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Agnese, ama disegnare da sempre. Infatti, sin da bambina, mentre i genitori lavoravano, lei trascorreva intere giornate a disegnare e colorare. Poi, quando in terza media, grazie ad una ricerca scolastica, scoprì la storia di Coco Chanel ne rimase affascinata e decise di indirizzare i suoi studi verso il mondo dell’arte e della moda. Con l’adolescenza, cominciò a ribellarsi ai genitori che decisero di imporre a lei e suo fratello Alberto una nuova regola: avrebbero potuto soddisfare i alloro desideri solo se, oltre ad impegnarsi nello studio, davano una mano nell’attività di famiglia. Soddisfatti dalla condotta della figlia, Silvana e Roberto le permisero persino di interagire coi clienti alla reception del B&B. Nei momenti di inattività la ragazza prendeva album e matite e si dedicava a ritrarre le persone che la incuriosivano particolarmente. Spesso era talmente concentrata nel disegno che bisognava sollecitarla per riportarla alla realtà.ritrattista_perfettamente_chicQualche settimana prima del suo diciottesimo compleanno, mentre disegnava, la fanciulla fu interrotta da una donna dall’aspetto elegante che suonò il campanello sul banco. Quando Agnese alzò lo sguardo rimase senza parole: di fronte a lei c’era la sua stilista preferita. Madame Edvige, infastidita da quell’atteggiamento un po’ stralunato, sbirciò il disegno che la ragazza aveva tra le mani, decise di sfilarglielo per osservarne i particolari e le chiese se il ritratto era opera sua. Lei annuì:

Si, signora. Nei momenti liberi mi piace ritrarre la gente.

Madame Edvige, incuriosita, domandò ancora:

Perché la donna del ritratto è vestita diversamente rispetto alla realtà?

La ragazza, un po’ più rilassata, spiegò:

Coco Chanel sosteneva che la bellezza inizia nel momento in cui decidiamo di essere noi stessi. Nei miei ritratti cerco di catturare l’anima della gente per trasformarla in un outfit che la rispecchi.

La donna, colpita da quella spiegazione, le rese il disegno chiedendole il nome e quanti anni aveva. La fanciulla rispose euforica:

Sono Agnese e tra poche settimane compirò diciott’anni.

Madame Edvige, assorta nei suoi pensieri, la osservò:

Mi tratterrò in questa città per alcune settimane. Vorrei una stanza tranquilla.

La ragazza le diede le chiavi della stanza migliore del B&B e la donna, prendendole, la guardò dritto negli occhi e disse:

Vorrei che tu mi facessi il ritratto.

Agnese scosse il capo confusa:

No madame. Credo che il modo in cui lei è vestita rappresenti perfettamente il suo modo di essere.

La stilista raccolse la valigia e, porgendole la mano, riformulò la sua richiesta in modo più incisivo:

Voglio il mio ritratto e se riuscirai a sorprendermi realizzerò il progetto dell’abito che hai disegnato per i tuoi diciott’anni.

La ragazza, pur avendo acquistato l’abito da indossare in quell’occasione, pensò alla possibilità di vedere realizzata una sua idea dalla leggendaria Madame Edvige e, un po’ titubante, strinse la mano della stilista. Durante la cena, assalita dal timore di non essere all’altezza dell’impegno preso, raccontò a sua madre l’accaduto. Silvana la incoraggiò:

Sei brava nel creare i tuoi ritratti. Dimostra a quella donna cosa sai fare. Un’occasione così capita una volta sola nella vita.

La fanciulla, rincuorata, si mise subito al lavoro e quando l’indomani mostrò il disegno alla stilista lei, sorridendo con aria soddisfatta, le disse:

Tu sei riuscita dove tanti hanno fallito. Portami il disegno dell’abito dei tuoi sogni. Lo confezioneremo insieme.

La sera del suo diciottesimo compleanno Agnese indossò l’abito realizzato con Madame Edvige.18_anni_perfettamente_chic Prima di lasciare il B&B, la stilista le fece promettere che avrebbe studiato con impegno:

Conseguita la laurea avrai un posto tutto per te nel mio atelier.

Elettrizzata da quella promessa la fanciulla superò gli esami di maturità col massimo dei voti. Dopo il liceo si iscrisse all’università impegnandosi nello studio ed ottenendo ottimi risultati esame dopo esame. Ai ragazzi che le facevano la corte diceva che avrebbe pensato all’amore solo dopo aver realizzato il suo sogno. L’unico svago che si concedeva era realizzare i suoi ritratti durante le pause tra studio e lavoro.

Il pomeriggio del suo ventunesimo compleanno il cielo minacciava tempesta e Agnese aveva bisogno di scaricare lo stress dopo l’ennesimo esame. Armata di album e matite andò al B&B e si offrì di sostituire sua madre alla reception. Dopo essersi guardata intorno decise di ritrarre un violinista e il suo candido cane entrati nell’atrio per ripararsi dalla pioggia. La incuriosiva il modo in cui il giovane e il suo amico a quattro zampe sembravano parlarsi con lo sguardo. La fanciulla era intenta ad ultimare il ritratto quando qualcuno, spalancando la porta d’ingresso, fece entrare una folata di vento che le scompigliò i capelli. Il nuovo arrivato si avvicinò alla reception e si presentò. Agnese aveva sentito parlare suo padre e suo fratello del nuovo tuttofare del B&B ma non lo aveva ancora incontrato. Alzò lo sguardo verso il giovane, i suoi occhi si persero in quelli di lui e tra i due fu amore a prima vista.

La ragazza era talmente innamorata da non riuscire più a concentrarsi su nulla che non riguardasse quel ragazzo. I suoi studi furono i primi a risentirne. Sorpresi dall’intensità delle loro emozioni Agnese ed Eros, nel giro di pochi mesi, passarono dal chiacchierare come due buoni amici ad aspettare i risultati delle analisi per avere la conferma dell’arrivo di un figlio. Pochi giorni dopo aver ricevuto il verdetto, i due innamorati, mano nella mano, confessarono il loro amore ai genitori di lei.donna_incinta_perfettamente_chicLa fanciulla comunicò loro di essere in dolce attesa:

Ci sposeremo prima che nasca il bambino e lavoreremo entrambi per garantirgli una vita serena.

I coniugi, colti alla sprovvista da quella rivelazione, rimasero in silenzio. Fu Silvana a parlare per prima:

Cosa ne sarà dei tuoi progetti?

Agnese le rispose che avrebbe lasciato l’università:

Non ho più lo stesso entusiasmo di quando ho cominciato, sono distratta e non riesco più a mettere emozione in quel che faccio. È giusto che lasci il mio posto a qualcun altro.

La donna scambiò una rapida occhiata col marito che parlò ai ragazzi in tono rassegnato:

Spero non vi pentiate delle vostre scelte. Crescere un figlio richiede molto impegno, denaro e grandi sacrifici. Al giorno d’oggi è difficile trovare un lavoro ben retribuito. Avete agito da irresponsabili ed io non posso permettere che mio nipote patisca la fame. Lavorerete entrambi a tempo pieno ne! B&B e noi vi aiuteremo finché non raggiungerete una vostra autonomia.

La delusione di Roberto era palpabile e i ragazzi, consapevoli del fatto che non aveva tutti i torti, accettarono la sua offerta. Silvana e Roberto, sconfortati, si chiedevano che futuro avrebbe avuto la figlia e se un giorno non si sarebbe pentita di aver rinunciato al suo sogno. Pur sperando che almeno uno dei figli portasse avanti l’attività di famiglia, avevano sempre apprezzato l’impegno e la perseveranza dei due nel perseguire i loro sogni. Alla fine concordarono che, nonostante Agnese avesse deciso di sposarsi a causa della gravidanza, loro avrebbero fatto in modo che avesse un buon ricordo del suo matrimonio. Silvana voleva curare ogni dettaglio del ricevimento ma quando chiese alla figlia di aiutarla lei spense il suo entusiasmo:

Mamma voglio soltanto sposarmi il più presto possibile e dedicarmi alla gravidanza.

La donna, rassegnata, organizzò un ricevimento semplice per pochi intimi ma non avrebbe rinunciato per niente al mondo all’altro suo progetto. Due settimane prima delle nozze, infatti, si presentò da sua figlia accompagnata da due donne le quali, senza perdere tempo, si affaccendarono attorno alla sposina che le osservava confusa mentre le prendevano le misure, le posavano addosso campioni di tessuto e prendevano appunti scambiandosi occhiate d’intesa. sposa_incinta_perfettamente_chic_1Ogni suo tentativo di avere chiarimenti fu nullo. Finito il lavoro le due le regalarono uno strano sorriso e lei le rivide solo il mattino del matrimonio quando, truccata e pettinata, fu condotta in camera dei suoi. Nonostante il suo corpo mostrasse già i primi segni della gravidanza, l’abito che le due donne le fecero indossare, le scivolò addosso alla perfezione. Nell’istante in cui la fanciulla vide la sua immagine riflessa nello specchio – fino a quel momento coperto da un lenzuolo – fu travolta da un susseguirsi di emozioni: quello che indossava era, in ogni minimo dettaglio, il vestito da sposa dei suoi sogni. Silvana cacciò indietro le lacrime e le rivelò che aveva sbirciato tra i suoi album ed aveva inviato alcuni disegni a Madame Edvige: quell’abito era il regalo della stilista per le sue nozze. Agnese non riuscì a trattenere le lacrime e si rifugiò tra le braccia di sua madre. Roberto rimase in silenzio finché, vedendo brillare di emozione gli occhi degli sposi mentre si scambiavano le promesse nuziali, capì che poteva stare Tranquillo: sua figlia sarebbe stata felice. In fondo Eros era un bravo ragazzo.

Qualche mese dopo nacque Gabrielle. Trascorse alcune settimana dal parto, rientrando al B&B dopo un controllo dal pediatra, Agnese fu fermata da una giovane donna con in braccio un bimbo di pochi mesi:

Sei Agnese, vero? Io sono Anna, la figlia di Madame Edvige, e lui è mio figlio Daniele. Fra poco ci raggiungerà anche mia madre. Siamo qui per conoscere la tua bimba e vorremmo prenotare una stanza.

La ragazza si occupò di persona della sistemazione delle donne. Nel frattempo Anna, guardandosi intorno, notò un dipinto appeso ad una parete. Voleva chiedere qualcosa in proposito ma fu interrotta dall’arrivo di Madame Edvige che, dopo aver salutato Agnese, la osservò contrariata:

Perché hai interrotto gli studi? Hai un talento unico. È un peccato non farlo fruttare.

La fanciulla sospirò:

L’idea di lavorare per lei mi lusingava. Mi ammazzavo di studio per superare col massimo dei voti ogni esame. Ad un certo punto ho messo da parte le emozioni perdendo di vista la ragione che mi ha portata a seguire il sogno della moda. Quando è arrivato Eros tutto è cambiato. Pensavo solo al momento in cui lo avrei incontrato. Distratta dalle sensazioni che provavo quando mi guardava coi suoi occhi scuri e mi stringeva tra le sue braccia non riuscivo più a concentrarmi nello studio. Quando gli rivelai di essere incinta lui si mostrò pronto ad accogliere nostro figlio: desiderava creare una famiglia tutta sua dopo aver perso i genitori da piccolissimo. Ha rinunciato ai suoi progetti per dedicarsi a noi ed io mi sentivo indegna di portare avanti un sogno che avevo sciupato.

La stilista rimase in silenzio ed Anna prese la parola:

Giorni fa, tra le mail dell’atelier, ne ho trovata una che mi ha colpita. Quando mamma mi ha parlato di te mi è balenata un’idea nella testa. Vorrei la tua collaborazione per la prossima apertura di una nuova sede della maison in questa città. Riprendi gli studi, consegui la laurea ed occuperai il posto che ti è stato promesso anni fa.

Agnese la guardò con sorpresa:

Perché proprio io?

Anna allargò le braccia:

Per il tuo talento, perché sei stata molto fortunata rispetto a me e poi perché, come dice Eros nella sua mail, l’amore e la moda possono procedere a braccetto sulla strada della vita.

La ragazza, stupita, si potrò le mani alla bocca:

Lui ha scritto una mail…

Anna, allarmata, scosse il capo:

Ti prego metti via le lacrime!

Le puntò il dito contro e finse un tono minaccioso:

Leggerai quella mail solo se mi metti in contatto col violinista nel ritratto dell’ingresso.

L’altra parlò trattenendo le lacrime:

Quello è stato il mio ultimo ritratto. Di lui so soltanto che voleva riparo per sé e il suo cane dalla pioggia. Poi è arrivato Eros…gettyimages-1178557298-612x612

Le lacrime presero il sopravvento. Mentre Anna abbracciava la sua nuova amica, Madame Edvige sorrise a suo nipote sperando che un giorno anche sua figlia trovasse sulla sua strada qualcuno che le facesse brillare gli occhi della stessa felicità di cui splendevano quelli di Agnese.

Autore: Clorinda Di Natale