoraggiata a seguirlo fino in fondo: “Sarebbe piaciuto anche a me poter fare un piccolo alberello di Natale ma mio marito ha la testa più dura di un sasso. Carlo non è molto diverso da lui ma tu lo sorprenderai.” L’indomani ho passato l’intera mattinata a realizzare gli addobbi per il mio abete speciale. Quella sera, quando il mio compagno è rientrato dal lavoro e lo ha  visto addobbato, come un bambino, ha passato in rassegna tutte le sfere: in ogni bolla trasparente avevo inserito una foto di un Natale della sua e della mia infanzia, arrivando a quelli vissuti insieme.

albero_di_natale_o_presepe_perfettamente_chic_3La notte di Natale, al rientro dalla messa, Carlo mi ha preso la mano portandomi davanti  all’albero: “Chiudi gli occhi. È il momento di mostrarti il mio regalo.” Ho obbedito piena di euforia. Lo sentivo muoversi nella stanza ma non capivo cosa faceva. Quando ho provato a sbirciare me lo sono trovato di fronte che mi sorrideva divertito: “Sei un’imbrogliona!” Poi si è fatto serio: “Tu mi hai aiutato a scegliere i personaggi del presepe ed io, per non essere da meno, ho pensato di dare il mio piccolo contributo al tuo albero. Guarda un po’.” Quando si è spostato ho subito notato che c’era una nuova sfera appesa tra le altre. Al suo interno non c’era una foto ma una scatolina aperta nella quale brillava un meraviglioso anello. Immobilizzata dall’emozione sono rimasta a guardarlo in silenzio. Lui, emozionato quanto me, ha preso la sfera, l’ha aperta, ha preso l’anello dalla scatola e, inginocchiandosi di fronte a me mi ha chiesto di sposarlo.

Autore: Clorinda Di Natale