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Il momento più bello nel rito del matrimonio arriva quando gli sposi promettono davanti a Dio di amarsi per sempre: ‘nella buona e nella cattiva sorte, finché morte non ci separi’. Iris, sin da bambina, sogna di vivere anche lei la magia di quell’istante. Concepita dai genitori con la speranza che arrivasse un maschietto, è la minore di tre sorelle. Il suo nome lo scelse la sua bisnonna. Come la sua anziana parente, anche Iris amava scrivere: sognava di diventare una scrittrice di successo. Chi la conosceva, però, sosteneva che non sarebbe arrivata da nessuna parte perché era sempre con la testa tra le nuvole. L’unico ad incoraggiarla era suo padre, convinto che prima o poi ce l’avrebbe fatta.

La bisnonna Marie morì, alla veneranda età di centodue anni, lasciandole in eredità un enorme baule che custodiva i ricordi della sua gioventù. Dopo il funerale, Iris si fermò al paese con la nonna Ofelia per aiutarla a riordinare l’enorme villa dove vivevano le sue ‘due care nonnine’ e nonno Alfredo. Iniziò così per lei un emozionante viaggio nel passato. Quando la sera, prima di addormentarsi, si perdeva nella lettura dei diari nel baule, le sembrava che la bisnonna fosse accanto a lei. Una notte, addirittura, la sognò che le chiedeva di restituire un anello alla famiglia del suo primo amore che gliel’aveva donato prima di partire per la guerra. Al risveglio ricordò quando un giorno, da bambina, la nonna Marie la sorprese mentre ammirava incantata quel gioiello. Si sedette prendendola sulle ginocchia e le raccontò la fiaba di due innamorati che in una notte di luna piena si giurarono eterno amore. Finita la storia la bisnonna le disse che un giorno qualcuno le avrebbe regalato un anello molto più bello. La sera successiva, Iris non riusciva a prender sonno e decise di riportare sul pc alcune riflessioni su ciò che aveva letto nei diari. In quel momento, come se qualcuno alle sue spalle le suggerisse le parole, iniziò a digitare sulla tastiera una storia ispirata agli scritti nel baule. Era quasi giorno quando nonna Ofelia bussò delicatamente alla porta, attirando la sua attenzione, e disse:

Scrivi da ieri sera ed è quasi l’alba.

Lei la invitò ad entrare, le raccontò del sogno e le fece leggere ciò che aveva scritto. La donna, dopo aver letto, sorrise commossa:

Hai la stessa passione per la scrittura di mia madre.

Prima di uscire dalla stanza le raccontò alcuni particolari sulla vita di Marie che non erano riportare sul diario.

Dopo aver studiato diari e lettere, Iris iniziò la sua ricerca per restituire l’anello partendo da una villa oltre il paese, ai piedi della collina. Fu accolta dal signor Leonardo che l’accompagnò ad un sentiero di ciliegi. Accanto ad un albero videro un enorme cesto colmo di ciliegie. La fanciulla si guardò intorno meravigliata affermando che se quegli alberi fossero stati suoi avrebbe approfittato dei frutti per farne torte e marmellate, svuotando cesti come quello dall’alba al tramonto. Qualcuno alle loro spalle esclamò:

Se sei davvero in grado di svuotare quel cesto entro stasera te ne regalo volentieri il contenuto.

L’uomo accanto a lei le presentò suo figlio Pierpaolo che, osservandola dall’alto in basso, le chiese se era una delle nipoti della signora Marie. Lei si presentò:

Mi chiamo Iris. Marie era la mia bisnonna.

Lui la guardò con curiosità, accennò un sorriso misterioso e le chiese di seguirlo:

Ti mostro una cosa curiosa… Iris.

Dopo aver salutato suo padre che lo guardò con sospetto, il giovane attraversò con la ragazza il sentiero dei ciliegi per raggiungere un prato pieno di bellissimi iris azzurri. Lei restò ad osservare incantata quella meraviglia finché lui ruppe il silenzio:

Paolo, fratello del mio bisnonno, prima di morire, mi raccontò di aver piantato questi fiori in ricordo del suo primo amore.

La fanciulla sentì un brivido lungo la schiena. In quel posto c’era qualcosa di magico che riportava alla mente alcune pagine del diario della sua bisnonna. Messi da parte quei pensieri, Iris chiese a Pierpaolo se poteva aiutarla a ricostruire la storia dei due innamorati. Lui le promise che l’avrebbe messa in contatto con una persona ben informata dei fatti. Lei, ripensando al modo in cui il giovane si era presentato, gli propose di discuterne davanti ad un dolce preparato con le sue mani. Pierpaolo accennò un sorriso:

Accetto solo se lo prepari col contenuto del cesto che ti ho offerto poco fa. Oltretutto, era destinato alla tua bisnonna. A casa sono tutti allergici alle ciliegie tranne io che ne sono ghiotto. Quindi non capita spesso che qualcuno si offra di prepararmi un dolce. Ti aspetto sabato, col dolce, all’ora di pranzo.

Lei accetto e il sabato successivo si presentò con una crostata di ciliegie. A pranzo con loro c’era Nancy, un’infermiera ultra novantenne, che viveva nella dépendance della villa e gli raccontò la storia di Paolo e Marie. Dopo essersi congedati dalla donna, Pierpaolo ed Iris visitarono il grande giardino fermandosi a chiacchierare allegramente fino al tramonto. Prima di tornare a casa la fanciulla parlò al ragazzo dell’anello chiedendogli quando poteva portarglielo. Lui ci pensò un momento prima di rispondere e poi disse:

Per il momento è più al sicuro lì dov’è. E poi perché no? Potrebbe diventare un buon pretesto per trascorrere un altro pomeriggio insieme.

La spontaneità di quel tipo le piaceva ed anche Iris aveva voglia di rivederlo. Quella sera, prima di addormentarsi, anziché dedicarsi agli scritti di Marie aprì un nuovo file ed iniziò a scrivere un diario: il suo.

Nei due anni successivi, Iris rimase al paese e il suo diario, unito agli scritti della bisnonna Marie divenne il soggetto del suo libro. Stava bene li. E poi c’era Pierpaolo. Ultimato il lavoro, la ragazza chiese ai genitori e alle due sorelle di andare a trascorrere un weekend con lei e i nonni. Voleva leggessero le parti salienti del suo racconto per avere il loro parere prima di proporlo a qualche editore. Soprattutto, però, desiderava fargli conoscere il suo innamorato. Suo padre accettò subito con entusiasmo. Dopo aver trascorso il sabato in giro per il paese, poco prima del tramonto, il gruppetto si fermò sulla strada che costeggiava il campo di iris dove nonna Ofelia raccontò della proposta di matrimonio ricevuta da nonno Alfredo proprio in quel punto. Il nonno propose di chiedere ai proprietari del terreno se fosse possibile ammirare più da vicino quel prato.

Alla villa li accolse Pierpaolo. Iris era sorpresa: Io credeva ancora in viaggio per un lavoro. Il giovane, dopo aver fatto accomodare gli altri in veranda, li lasciò coi genitori e chiese alla sua ragazza di seguirlo al sentiero dei ciliegi. Lì c’era un cesto come nel giorno del loro primo incontro. Al suo interno, oltre i deliziosi frutti, c’era un pacco. Il giovane lo prese e lo mise tra le mani della fanciulla chiedendole di aprirlo. Lei lo scartò e rimase in silenzio ad osservare un libro che sulla copertina riportava una foto del sentiero dei ciliegi nel periodo della fioritura; nella parte in alto, scritto in piccolo, c’era il suo nome e sotto, in caratteri più grandi, spiccava il titolo del racconto ‘Il sentiero dei ciliegi‘. Aperto il libro, lesse il primo rigo e si voltò sorpresa verso Pierpaolo:

Il mio racconto.

Lui, accennò un sorriso e le spiegò che quella era la prima copia rilegata e completa del suo romanzo. L’aveva fatta realizzare per lei da un amico editore che gli doveva un favore:

Sua moglie lo ha letto e ne è rimasta affascinata. Vogliono pubblicarlo. Ma la sorpresa continua.

Cercò ancora nel cesto tra le ciliegie e prese una scatolina rossa. S’inginocchiò di fronte ad Iris e le chiese se voleva diventare sua moglie. Lei non riuscì a trattenere le lacrime e, stringendosi il libro al petto, annuì regalandogli un si appena sussurrato. Lui aprì la scatolina e le infilò al dito l’anello della bisnonna Marie che aveva fatto modificare. Tornò in piedi e la baciò stringendola in un abbraccio. Lei ricambio i suoi baci finché lui l’allontanò e le disse sorridendo:

Dobbiamo andare a dire ai tuoi nonni e a tuo padre che la sorpresa è riuscita bene.

Iris lo guardò allibita:

Eravate tutti d’accordo.

Pierpaolo annuì sorridendo:

Quando sono andato in città per far modificare l’anello ho fatto visita ai tuoi per avere la loro complicità. È stato piuttosto divertente vedere l’espressione di tua madre quando mi sono presentato come il tipo che vorrebbe sposare sua figlia ma, per fortuna, tuo padre è più matto di me.

Lei gli prese la mano e s’incamminarono verso la villa e, mentre si faceva raccontare del bizzarro primo incontro tra Pierpaolo e la sua famiglia, l’ultimo raggio di sole regalava alle nuvole riflessi rossastri.

Autore: Clorinda Di Natale