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Con l’arrivo della primavera nelle cassette della posta sbocciano, come fossero fiori, gli inviti di nozze.

Quest’anno anch’io ne ricevetti uno. Una delle mie migliori amiche si sposava. Ero molto contenta per lei. Katia ed Alfio ne avevano passate tante e, finalmente, avrebbero coronato il loro sogno. Mancava solo un mese al grande giorno e non mi aspettavo più di essere invitata. Mentre esaminavo l’invito, mia madre venne a sbirciare alle mie spalle e si fermò a guardarmi in silenzio.  La osservai  a mia volta:

Che c’è?

 Mamma accennò un sorriso:

Devi andarci. Se la tua amica ti ha invitato significa che ha piacere che tu ci sia.

 La guardai senza entusiasmo. Avevo rotto da appena  un mese col mio ragazzo che, per giunta, è il migliore amico dello sposo e non avevo voglia di incontrarlo. Soprattutto in un’ occasione come quella. Mamma non mi diede il tempo di risponderle:

Non puoi smettere di vivere solo perché Luca ha smesso di amarti. Almeno ha avuto il buon senso di parlare chiaro.

 Dopo una giornata di lavoro, l’ultima cosa che volevo era mettermi a discutere con lei di certe cose. Arrivò a salvarmi un sms della mia amica del cuore Alessia. Lo lessi e, fingendo un’euforia che non avevo, lasciai un rapido bacio sulla guancia alla mamma, informandola che non restavo a cena.  Appena informai la mia amica dell’invito, lei mi abbracciò con entusiasmo:

Perfetto. Ci divertiremo un sacco, vedrai.

Mi allontanò e mi guardò con decisione:

Perché tu ci vieni a quel matrimonio, vero?

Le feci notare che, essendo il migliore amico di Alfio, sicuramente ci sarebbe stato anche Luca. Lei sospirò:

A quanto pare, il tuo ex ha perso la testa per una sua nuova collega di lavoro. Si trasferisce a giorni per stare più vicino alla sua nuova fiamma e ha già informato Alfio che non gli sarà possibile venire al matrimonio. Scusa se te lo dico così, ma è un mese che ti vedo piangere per lui e, sia io che gli altri ti vogliamo troppo bene. Katia non ti aveva invitata per l’amicizia che lega Alfio e Luca ma, appena ha saputo che lui non ci sarà, mi ha chiesto se poteva invitarti. Ti farà bene svagarti assieme ai tuoi amici.

In un primo momento ciò che Alessia mi aveva detto di Luca mi fece infuriare. Me ne andai decisa a cercare il mio ex per riempirlo d’insulti prima di cancellarlo per sempre dalla mia vita. Mentre camminavo, però, mi resi conto che stavo per fare un inutile errore. La mamma, in fondo, aveva ragione. Luca avrebbe potuto continuare ad illudermi ed iniziare la sua nuova storia. Ripensai alle parole che mi aveva detto durante il nostro ultimo incontro e, invece di voltare l’angolo per andare a casa di lui, tirai dritto verso casa mia. Dopo aver fissato in silenzio il soffitto per qualche minuto, mi alzai dal letto, raccolsi tutti i ricordi della mia storia con Luca e riposi tutto dentro una scatola che misi in fondo all’armadio. Decisi che non avrei più sprecato una lacrima per quella storia. Alessia aveva ragione: mi avrebbe fatto bene divertirmi con i miei amici. Arrivò un nuovo messaggio sul cellulare.

Alessia era preoccupata per me. Cercai il suo numero in memoria e la chiamai:

Alessia. Sto bene. Devo dirti una cosa.

Lei si scusò per essere stata poco sensibile. Non la lasciai finire:

Ti ho detto che sto bene e ho deciso che verrò al matrimonio di Katia ed Alfio.

Alessia cominciò ad esultare:

Vedrai che non te ne pentirai. Non vedo l’ora che arrivi quel giorno. Sai cosa facciamo? Se ai tuoi va bene, la sera prima delle nozze di Katia mi fermo a dormire da te. Così ci prepariamo insieme. D’accordo?

 Immaginai l’espressione del suo volto e mi ritrovai a sorridere. Le dissi che avrei indossato l’abito che avevo comprato l’anno scorso in occasione del matrimonio di mia sorella Deborah. Raccontai alla mia amica che avevo tolto di mezzo tutti i ricordi della mia storia con Luca e lei mi aiutò a chiudere definitivamente col mio passato.

Un paio di settimane prima del matrimonio  tirai fuori il mio abito dall’armadio. In quel periodo ero un po’ dimagrita e decisi di provare il vestito per assicurarmi che mi andasse bene. Mentre lo tiravo via dalla gruccia notai che c’era una macchia enorme sulla gonna. Scoraggiata chiamai la mamma e le chiesi se poteva rimediare a quel danno. Lei esaminò la macchia:

Non credo che si possa togliere. Come hai fatto a macchiare il vestito in questo modo?

 Guardai la macchia con disperazione poi guardai la mamma:

Mancano pochissimi giorni al matrimonio. Adesso cosa mi metto?

 La mamma mi tranquillizzò:

Troveremo sicuramente qualcosa di adatto. Chiederemo aiuto a tua sorella. Lei di sicuro aveva qualcosa da prestarti.

Decisi di non aspettare oltre ed andai a casa di Deborah. Fui accolta da mio cognato Ivan. Dopo aver ascoltato il racconto della mia disavventura, mia sorella mi portò davanti al suo armadio e mi disse di prendere quello che preferivo. Dopo aver provato un paio di vestiti, mi feci prendere dallo sconforto. Non credevo di essere dimagrita così tanto. Deborah mi disse che dovevo avere più cura di me stessa:

La mamma mi ha detto che sei stata molto male e l’ho sentita molto preoccupata. Ora cerca di volerti di nuovo bene e smettila di dimagrire. Presto incontrerai la persona che ti completerà e tornerai ad essere felice.

Ivan ci propose di uscire a fare quattro passi:

Ce ne andiamo un po’ in giro, vi offro un bel gelato, che a quest’ora va sempre bene e poi voi due andate alla ricerca di un vestito. Attenta a scegliere bene, Samantha. Quell’abito sarà il regalo di tua sorella e mio per la tua rinascita.

Adoro mio cognato!!!

Dopo aver gustato un buon gelato, Deborah ed io ci dedicammo alla ricerca dell’abito della mia ‘rinascita’ basandoci  su alcune regole fondamentali:

  • niente di nero, perché il matrimonio è qualcosa di allegro;
  • niente di bianco, perché quello è il colore riservato alla sposa; se la sposa non veste di bianco evitare di indossare il suo stesso colore d’abito.

Quando rientrai a casa, mamma scambiò una rapida occhiata con papà che sorrise:

Finalmente la  piccola Sam e tornata a sorridere. È proprio vero: per voi donne lo shopping è un toccasana.

Odiavo essere chiamata “piccola Sam”, ma decisi di chiudere un occhio. Quella sera avevo solo voglia di godermi il calore della mia bella famiglia.

Autore: Clorinda Di Natale