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Delfina e Piero si sono conosciuti da piccolissimi ad una festa in maschera per bambini. Tra loro fu antipatia a prima vista. Per anni fecero il possibile per evitarsi. Piero definiva Delfina una ragazzina smorfiosa e capricciosa e lei parlava di lui come di un ragazzetto troppo invadente.  Quando seppero, da amici comuni, che dopo le medie le loro strade si sarebbero divise, entrambi gioirono.Si rividero ad un ballo in maschera organizzato dalla famiglia di un loro amico comune, diciassette anni dopo il loro primissimo disastroso incontro.ballo_in_maschera_perfettamente_chic_0.jpg Lei aveva compiuto da poco vent’anni, mentre lui ne aveva ventidue. In quelle feste agli invitati single era chiesto di non dire a nessuno quale costume avrebbero indossato. Tutti dovevano tenere il viso coperto fino al momento in cui gli organizzatori non decidevano di far togliere loro le maschere. Gli animatori li mettevano in coppia e proponevano loro dei divertenti giochi. Alla fine di ogni gioco, le coppie potevano  riproporsi per il gioco successivo o scambiarsi il partner. Delfina e Piero  (lei vestita da odalisca, lui da Zorro) furono messi in coppia al primo gioco. Tra i due nacque immediatamente un feeling speciale che li portò a restare in coppia per tutta la serata. Nessuno sapeva chi si nascondeva dietro la maschera dell’altro finché non arrivò il momento del  “giù la maschera“. Quando i due scoprirono l’identità dell’altro, scoppiarono a ridere. Da quella sera divennero inseparabili e, frequentandosi, scoprirono di amarsi. Dopo gli anni di università e la ricerca di un lavoro che desse loro una certa stabilità, lei cominciò a desiderare di sposarsi. Non osava chiederlo apertamente a lui, perché non avevano ancora la sicurezza di un lavoro definitivo. L’unica certezza che offriva loro la vita era il legame che li univa. Ognuno di loro avrebbe giurato sui sentimenti che provava per l’altro, sapendo di essere ricambiato con la stessa intensità. Delfina aveva notato una cosa: ogni volta che si parlava di matrimonio, Piero sembrava non sentirci da quell’orecchio. Il desiderio più grande della ragazza era che il suo innamorato le chiedesse di sposarlo. Voleva vivere con lui per poter crescere assieme. Voleva dei figli nei quali ritrovare un po’ di lui e voleva passare tutta la sua vita accanto al suo amore.

ballo_in_maschera_perfettamente_chic_1.jpgIl mattino del suo venticinquesimo compleanno Delfina si svegliò di cattivo umore. Nella settimana precedente aveva notato una certa freddezza da parte di Piero. Tutte le sue certezze sui sentimenti che lui provava per lei cominciavano a vacillare. Forse aveva esagerato con le sue velate richieste di farsi sposare da lui. Quando andò a sedersi a tavola per la colazione tutti la lasciarono in pace: quando era silenziosa appena sveglia, non era una buona idea rivolgerle la parola. Durante la colazione suonò il campanello. Il capofamiglia chiese a suo figlio maggiore di andare a vedere chi era alla porta. Il giovane tornò poco dopo con una grossa scatola che porse alla sorella: “Un fattorino ha lasciato questo per te.” La ragazza prese la scatola, l’aprì, tirò fuori il costume da zingara al suo interno e lesse il biglietto che lo accompagnava. Era un regalo di Piero:  “Stasera indossa questo costume e fatti trovare pronta alla solita ora. Ti porto a ballare.” Lei sorrise per l’inaspettata sorpresa, ma tornò seria notando che non c’era nemmeno un accenno di auguri. Quella era una cosa strana. Piero da cinque anni le mandava un sms di auguri il mattino del suo compleanno. L’inquietudine della fanciulla crebbe quando nel pomeriggio suo fratello la informò che il suo innamorato aveva avuto un contrattempo e sarebbe arrivato in ritardo. Perché Piero non aveva chiamato direttamente lei? Delfina decise di tenere per sè i suoi dubbi e si preparò per la festa. Arrivata al luogo in cui si svolgeva il ballo in maschera, si allontanò immediatamente da suo fratello e la sua ragazza. Voleva bene ad entrambi, ma a volte non li sopportava: senza mettersi d’accordo si erano vestiti da strega lei e da stregone lui e i loro nomignoli le davano la nausea quella sera. Per un’ oretta si divertì in compagnia delle amiche. Poi arrivò il momento dei giochi. Quella sera gli animatori avevano scelto uno dei suoi giochi preferiti: le associazioni di parole. La prima parola era costituita da un oggetto nascosto in un sacchetto da indovinare al tatto, la seconda era il nome di un personaggio di un film o di un libro mimato da qualcuno e la terza andava scoperta interpretando i disegni di un amico dalla fama di pessimo disegnatore. Le parole individuate da Delfina furono  scatola, moschettiere e pioggia. Mentre aspettava di sapere se aveva indovinato, cercò di trovare un nesso che le unisse. Anche se aveva altro a cui pensare, le dava fastidio perdere al gioco in cui era imbattibile. Arrivato il suo turno, però, dovette ammettere la sconfitta e chiese di conoscerne la soluzione. L’animatore annuì: “La soluzione è alle tue spalle!”  Delfina si voltò e si trovò di fronte Piero vestito da moschettiere che le sorrise e sollevò un pugno di coriandoli che lasciò cadere sulla sua innamorata: “Io sono il moschettiere, questa è la pioggia del secondo indizio e il nesso tra le tre parole sono le lacrime. Quelle che abbiamo versato entrambi da bimbi durante il nostro primo incontro. Eravamo vestiti tu da zingara ed io da moschettiere. Ti ho lanciato i coriandoli e tu sei scoppiata a piangere. Poi ti ho portato il dolce per scusarmi e tu mi hai fatto piangere prendendomi a botte. ballo_in_maschera_perfettamente_chic_3.jpgLa cosa non mi è andata giù. Stasera, dopo diciassette anni, ho deciso di rifarmi.”Prese il sacchetto, lo aprì e tirò fuori la scatolina al suo interno: “Il nesso tra le tre parole del tuo indovinello è il mio regalo per il tuo compleanno. O meglio: la mia proposta per te.” Le si avvicinò, si inginocchiò davanti a lei e, aprendo la scatolina con l’anello, sorrise e disse: “Delfina, vuoi diventare mia moglie?” La fanciulla, sorpresa, cominciò a piangere di gioia e rispose di sì al suo innamorato. Lui si alzò in piedi, le mise l’anello al dito e sorridendo le augurò buon compleanno. I due si abbracciarono e la festa riprese tra balli ed allegria.

Autore: Clorinda Di Natale