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Manca pochissimo a Natale e noi della sezione Cupido abbiamo vita facile in questi giorni. Nina ha saputo che le basta solo una buona azione per conquistare le ali e diventare la mia aiutante. Non vede l’ora di scoccare dardi d’amore. Tutto è calmo finché non mi ha chiamato il Capo. Un angelo Custode rischia di essere declassato: il suo protetto vuole suicidarsi, perché la sua donna lo ha lasciato. Non capisco il perché della mia convocazione. Secondo me basta che il Custode convinca il suo protetto a rassegnarsi ed andare avanti. Il Capo, però, non è d’accordo. Non mi resta che documentarmi sull’accaduto.

La vita di Vittorio non è stata facile. I suoi genitori morirono quando lui, suo fratello e sua sorella erano ragazzini. Si è fatto in quattro per aiutare i fratelli a terminare gli studi e, dopo averli sistemati entrambi ed avergli garantito un buon lavoro, ha deciso di sposare la sua Frida. Per far fronte alle spese nuziali ha dato fondo a tutti i suoi risparmi. Credeva che il suo sogno di avere una famiglia felice (come era stata la sua, prima della morte dei genitori) stesse per avverarsi. Amava a tal punto Frida da non poter neanche immaginare un futuro senza lei. Quando, pochi giorni prima delle nozze, lei gli disse che non poteva più sposarlo perché aveva scoperto di amare una donna, gli crollò il mondo addosso. Il giovane era sconvolto, ma sapeva di non poter costringere Frida a sposarlo. L’amava troppo per condannarla ad una vita infelice. Le ferite che aveva nel cuore, però, gli rendevano la vita insopportabile. La sua desolazione mi ha portato a riflettere sulla mia missione. Il mio lavoro è garantire che l’amore vinca su tutto. Non è la prima volta che scocca la scintilla tra individui dello stesso sesso.  L’amore è un sentimento incondizionato e, se quello di Frida per l’altra donna, è nato da una scheggia è impossibile contrastarlo. Nel liberare le schegge seguo scrupolosamente i disegni del Capo. Questo dovrebbe rendere felici le persone. Dunque non posso rimediare. Allora, perché Lui ha chiamato me? Stavo giusto riflettendo su questa cosa quando è arrivata Nina, si è seduta accanto a me esclamando corrucciata:

Perché la gente ha smesso di sperare? Anche quelli più fortunati sono tristi.

Guardandola in silenzio, ho ripensato alla sua storia. Lei, piccolissima e molto ammalata, con la sua voglia di vivere ha tenuto viva la speranza nei cuori della sua famiglia e li ha lasciati col sorriso. Come lei, anche Vittorio ha affrontato la vita, con speranza e determinazione, dando forza ai suoi fratelli. Ora so cosa fare e Nina può darmi una mano. Le regole? Beh, meglio non pensarci per il momento.

Vittorio ha scelto una notte fredda e tempestosa per il suo addio al mondo. In giro non c’è nessuno e il fiume è in piena. Lui osserva l’acqua che scorre impetuosa sotto il ponte. Quell’abisso sembra volerlo risucchiare. Quando sta per tuffarsi entro in azione, tirandolo indietro. Lui si libera dalla mia presa e mi guarda con rabbia. Mi dice di pensare ai fatti miei:

Ho tutto il diritto di scegliere quando farla finita.

Gli rispondo che non sta a lui decidere quando porre fine alla sua vita:

Non pensi ai tuoi genitori? Loro avrebbero voluto restarti accanto, a te e i tuoi fratelli. Avrebbero voluto aiutarvi a crescere. E tu butti via così la tua vita?

Vittorio ribadisce che la sua non è vita. Poi mi guarda preoccupato:

Tu chi sei? Che ne sai di me?

Infrango  una regola e svelo la mia identità. Lui sorride con sdegno:

Cupido?! Dimmi, paladino dell’amore, che  senso ha quello che mi è successo? Se lei si fosse innamorata di un uomo avrei potuto sperare di riconquistarla. Spiegami perché, quando credevo di aver trovato la felicità, la perdo in questo modo assurdo.

 Allargando le braccia gli dico:

Sono i disegni divini.

Lui si siede sul marciapiede, mette la testa fra le mani e mi chiede se i disegni divini prevedono che lui un giorno sia felice. Gli siedo accanto e cerco di rispondergli:

Ora ti sembra di non avere nulla per cui valga la pena vivere, ma sbagli. Le difficoltà che hai affrontato hanno portato qualcosa di bello nella tua vita: la stima dei tuoi fratelli, il loro affetto, la loro fiducia nel domani. Presto queste conquiste porteranno i loro frutti. Devi solo aver fede e sperare.

Un bagliore in una delle arcate presso il ponte attira l’attenzione di Vittorio. Lascio che  vada verso la luce da solo. È il momento di Nina. Il giovane si affaccia sotto l’arcata e vede una bimba che cerca di accendere un fuoco. Le si siede accanto e l’aiuta. Nina, regalandogli un sorriso sorpreso, gli dice:

Com’è caldo! Fa freddo e io sono tanto stanca. Se mi addormento il fuoco si spegne.

Vittorio propone alla bimba di dormire. Baderà lui al fuoco. Lei gli si accoccola accanto e chiude gli occhi. Il ragazzo si volta per parlarmi, ma non può più vedermi. Torna a guardare il fuoco e nella sua mente si affollano mille pensieri. Infine si addormenta, vinto dal sonno. Al suo risveglio è solo, il fuoco è spento. Si alza indolenzito ed esce dal suo rifugio. Il sole è spuntato da poco e nel cielo ci sono squarci di azzurro. All’improvviso una piuma candida ondeggia davanti ai suoi occhi. Lui apre la mano accogliendola nel suo palmo.

Alza gli occhi al cielo e nota che è comparso l’arcobaleno. Sente uno strano tepore nel cuore. Ha voglia di sorridere. Riapre la mano e la piuma non c’è più. Con le mani in tasca, s’incammina verso casa fischiettando.

Poco fa ero talmente concentrato a liberare le schegge d’amore quotidiane che, quando Nina è arrivata danzando allegramente per mostrarmi le sue candide ali, sono saltato per la sorpresa e mi è sfuggita una scheggia. Questa ha cominciato a vagare senza controllo portando via una piuma dalle ali della mia aiutante. La piumetta  è andata a posarsi nella mano di Vittorio regalandogli una metà dell’euforia d’amore rubata alla scheggia. Presto il nostro amico troverà un nuovo amore. La scheggia ha già centrato un cuore. È Natale e il giovane ha deciso di anticipare il suo pranzo di nozze. Come ospiti, avrà tutti i poveri della città. Nina ed io abbiamo infranto alcune regole, però,  il Capo è soddisfatto. Vittorio presto scoprirà che, anche se a volte l’amore ci fa soffrire, non dobbiamo permettere che si spenga nel nostro cuore il lume della speranza. Perché, senza quella luce, rischiamo di non riconoscere  quando arriva il vero amore: quello che ti cambia la vita.

Autore: Clorinda Di Natale