Tag

, , , , , , , ,

Io e lui non abbiamo mai affrontato il tema del nostro matrimonio. Ci siamo confrontati spesso sull’argomento analizzando le cose dal di fuori. Io mi soffermo spesso a leggere articoli di giornali riguardanti il matrimonio, faccio commenti sui matrimoni dei vip ma né io né lui ci siamo mai soffermati a dire cosa vorremmo per il nostro giorno più bello.
Da un po’ di tempo lui sembra un po’ distante e distratto quando ci incontriamo. Oggi, per esempio, è il giorno del mio compleanno ma, soprattutto, il giorno dell’anniversario del nostro primo incontro. Mi aspettavo il solito SMS romantico di buon giorno e auguri e invece niente. Ho paura che qualcosa non stia andando come dovrebbe e papà sembra aspirare a rovinarmi la giornata lamentandosi del fatto che ormai siamo “fidanzati”  (come dice lui) da troppo tempo. Mamma lo rimprovera. Per lei sono un libro aperto. Le basta guardarmi per capire che qualcosa non va. Lei mi sorride ed io mi sento una stupida: forse questa assenza di messaggi o chiamate nasconde una delle solite sorprese, oppure, semplicemente, lui  ha dimenticato di mettere la sveglia ed è troppo in ritardo per badare a me. Mi godo la colazione.
Al lavoro le mie colleghe mi fanno gli auguri per il mio compleanno. Tornano i dubbi e per evitarli mi tuffo nel lavoro. compleanno_perfettamente_chic_1.jpgFinita la giornata in ufficio mi preparo ad uscire e noto il simbolo della busta sul display del cellulare. Sorrido, leggo e il sorriso svanisce:  “Scusa ma non posso passare a prenderti. Troppi impegni. Ti chiamo.” Neanche un accenno di auguri o un “ti amo” e questa freddezza mi preoccupa. Arrivo a casa con la testa piena di dubbi. Che sarà successo? Ha anche il telefono staccato!
Sento profumo di torta e papà mi chiede se resto a cena oppure ci sono altri programmi. Io gli butto lì un vago “ancora non lo so” e mi rifugio in camera mia. Mi libero delle scarpe che mi hanno torturato i piedi per tutto il giorno, mi stendo sul letto  e ripenso alla prima volta che ho incontrato il mio amore.
compleanno_perfettamente_chic_4Compivo 18 anni ed i miei mi avevano regalato una festa a sorpresa. Io ero confusa dal susseguirsi dei volti di amici e parenti che mi facevano gli auguri, finché non incontrai un volto nuovo: il suo. Abbiamo un cugino in comune e lui era ospite dai miei zii perché seguiva un corso che si teneva nella mia città. Mio cugino lo aveva trascinato alla mia festa e non lo ringrazierò mai abbastanza per questo.
Credo di essermi assopita perché quando la mamma è venuta in camera dandomi una busta, la stanza era completamente al buio e lei ha dovuto accendere la luce. Dopo essermi passata le mani sugli occhi, ho guardato la busta, l’ho aperta ed ho letto il biglietto al suo interno. Riconobbi la sua scrittura. Conteneva una frase in rima: una specie di indovinello. Che scherzo era mai quello?!  Finalmente si faceva vivo, però, ed io ero confusa e felice. Rilessi l’indovinello e cominciai a decifrarlo. Sembrava una caccia al tesoro che ripercorreva le tappe del cammino percorso assieme durante la nostra storia. Ho trovato i bigliettini successivi nascosti in giro per la mia stanza: quello era il segno che lui aveva collaborato con mia sorella. Lei è l’unica che conosce certi particolari (oltre  lui e me) e sa dove trovare gli indizi. L’ultimo biglietto mi ha messa in agitazione. Ho solo mezz’ora per farmi trovare davanti al portone. Mi sento uno straccio, sia perché è stata una giornata di duro lavoro, sia perché mi ero torturata nella stupida angoscia che lui non mi amasse più e mi mandasse dei segnali per farmelo capire. Per l’ennesima volta è riuscito a sorprendermi.
Dopo venti minuti esco dalla stanza e cerco la mamma in cucina per dirle che uscivo. La casa è vuota. Un foglietto sul mobile dell’ingresso mi informa che mamma e papà sono usciti. Scrivo un biglietto a mia volta ed esco.
Lui è li fuori ad aspettarmi. Ha una rosa tra le mani, come quando mi dichiarò di essere perdutamente innamorato di me. Me la porge e mi dà un rapido bacio sulle labbra. Sembra un po’ agitato ed evita il mio sguardo. Non dice una parola mentre siamo in auto. Lo conosco abbastanza da sapere che se sta in silenzio o è molto contrariato e sta per perdere la pazienza, oppure è contento ed emozionato. Scelgo la seconda opzione. Ogni tanto mi lancia delle occhiate furtive per spiare le mie espressioni e se gli capita di incrociare il mio sguardo accenna un sorriso e torna a prestare attenzione alla strada. C’è in ballo qualcosa di speciale per me. Mi sento come una bambina che aspetta il Natale. Mi sento amata, protetta…e questo mi piace!compleanno_perfettamente_chic_6
Mi chiedo dove siamo diretti  ma ecco che l’auto si ferma nel piazzale del locale dove ho festeggiato i miei 18 anni. Esattamente alle spalle di casa mia.
No! Mi giro verso di lui e lo guardo in faccia preoccupata: “Non ho l’abbigliamento adatto per entrare lì dentro. Ti prego, andiamo a casa.
Lui sorride divertito dalla mia agitazione e scuote il capo: “Non entriamo lì dentro. Siamo qui perché è il posto dove ci siamo incontrati per la prima volta” .
Usciamo dall’auto e lui mi porta davanti alla fontana che domina l’ampio giardino del ristorante. Adoro quel posto e mi è sempre piaciuta quella fontana. C’è un’atmosfera  molto suggestiva  e romantica.
Lui mi sorride, raccoglie tutto il suo coraggio e mi prende le mani. Ci guardiamo negli occhi e lui comincia a parlare:  “Mi ero preparato tutto un discorso romantico per questo momento ma l’ho dimenticato. Che imbranato! Ok. Volevo farti un regalo che ti facesse capire quanto ti amo e quanto tengo a te.
Mi lascia le mani e fruga nelle tasche. Tira fuori uno scatolino, armeggia per aprirlo e mi mostra l’anello.compleanno_perfettamente_chic_5 Il mio  cuore comincia a battere velocemente. D’istinto mi porto le mani sul viso. Pian piano le faccio scendere sulla bocca e lo guardo sorpresa e contenta. Sto piangendo come una bambina. Lui mi guarda con l’espressione più dolce che possa esistere al mondo e sfila l’anello dalla scatola. Mi prende la mano e, infilandomi l’anello al dito, mi chiede se voglio diventare sua moglie. Io non capisco più dove sono. Non riesco a smettere di piangere e non riesco a fermare il mio cuore impazzito. Tutto ciò che riesco a fare è rifugiarmi tra le sue braccia e piangere di gioia. Lui mi stringe forte e aspetta che io smetta di piangere. Poi mi allontana da sè prendendomi il viso tra le mani. Mi asciuga le lacrime con le dita e mi bacia cancellando tutti i dubbi e le paure che mi hanno accompagnato per tutto il giorno e lasciandomi la più grande delle certezze: amo il mio folle principe delle sorprese e… Sì, VOGLIO SPOSARLO!

Autore: Clorinda Di Natale