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Sandra ed io siamo amiche praticamente da quando eravamo nella culla della nursery all’ospedale in cui siamo nate. Le nostre mamme erano nella stessa stanza e sono diventate amiche mentre aspettavano che noi nascessimo. Sono entrate in travaglio più o meno assieme e noi due siamo nate a pochi minuti di distanza l’una dall’altra. Ed è come se fossimo gemelle. Da allora le nostre famiglie sono diventate inseparabili. Tutte le tappe importanti della nostra vita, Sandra ed io le abbiamo vissute assieme: battesimo, compleanni, prima comunione, cresima… siamo persino finite in classe assieme dall’asilo fino a tutti gli anni del liceo.  Avevamo gli stessi sogni e ci piacevano le stesse cose.

Quando è arrivato Oliver, le nostre vite hanno iniziato a prendere strade diverse. Oliver è il ragazzo che ha preso il cuore della mia amica-sorella. All’inizio mi era antipatico, perché temevo che potesse mettere a rischio il rapporto tra me e Sandra. Col tempo, però, ho imparato a conoscerlo e lui ha capito che, se teneva davvero alla sua ragazza, doveva accettare la nostra amicizia. Oggi lui è come un fratello per me.

Quello appena cominciato è un grande giorno per noi tre. Sandra ed Oliver si sposano ed io sarò la damigella d’onore, nonché testimone della sposa. Alle prime luci dell’alba mamma ed io eravamo già a casa della mia amica. Bisognava rispettare tutte le tradizioni e i riti scaramantici previsti per quel giorno. Tanto per cominciare, siccome Sandra sperava che anche io trovassi l’amore e fossi felice quanto lo era lei, dovetti aiutarla ad indossare le calze. Dicono che questo gesto aiuti la ragazza che lo compie a trovare l’amore.

Quando Sandra ha finito di prepararsi, ha chiesto al fotografo di farci una foto assieme e che ne sviluppasse due copie. In auto, mentre andavamo verso la chiesa, non abbiamo detto una parola. Ci tenevamo strette per mano e cercavamo entrambe di trattenere le lacrime che, però, una volta arrivate in chiesa sono venute fuori: sembravamo due fontane! Mentre gli sposi si scambiavano le promesse e le fedi, il mio cuore batteva come se a sposarmi fossi io. Usciti dalla chiesa ho seguito gli sposi per il servizio fotografico. Arrivati alla sala gli sposi sono stati catturati dagli altri invitati ed io sono rimasta per un momento da sola. Ho deciso di sedermi al mio tavolo. Le scarpe che indossavo erano un po’ scomode e se non mi riposavo un momento non avrei potuto godermi il resto della giornata. Per fortuna al tavolo con me, oltre i soliti amici, c’era un ragazzo simpatico e gentile. Era anche molto carino e durante tutto il banchetto si comportò da perfetto cavaliere con me. Chissà chi era? Non ricordavo di averlo mai incontrato prima di allora. Lui, però, sembrava sapere molto sul mio conto. Conosceva addirittura il mio nome, mentre io, nonostante fossimo quasi al termine del ricevimento, non ero riuscita a conoscere il suo. Me lo trovavo accanto all’improvviso anche durante i balli.

Quando arrivò il momento del lancio del bouquet io ero talmente esausta da non badare a ciò che succedeva attorno a me. Il mio più grande desiderio in quel momento era di liberarmi dalle trappole che avevo scelto come scarpe. Ero assorta nei miei pensieri quando qualcuno mi diede dei leggeri colpetti sul braccio. Era il ragazzo misterioso. Mi indicò la sposa e disse:

La sposa sta per lanciare il bouquet. Se non ti affretti a raggiungere le altre perderai l’occasione di afferrarlo e di sperare di sposarti entro l’anno!

Automaticamente mi alzai e raggiunsi il gruppetto delle single che si sarebbero contese il bouquet. Sandra mi guardò negli occhi e sorrise. Qualcosa mi diceva che, se tutto andava secondo i suoi piani, il suo mazzo di fiori sarebbe caduto dritto nelle mie mani. Ricambiai il suo sorriso e mi preparai a dar battaglia alle altre contendenti. Quei fiori dovevano essere miei! La sposa si voltò di spalle, fece per lanciare il bouquet, ma si fermò voltandosi a guardare verso di me. Tornò a darci le spalle e fece un gesto con la mano, un codice che usavamo lei ed io durante le partite di pallavolo a scuola. Subito dopo lanciò il mazzo di fiori che, neanche a dirlo, finì dritto tra le mie mani. Quando Sandra vide che avevo preso il bouquet saltellò battendo le mani come una bambina. Subito dopo venne da me e ci abbracciammo. Mentre eravamo strette l’una all’altra lei mi confessò che, come me, non sopportava più le scarpe. Ci guardammo in faccia, andammo a sederci, ci liberammo delle scarpe e scoppiammo a ridere nel notare le occhiate di disapprovazione delle nostre madri. Sandra mi chiese scusa per essere stata troppo impegnata e non avermi dato attenzione per tutto il giorno. Io la rassicurai:

Tranquilla, avevi altro da fare. In fondo a me è andata più che bene. Ho persino preso il bouquet della sposa. Ora mi manca solo un cavaliere col quale  sposarmi entro l’anno, come tradizione vuole.

Lei mi guardò con una strana espressione sul volto:

Magari se ti guardassi intorno ti accorgeresti di quel ragazzo che non ti toglie gli occhi di dosso da quando siamo qui dentro. Mi sembra simpatico oltre che molto carino.

Seguendo il suo sguardo notai il ragazzo del tavolo che ci guardava e, appena incrociò il mio sguardo mi salutò sorridendo. Guardai la mia amica con sospetto:

Visto che qualcuno ha provveduto a fare a lui un resoconto dettagliato sulla mia persona, ti dispiacerebbe dirmi almeno il suo nome?

L’animatore venne a prendersi la sposa per il rituale della giarrettiera. Lei, però, tornò subito dopo da me per dirmi qualcosa.

Oliver e il ragazzo in questione ci raggiunsero pochi minuti dopo. Lo sposo ci annunciò che, mentre noi due chiacchieravamo, suo cugino Gianluca aveva preso la giarrettiera. Sandra mi strinse leggermente la mano. A noi due bastava guardarci per capire cosa pensavamo. Beh, la mia migliore amica-sorella si era sposata, ma chissà? Forse tutti i riti a cui eravamo ricorse durante quel giorno avevano avuto effetto immediato. In fondo Gianluca, come aveva detto Sandra, oltre che molto carino era anche simpatico. Per il momento l’unica cosa certa è che la vita della mia amica da oggi prende una direzione diversa dalla mia. Per il resto c’è solo da aspettare. Se son rose fioriranno.

Autore: Clorinda Di Natale