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Tra amiche ci piaceva riunirci per passare delle serate, solo tra donne, a casa di una di noi (in genere era casa di Chiara quando i suoi andavano via nel week end). Organizzavamo dei pigiama party nei quali ci divertivamo tantissimo ballando, cantando, ridendo come matte. Due cose non mancano mai: la Nutella e le battaglie di cuscini prima di metterci a dormire.amiche_perfettamente_chic_4
L’ultima volta che ci siamo riunite, a noi si è unita Carla, la cugina di Marta. Lei ci diede un interessante argomento su cui confrontarci e condividere i nostri sogni. Ci confidò che lei ed il suo ragazzo pensavano di sposarsi. Il matrimonio era un tema che ci piaceva. Ognuna di noi cominciò a descrivere il vestito che sognava di indossare quel giorno, l’acconciatura più adatta, la scelta dell’ambientazione ideale per il ricevimento, della gente da invitare o da escludere, la meta del viaggio di nozze. Io, come sempre, ascoltavo le altre, aspettando il momento più adatto per dire la mia, intanto pensavo a cosa avrei voluto per il mio matrimonio.
Ancora non avevo trovato l’amore della mia vita e fantasticavo su  come sarebbe stato bello fare progetti di vita con il mio futuro compagno. Cosa avrei provato quando lui mi avrebbe chiesto di diventare sua moglie? Ero completamente immersa nei miei sogni quando Carla mi ha riportata alla realtà chiedendomi di dire qualcosa anche io. Lei non mi conosceva e non sapeva che sono una di poche parole. Io, ridestata così di botto dal mio fantasticare, fui presa alla sprovvista dalla sua domanda: “Tu che dici? Sto facendo la cosa giusta, vero?” Io la guardai spiazzata e le risposi: “Beh, se sei sicura dei tuoi sentimenti verso il tuo ragazzo e ti senti pronta …!” Mi fermai perché lei mi guardava con un sorrisetto un po’ ironico e mi disse con tono di chi crede di saperne più di te: “Guarda che non si è mai sicuri di certe cose.”  Io preferì cambiare discorso.pensierosa_perfettamente_chic
In questi anni ho ripensato spesso a quella serata e a quel frammento di dialogo. Oggi ho saputo che, dopo cinque anni di matrimonio, Carla e suo marito stanno divorziando. Mi dispiace, anche perché hanno un bimbo da crescere. Se ripenso al suo atteggiamento da “so tutto io”, però, non nascondo che un po’ ci ho goduto.  Poi ho cominciato a chiedermi perché quel matrimonio sia finito. Loro sembravano una famiglia perfetta, lui era sempre pronto a realizzare ogni desiderio di sua moglie (nei limiti del possibile), la aiutava nella gestione del bambino. Lei lavorava e lui non le ha mai fatto pesare più di tanto la vita in famiglia dopo l’orario di lavoro, nonostante anche lui svolgesse un lavoro abbastanza stancante. I loro familiari parlano di continue discussioni tra i due (ma quello è anche un modo di confrontarsi, se ci si ascolta). Lui sta male, perché non capisce dove ha sbagliato. La gente parla del fatto che lei potrebbe avere un altro uomo (magari sul posto di lavoro) e tutto si riduce a dei pettegolezzi.
Ripensando a quel lontano pigiama party, mi domando se dietro quel fallimento non ci sia semplicemente il fatto che lei non era pronta a quel passo. Perché credo che quando si decide di sposarsi, se ci sono dei dubbi, bisogna affrontarli in due. Se, dopo essersi confrontati più e più volte su quei dubbi, non se ne  viene a capo, forse sarebbe meglio riflettere ed aspettare invece di buttarsi in un progetto così importante.
Insomma, se decido di sposarmi, in quel momento non ho dubbi: nella mia vita voglio che accanto a me ci sia lui e soltanto lui! Mi fido ciecamente e sono certa che con il nostro giuramento di eterno amore, lui ed io ci completeremo a vicenda e saremo per sempre felicemente sposati, nonostante i mille ostacoli che possono mettersi sulla nostra strada.

Autore: Clorinda Di Natale