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Come tutte le future spose, anche io  ho dei desideri precisi per il giorno del mio matrimonio. Il mio, però, è un caso particolare. Ho già vissuto questa esperienza: sono alle mie seconde nozze. L’unica cosa bella che mi ha lasciato l’esperienza precedente, oltre ai ricordi racchiusi nel video e nell’album fotografico, è mio figlio Elia. Dopo sei anni dalla separazione ho accettato di sposare Pino.abito_perfetto_perfettamente_chic_1Con lui non ho segreti e, prima di dirgli di si, ho preteso una cosa su tutte: “I nostri problemi non devono uscire da casa nostra. Non accetterò intromissioni da parte di nessuno. Come faccio io coi miei genitori, anche tu devi pretendere dai tuoi che restino fuori da qualsiasi problema si presenterà sulla nostra strada. E, nel caso arrivino dei figli, saremo solo noi a decidere per loro.” Lui, al corrente delle ragioni del fallimento del mio primo matrimonio, ha accettato subito le mie condizioni. Però, anche lui ne ha posta una: “Metti da parte il passato. Voglio che ti occupi delle nostre nozze come se ti sposassi per la prima volta. Non sopporterei l’idea che tu sia condizionata dalla tua precedente esperienza. Mi capisci, vero?” Certo che lo capivo: “Ho superato da tempo questa fase. Altrimenti non saremmo qui a discutere del nostro matrimonio.”Ed eccomi qui di nuovo alle prese coi preparativi. Essendo molto credente ho un unico rammarico: non posso sposarmi in chiesa. Va beh, Dio sa tutto.

abito_perfetto_perfettamente_chic_2.jpgHo affidato ad un wedding planner la maggior parte delle decisioni riguardanti il matrimonio. Lui si occuperà di tutto. Per quanto mi riguarda dovrò limitarmi a dare le indicazioni sulle caratteristiche che voglio per il luogo dove Pino ed io pronunceremo il nostro ‘si’, sulla location del ricevimento, sul tema delle nozze e via dicendo. La mia unica preoccupazione sarà quella di scegliere l’abito da indossare in quel giorno. Non potevo certo immaginare che i dettagli per il vestito da sposa avrebbero scatenato il disappunto e, addirittura, le critiche di mia madre. Mi sono documentata su internet per aggiornarmi sugli atelier della zona,  ho chiesto consiglio all’organizzatore delle nozze ed ho annunciato con entusiasmo a mamma e a mia suocera  l’ora e il giorno della visita. Il sabato mattina, dopo aver lasciato Elia con suo padre, sono andata a prendere le mie ‘consigliere’. Giunte all’atelier siamo state accolte con gran cortesia dal personale. La proprietaria ci ha lasciate nelle mani di una delle sue assistenti che ha subito cominciato ad indicarci i modelli più adatti al mio fisico. Mia madre l’ha subito fermata con una precisazione che mi ha lasciata a dir poco allibita: “Naturalmente avete vari colori per ogni modello, giusto? Mia figlia è al secondo matrimonio ed ha un figlio. Ovviamente non cerca un abito bianco.” Ha guardato mia suocera che ha annuito con imbarazzo. Ero così sorpresa che non riuscivo a protestare. Dato il mio silenzio, la dipendente dell’atelier ha tirato fuori solo abiti colorati.abito_perfetto_perfettamente_chic_3.jpgI modelli che mi venivano proposti erano molto belli. Nel provarli, però, notavo in ognuno qualcosa che non mi convinceva. Ad un certo punto ho visto un bellissimo abito. Appena il mio sguardo si è posato su quel vestito ho desiderato indossarlo. La sposina a cui era stato proposto lo ha messo da parte dedicandogli meno attenzione di quanta, secondo me, meritasse. Approfittando della sua indecisione ho chiesto se potevo provarlo. L’assistente ha acconsentito: “Se vuole può provarlo. Però devo informarla che quello è un modello esclusivo, creato dalla nostra stilista. È disponibile solo in bianco perché qualsiasi sfumatura di colore ne rovinerebbe l’insieme, spegnendo la luminosità dei ricami e degli strass inseriti nel tessuto.”  Mia  madre è intervenuta per spegnere il mio entusiasmo: “Anche questo che indossi è perfetto per te.” Mi sono guardata nuovamente allo specchio, piena di dubbi, ed ho deciso di provare un altro degli abiti colorati. Il vestito era bellissimo ma continuavo ad essere attratta dall’abito bianco. D’improvviso mi sono resa conto che se non lo provavo non avrei potuto proseguire nella ricerca. Mi sono rivolta di nuovo all’assistente: “Mi scusi. Voglio provare quell’abito.” Mentre lei  andava a prendere il vestito mia madre mi ha rimproverata: “Perché ti ostini su quell’abito? Non puoi indossarlo. Cosa direbbe la gente?”  D’istinto mi sono voltata verso di lei e, con un tono di voce più alto di quanto volessi, le ho parlato con decisione: “Voglio provare quel vestito e, se mi piace, sceglierò quello. Di ciò che può dire la gente m’importa ben poco. Quella che si sposa sono io.” L’assistente ci è passata accanto con l’abito e mi ha guardata con soddisfazione. Uscita dal camerino mi sono guardata allo specchio con quell’abito addosso e non ho potuto evitare alle mie emozioni di venir fuori. Non mi ero mai vista così bella. abito_perfetto_perfettamente_chic_4Quell’abito sembrava confezionato addosso a me. Mia suocera si è portata le mani alla bocca: “Ti sta d’incanto. È perfetto per te.” Contenta della sua approvazione ho asciugato le lacrime che mi erano sfuggite poco prima e le ho  sorriso. Dal retro dell’atelier è arrivata una donna, mi ha osservata girandomi intorno e, tornata di fronte a me, mi ha preso le mani: “Scusami se non mi sono presentata immediatamente. Sono la stilista che ha realizzato quest’abito. Sembra fatto apposta per te. E si vede che ti piace. È il tuo! Posso consigliarti su come acconciare i capelli e sugli accessori da abbinare?” Ero confusa: “Questo abito mi piace tantissimo. Sono al mio secondo matrimonio ed ho un bimbo di sei anni ma voglio sposarmi indossando questo vestito.” La stilista mi ha guardata soddisfatta: “Sono contenta che tu abbia trovato un uomo capace di farti credere ancora nell’amore. Siete entrambi fortunati. Si capisce che lo ami. Il resto non conta. La purezza che traspare dalla tua immagine con indosso questo abito è perfetta per rappresentare quanto è pulito il vostro amore.” Mamma ha tirato in ballo la tradizione. La stilista l‘ha guardata con disappunto: “Signora, anche il Papa ha aperto le porte della Chiesa ai divorziati. Guardi sua figlia. Osservi la gioia che traspare dal suo sguardo. Questo conta più di ogni altra cosa.” Mia suocera le ha dato man forte: “Credi che al giorno d’oggi tutte le sposine che entrano in chiesa con l’abito bianco siano tutte caste e pure? E poi il vestito lo pago io. E se a Roberta piace, per me va bene.” Il suo intervento mi ha sorpresa e mi ha dato più fiducia nel futuro. E la mamma? Lei mi vuole bene e capirà.

Autore: Clorinda Di Natale
Pubblicato: felicementesposati.it