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Nicola Formichetti è una delle figure più eclettiche e influenti del fashion system contemporaneo: stylist, direttore creativo, editore e imprenditore culturale. La sua traiettoria — che passa dalle riviste indipendenti alla creazione di collezioni, dalle scenografie per pop star alle partnership con grandi brand globali — ha ridefinito il concetto di “fashion director” nel XXI secolo.
In questo articolo trovererete una panoramica approfondita della sua vita, della carriera professionale e privata, del suo linguaggio estetico e un elenco cronologico (il più completo possibile e basato sulle fonti pubbliche) dei ruoli e delle collaborazioni che lo hanno segnato.
Origini e formazione: tra Giappone e Italia
Nato il 31 maggio 1977 a Tokyo da madre giapponese, hostess, e padre italiano, pilota, Formichetti cresce tra Giappone e Italia, un background biculturale che diventerà una componente fondamentale della sua visione creativa. Sebbene non sia stato specificato in dettaglio da quale regione italiana provenga il padre, Formichetti è cresciuto a Roma, dove ha frequentato le scuole superiori, (tra le scuole citate nelle sue interviste c’è anche l’esperienza nella scuola internazionale dove ha mosso i primi passi nel mondo della moda) e si trasferisce in seguito a Londra, dove inizia la sua carriera redazionale e curatoriale. Questa infanzia e adolescenza “divisa” tra due culture e linguaggi estetici spiega l’ibridazione che caratterizza gran parte della sua produzione: contaminazioni fra streetwear, couture e cultura pop.
Divenne un osservatore attento della vita notturna e delle mode di strada, iniziando a lavorare in una boutique alla moda chiamata “The Pineal Eye”, dove ricoprì per due anni il ruolo di direttore artistico e responsabile degli acquisti.
La carriera: dai magazine al palco delle pop star, fino ai grandi brand
🔹Gli inizi nelle riviste ➡️Durante il periodo in cui lavorava presso “The Pineal Eye”, Formichetti fu notato dalla fashion editor Katy England, che gli offrì una rubrica mensile su Dazed & Confused intitolata “Eye Spy“. Dopo essere stato nominato direttore della moda della rivista nel 2005, venne infine promosso a direttore creativo nel 2008. Il suo lavoro presso Dazed & Confused lo ha portato a collaborare con altre riviste di moda, tra cui V, Another Magazine, Arena Homme + e Harper’s Bazaar USA. Questo periodo editoriale gli dà il network, la sensibilità visiva e la cultura del collage che userà per i suoi progetti successivi.
Tra gli stilisti con cui ha lavorato figura Kim Jones, con cui ha collaborato per collezioni e sfilate. Ha inoltre lavorato con case di moda come Dolce & Gabbana, Alexander McQueen, Gareth Pugh, Carri “Cassette Playa” Mundane, Prada, Missoni, Iceberg, e con brand come Nike, Umbro, Puma, Stüssy, Topman, H&M ed Edwin. Tra i fotografi di moda con cui ha collaborato vi sono Nick Knight, Hedi Slimane, Terry Richardson, Steven Klein e Oliviero Toscani, oltre ad altri.
🔹Haus of Gaga — la consacrazione pop ➡️ La collaborazione, iniziata a maggio 2009 sino al 2013, con Lady Gaga (Haus of Gaga) lo porta all’attenzione mondiale: Formichetti cura look, shooting e apparizioni che entrano nel linguaggio pop contemporaneo — contributo culminante nella serie di outfit simbolici e nelle scenografie che hanno accompagnato gli anni d’oro della popstar. Questa alleanza con Gaga lo rende un nome noto anche al di fuori della stretta cerchia della moda.
🔹Thierry Mugler (Creative Director) — da settembre 2010 ➡️ Viene nominato direttore creativo di Thierry Mugler (che si è in gran parte ritirato dal mondo della moda): l’incarico gli affida il rilancio dell’heritage di un marchio noto per il glamour strutturato e teatrale. Ha raccontato che fu proprio Lady Gaga a convincerlo ad accettare l’incarico, mentre stavano esaminando alcuni pezzi d’archivio della maison durante le riprese del video di “Telephone”. Formichetti, che ha rinominato semplicemente Mugler, guida la rinascita del brand portando un’estetica contemporanea che unisce il gusto pop e scenografico alla tradizione couture della maison. In Mugler, Formichetti ha supervisionato i designer Sébastien Peigné per la linea femminile e Romain Kremer per quella maschile. Nicola Formichetti ha lasciato Mugler il 2 aprile 2013. Per l’occasione, ha invitato l’artista k-pop G-Dragon a comporre un tema musicale per la sfilata, intitolato “I am Mugler”.
🔹Nicopanda — il suo brand street/genderless ➡️ Formichetti dà vita al progetto Nicopanda (proposte streetwear, accessori, e collaborazioni pop), pensato come brand personale e voce diretta del suo approccio ludico alla moda.
🔹Formichetti è stato fashion editor di Vogue Hommes Japan sin dalla sua fondazione fino all’autunno 2012, quando la rivista è stata chiusa e riformulata sotto il nome di GQ Style.
🔹Diesel (Artistic/Creative Lead) — 2013–2017 ➡️ Nel 2013 Nicola viene nominato artistic director/creative director per Diesel — incarico strategico per tradurre lo spirito del brand in campagne, progetti e collezioni con un approccio culturale e multicanale. L’esperienza in Diesel viene spesso citata come momento in cui sperimenta su larga scala il suo impulso a connettere moda, musica, retail e community. Si separa dal brand alla fine del 2017.
🔹Uniqlo — ruolo continuativo come Fashion Director / Collaborazioni retail ➡️ Parallelamente, a partire da gennaio 2013, Nicola ha avviato una collaborazione significativa con Uniqlo, il colosso giapponese del fast fashion. Formichetti collabora da anni con Uniqlo come fashion director/consulente creativo su collezioni e iniziative speciali: il rapporto con il colosso del retail giapponese è un altro esempio della sua capacità di passare dal mondo dell’alta moda a grandi progetti di scala retail. La collaborazione ha incluso anche iniziative legate al pop-up store di New York, dove Formichetti ha presentato in anteprima alcuni capi della linea ai fan.
🔹La collaborazione tra Formichetti e Lady Gaga è rinata nel 2020 ➡️quando ha assunto il ruolo di direttore della moda per la produzione del sesto album in studio della cantante, Chromatica. Continuando nel curare una campagna pubblicitaria di Dom Pérignon intitolata “The Queendom”.
🔹MAC Cosmetics — Global Creative Director ➡️Tra le nomine più recenti e rilevanti: nel maggio 2025 viene ufficialmente annunciato come Global Creative Director di M·A·C Cosmetics, incarico che estende la sua influenza anche al mondo beauty su scala globale. Questa nomina è l’ultima tappa di una carriera che unisce moda, bellezza e cultura pop.
Nicopanda
Nicola, insieme al fratello Andrea Formichetti, ha creato la linea Nicopanda, ispirata a un cartone animato raffigurante un panda che somiglia a lui. La storia dietro il nome, secondo quanto racconta Nicola, è questa:
I miei amici mi chiamavano Nico Panda perché sono per metà asiatico, all’epoca avevo una lunga barba ed ero un po’ paffuto, quindi sembravo un orso — un orso asiatico. Così hanno iniziato a chiamarmi Nico Panda.
Le prime capsule e le sfilate/collezioni escono nella metà degli anni 2010 (lancio commerciale e sviluppo tra il 2014 e il 2016), con eventi e collaborazioni che enfatizzano inclusività e cultura giovane. La linea Nicopanda è stata presentata per la prima volta nel settembre 2011 presso il pop-up shop di Nicola Formichetti nel quartiere Tribeca di New York. In collaborazione con gli architetti Gage/Clemenceau, lo spazio al numero 50 di Walker Street è stato trasformato in un prisma specchiato che ospitava capi vintage di Versace, Mugler, Uniqlo, prodotti Nicopanda come gli anelli zombiepanda, skin per iPhone e iPad in collaborazione con Gizmobies, e look firmati dalla Haus of Gaga. Durante le due settimane di apertura e ha inserito tra i pezzi più costosi — come i Versace floreali vintage e i capi autunnali di Thierry Mugler — anche oggetti accessibili e alla portata di tutti.
Durante il periodo del pop-up, Nicola ha organizzato un concorso per i suoi fan su Twitter: i vincitori sono stati invitati al negozio per una colazione con lui e per un’anteprima esclusiva della nuova linea Uniqlo su cui aveva lavorato, l’Innovation Project. Alcuni fan sono arrivati in auto dall’Ohio, altri hanno preso un volo da Phoenix pur di cogliere questa opportunità.
Nel maggio 2012, Nicola Formichetti ha inaugurato pop-up store Nicopanda presso Lane Crawford a Pechino e Hong Kong. Questi spazi temporanei hanno portato l’universo giocoso e provocatorio del brand in due delle capitali asiatiche della moda, fondendo streetwear, cultura pop e design sperimentale in un’esperienza immersiva firmata Formichetti.
Dopo l’apertura dei pop-up store a Hong Kong e Pechino, a giugno 2012 Nicola Formichetti ha inaugurato nuovi spazi temporanei a Tokyo. I pop-up si trovavano da LHP nel quartiere Harajuku, da Opening Ceremony a Shibuya, e anche presso il grande magazzino Isetan Shinjuku, dove è stato allestito un pop-up shop con galleria.
È proprio in questa galleria che è stato presentato per la prima volta il design Amebapanda chetti, insieme alla collaborazione Nicopanda X Hello Kitty, fondendo l’estetica giocosa di Formichetti con l’iconografia pop giapponese.
Nell’agosto 2012, Nicola Formichetti e suo fratello Andrea hanno inaugurato un “super complesso” nella città natale di Nicola, Numazu, nella prefettura di Shizuoka, Giappone. Il progetto, chiamato Villa Effe, ospita una sala per matrimoni, un ristorante, un salone di bellezza e un’area commerciale che include esposizioni di look della Haus of Gaga e della linea Nicopanda. Un luogo che fonde lifestyle, moda e creatività in un’esperienza immersiva firmata Formichetti.
Lo stile di Nicola Formichetti: chi parla e come
Il fil rouge dell’estetica di Formichetti è la fusione: couture strutturata + energia dello streetwear + spettacolarità pop. Alcuni tratti ricorrenti:
- Teatralità e scultura: eredità Mugler, amore per silhouette forti, materiali inaspettati e architetture del corpo.
- Ibridazione culturale: riferimenti alla cultura giapponese e italiana, ma reinterpretati in chiave globale e giovane.
- Streetwear giocoso e inclusivo: Nicopanda incarna il lato più ludico e accessibile — loghi oversized, peluche/panda iconografico, stampe e capsule genderless.
- Uso di icone pop e performance: molti progetti nascono o si alimentano dalla collaborazione con musicisti o personaggi pop (es. Lady Gaga), dove l’abito diventa elemento scenico e narrativo.
Capi e look iconici riconoscibili
- Abiti-scultura e body armaturati in stile Mugler: silhouette estremizzate, spalle architettoniche e vita segnata (pezzi che hanno caratterizzato la sua rilettura di Mugler).
- Street tees e felpe “Nicopanda” con logo e panda: elementi ripetuti nelle collezioni personali, facilmente riconoscibili per il mix di guimauve e ironia.
- Costumi e outfit per performance pop: look creati per eventi e videoclip che privilegiano visibilità e storytelling (la sua firma come stylist nelle apparizioni di Gaga).
- Collaborazioni beauty / accessori MAC x Nicopanda: prodotti e kit che uniscono graphic design giocoso e elementi gender-neutral.
Vita privata e valori
Formichetti è noto per essere riservato ma aperto sul tema dell’identità: si definisce parte della comunità LGBTQ+ (che indica l’inclusione di tutte le altre identità di genere e orientamenti sessuali non esplicitamente menzionati) e spesso fa dell’inclusività un tema centrale nei progetti che cura (casting, campagne, eventi). Mantiene un rapporto stretto con le sue radici (legami familiari, il progetto Villa Effe in Giappone con il fratello Andrea) e con la dimensione comunitaria del fashion—spesso inteso come piattaforma culturale e sociale oltre che commerciale. Evita però di trasformare la sua vita privata in gossip: preferisce che siano i progetti e il lavoro a parlare. Pratica quotidianamente la Meditazione Trascendentale.
Con lo styling migliore del mondo, un’immagine brutta resta comunque brutta. Amo avere il controllo su tutto: il design, lo styling, la fotografia, e poi farla arrivare in una rivista, nel marketing e nelle previsioni di tendenza.
Perché conta oggi
Nicola Formichetti è emblematico di una generazione di creativi che non si limita a disegnare: crea mondi, community e format. Sa operare su livelli diversi — editoria, spettacolo, prodotto, retail e bellezza — e la sua recente nomina a Global Creative Director di M·A·C (2025) dimostra come il suo linguaggio sia considerato prezioso per brand che vogliono parlare a un pubblico globale, inclusivo e culturalmente fluido.
Conclusione … possiamo affermare che …
Da Tokyo a Roma, dalle redazioni londinesi alle passerelle e ai palchi globali: il percorso di Nicola Formichetti è la storia di un creativo che ha trasformato l’idea stessa di stile in piattaforma culturale. La sua carriera dimostra che la moda è oggi dialogo: tra discipline, generazioni e culture. Per chi lavora nel settore o per i lettori curiosi, Formichetti resta un punto di osservazione indispensabile per capire come la moda si può ripensare come spettacolo, come comunità e come prodotto globale.
aggiornato all’8 ottobre 2025
Autore: Lynda Di Natale Fonte: nicopanda.com, web Immagine: AI