28 novembre … “i nati oggi”
Randy Newman, Ed Harris, Vivienne Tam, John Galliano, Rose Abdoo, Martin Cummins, Ryan Kwanten, Aimee Garcia, Alan Ritchson, Martina Stella, Johnny Simmons, Karen Gillan, Joe Cole, Bryshere Y. Gray
Randy Newman, Ed Harris, Vivienne Tam, John Galliano, Rose Abdoo, Martin Cummins, Ryan Kwanten, Aimee Garcia, Alan Ritchson, Martina Stella, Johnny Simmons, Karen Gillan, Joe Cole, Bryshere Y. Gray
Luciana Turina, Ron, Domenico Dolce, John Slattery, Lazaro Hernandez, Kasia Smutniak, Sebastian Stan, Freya Mavor, Alvaro Rico
Luciana Paluzzi, Frankie Faison, Tony Ward, Vincent Pérez, Elizabeth Hurley, Tosca D’Aquino, Costantino Vitagliano, Shane West, Maddalena di Svezia, Elyse Sewell, Tristin Mays, Kate Upton
Ian McKellen, Mike Myers, Tatjana Patitz, Laurentien Brinkhorst, Antonio Berardi, Jamie Kennedy, Octavia Spenser, Molly Sims, Esmé Bianco, Emma Marrone, Daisuke Ueda, Zazie Beetz
Claudio Baglioni, Christian Lacroix, Pierce Brosnan, Nunzia Schiano, Fiorello, Marina Massironi, Janet Jackson, Niccolò Fabi, David Boreanaz, Toni Spelling, Laura Pausini, Dolcenera, Joseph Morgan, Julia Voth, Megan Fox, Behati Prinsloo, Kristin Maldonado
Gabriel Byrne, Dries Van Noten, Renée Simonsen, Stephen Baldwin, Jason Biggs, Malin Akerman, Mariano Bruno, Rami Malek, Emily VanCamp, Odeya Rush
Valentino, Irene di Grecia, Frances Fisher, Shohreh Aghdashloo, Kiti Mànver, Marguerite MacIntyre, Alessandro Besentini, Laetitia Casta, Alessandro Cattelan, Eniko Mihalik, Prince Royce, Lana Condor
Tessuti con trame di filati e fibre metalliche, scollature non comuni, code e ampiezze, trasparenze, ricami, pietre e applicazioni uniche, sono solo alcune delle caratteristiche degli abiti ideati e concepiti come opere d’arte e modellate sul corpo femminile, personalizzate nelle forme dal tocco personale di Simeone.
Nell’anno 2000/2002, la città di New York ha deciso di onorare 24 stilisti americani posizionando targhe di bronzo lungo il marciapiede della 7th Avenue, la grande via della moda, chiamato FASHION WALK OF FAME. Lilly Dache era una di quelle onorate.
Diventa la sacerdotessa della semplificazione (il termine minimalismo non è stato ancora coniato): stagione dopo stagione, le sue collezioni si succedono nell’atmosfera monacale dei suoi saloni bianchi. Prende l’abitudine di chiudere con doppia mandata la sua maison all’inizio di ciascun défilé: una cerimonia per se stessa ma anche per il pubblico, non abituato al silenzio e alla meditazione.